
Il fratello su marte
Ogni volta che entro qui, nella sede di Mars Settlers, mi sembra che essa cresca sempre più. Molta è la gente che entra o esce dall’edificio, è il cuore pulsante di uno dei più importanti progetti dell’umanità: la colonizzazione di Marte a bordo del Mars Home.
Quattro volontari sono stati selezionati tra oltre duecentomila candidati, uno di essi è mio fratello Antonio. Un brillante biologo con lo scopo di cercare personalmente tracce di vita sul pianeta rosso, un’altro invece ero io, grazie alle mie competenze tecniche.
“Permesso…Scusate…”
La gente adora sostare, per chiacchierare, sulle rampe. Non capiscono il disagio che possono causare? Che certi accorgimenti non sono installati solo per gioco? Per mia fortuna la sala delle comunicazioni non è lontana e in poco tempo riesco comunque a raggiungerla.
Poco dopo il mio arrivo, José, uno dei compagni di viaggio di mio fratello, annuncia l’inizio della discesa sul pianeta rosso.
Tutti nella sala sono tesi, dopo un viaggio durato sei mesi quella che sta iniziando è l’operazione più difficile. L’ultimo ostacolo per la loro nuova vita.
Ma la sensazione di esser lasciato indietro mi rattrista, Antonio sta raggiungendo un luogo fuori dalla mia portata, da cui non potrà più fare ritorno.
Sugli schermi appare un’immagine ricevuta da Mars Home: i quattro astronauti e dietro di loro Marte. Mio fratello sorride, sa che sono qui e in questo modo sta cercando di incoraggiarmi, questo suo pensiero però non è in grado di alleviare la tristezza di esser lasciato indietro. Mi ha sempre incoraggiato, mi diceva sempre che sarebbe stato il mio compito prendermi cura della famiglia, ma non mi ha mai mentito dicendo che saremmo partiti assieme, in quanto entrambi sapevamo perfettamente che non sarebbe stato possibile.
“Impatto con l’atmosfera in un minuto”
Diversi video mostrano la situazione interna dell’abitacolo, anche se con qualche minuto di ritardo. L’attrito con l’atmosfera causa il tremore del trasporto spaziale mentre al suo esterno l’aria ionizza diventando plasma.
Il dolore attraversava tutto il mio corpo, molto era il sangue attorno a me. Un uomo aveva perso il controllo della propria auto.
In quella notte le lacrime solcarono il mio viso, lavando via il sangue sull’asfalto. Antonio mi parla, mi diceva che andrà tutto bene, di star sveglio, che stavano arrivando i soccorsi… Ma io non sentivo più le gambe, mi rendevo conto che il mio sogno di raggiungere le stelle con mio fratello svaniva pian piano.
Cerco di scacciare questi brutti ricordi che mi tormentano ogni notte, tentanto invece di concentrarmi sulla turbolenta discesa.
Mentre la capsula discende d’improvviso uno strattone la scuote, sono i paracaduti per la fase finale d’atterraggio che si sono aperti. Gli astronauti puntano la telecamera all’esterno per farci vedere il panorama: In lontananza, tra le pietre del pianeta immerse in un magnifico spettacolo dai toni rossi e arancioni, si vedono delle strutture bianche, basse, fuori luogo in mezzo a quel deserto, sono i moduli abitativi inviati lì negli ultimi anni, contenenti tutto ciò di cui avranno bisogno nella loro nuova vita.
L’atterraggio è avvenuto perfettamente, Antonio è riuscito a raggiungere il nostro sogno, ma essere qui, a diversi milioni di Chilometri di distanza, mi rende profondamente triste, in quanto sono conscio che da ora mio fratello dovrà lavorare duramente per sopravvivere.
“Fai la storia anche per me…”
Sussurro prima di dare un ultimo sguardo allo schermo, levare il freno della carrozzella e allontanarmi dalla stanza nella quale gli altri, invece, festeggiano.
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Idea originale e sviluppata con grande sensibilità. Bravo!
Intenso e penetrante, hai uno stile che incastra nel racconto, mi piace!
Non era una critica, tutt’altro. Mi è piaciuto davvero. Hai saputo dare vita a delle sensazioni difficili da esprimere pienamente.
Malinconico
Ho sempre difficoltà a scrivere diversamente. Spero che la lettura sia stata comunque piacevole^^