il funambolo

Settembre è all’inizio. A volte è presagio d’inverno, poi il il sole ritorna portando l’estate.

Questo pomeriggio il cielo sembra tagliato a metà: chiaro e limpido a sinistra e scuro e terso a destra.

Magie d’autunno.

“Che fare?”, esclama la mia voce interiore, “scrivere o telefonare?”

“Una farfalla che non vola più”, sembra essere la risposta che arriva dalle cuffie dell`ipad: mi sento stanca e confusa.

Tocco l’icona dei messaggi sul cellulare per placare il mio animo, incerta sul da farsi.

“ Un sms può lasciarti in bilico per ore, forse giorni ed essere frainteso. Fermati!”, mormora il mio io.

Temporeggio accendendo una sigaretta.

“Questa vita cos’ è se manchi tu?”, continua la canzone, portandomi sulla via dei ricordi.

Eravamo stati amici complici ed amanti.

 A volte le cose si erano complicate, nessuno di noi due aveva mai pensato di innamorarsi dell’altro. Troppo diversi nella forma seppur simili nella sostanza.

Il fiume scorre sotto il ponte e Castel S. Angelo si erge al mio fianco, come se potesse proteggermi dal mio caos vitale.

Inizialmente lui mi vedeva come una donna forte e coraggiosa, certo della mia lucidità e indipendenza.

Le luci dei lampioni iniziano ad accendersi.

“..il sole stanco a letto presto se ne va`..non ce la fa più .. la notte scende con le sue mani fredde su di me..”

Con il tempo le mie debolezze sono affiorate ma le ha accettate ed anzi,  mi ha sempre più corteggiato e coccolato.

Mi perdevo continuamente tra i suoi abbracci nel tempo che ritagliavamo per noi.

Era il mio piccolo segreto che custodivo gelosamente.

Beep beep.

Il suono proviene dalla mia borsa.

Osservo il telefono infastidita e noto una notifica della rete.

Ecco la soluzione! Un messaggio privato attraverso il socia network. 

Mi avvicino ad un banchetto ambulante ed ordino una birra mentre la mia mente elabora il testo da inviare.

Presa la bottiglia e pagato il conto mi accomodo sull’argine del Tevere e scrivo senza pensare, “stasera avrei proprio di giocare con un uomo di cui non ricordo il volto ma il profumo..rompere le scatole ad un amico funambolo”.

Rileggo ed invio.

Soddisfatta sorseggio il nettare ambrato, felice della mia creazione: funambolo!

Lo rispecchia in pieno! Lui è sospeso su un filo, indeciso se buttarsi o continuare a stare fermo ed in bilico. Continua nella sua avventura senza porsi domande, incassando i pugni dei pensieri che ogni tanto si affacciano timidi ed ingoiando a denti stretti i propri sentimenti.

Spengo il cellulare e osservo le luci della mia città.

Non voglio risposte.

“Stasera è solo per te”, sussurra la mia vocina interiore a cui brindo in silenzio.

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Discussioni

  1. Un racconto dolce, dalle pennellate poetiche. Ho apprezzato molto il dialogo interiore della protagonista (“A volte le cose si erano complicate, nessuno di noi due aveva mai pensato di innamorarsi dell’altro. Troppo diversi nella forma seppur simili nella sostanza.”), così come le belle descrizioni nella fase incipit. Complimenti, spero di rileggerti presto! 🙂

  2. Finalmente sono io a leggere qualcosa di tuo! Attraverso la tua scrittura, dolce e poetica, sei riuscita a farmi immedesimare nei sentimenti dei due personaggi in questione e vivere il paesaggio circostante, a cominciare dai colori del cielo fino alle luci della città in chiusura. Mi rispecchia appieno nel funambolo, lo sono anche io, lo ammetto. Aspetto altri tuoi scritti!

  3. Ciao, è il primo racconto che leggo su Edizioni Open e devo dire che ne sono rimasta conquistata. L’ho trovato poetico e intimo, inoltre hai citato un luogo che conosco (vivo vicino a Roma). Piccoli refusi da sistemare, ma niente di grave. Bella la sensazione di pace interiore che regala il finale.

  4. Finalmente un tuo librick! Non poteva che avere un taglio intimista e romantico, visto l’animo sognatore dell’autrice. Il dialogo interiore della protagonista si apre alla sottile metafora del funambolo, in cui molti lettori potrebbero riconoscersi. Quanti di noi, infatti, vivono un equilibrio precario e si sentono sospesi e paralizzati dall’incapacità di saper decidere? Mi ha colpito il finale a sorpresa, piuttosto atipico per una donna: spegnere il cellulare, disinteressarsi della risposta: siamo sicuri non si tratti di fantascienza? Scherzi a parte, la storia riesce a trovare una sua chiusa nonostante l’enorme ventaglio di possibilità del finale. A presto rileggerti. PS: oltre a quelli che ti ha già segnalato @raffases ci sono anche altri refusi, non te li segnalo, ad una seconda lettura ti balzeranno all’occhio. Ciao!

    1. Grazie per avermi letto e dedicato un po’ di tempo. Sono felice ti sia piaciuto il finale che assicuro essere veritiero. 🙂
      Ho cercato di correggere i refusi dati dalla scrittura da cellulare. Spero vada meglio e la lettura sia più scorrevole.

  5. Racconto atipico che lascia in sospeso il lettore. Mi piace la protagonista persa fra i suoi pensieri che si beve la birra sulle rive del Tevere.. è un’immagine bella, infonde (almeno a me) un senso di tranquillità che contrasta con la città di Roma e con la frenesia di tutti i giorni.
    Un piccolo consiglio: attenta agli errori di battitura e alle parole mancanti o sbagliate. Per esempio la prima bella immagine che descrivi, potente e nitida, è in parte rovinata dalla svista di aver ripetuto “sinistra” (“Questo pomeriggio il cielo era tagliato a metà: chiaro e limpido a sinistra e scuro e terso a sinistra.”).
    Alla prossima lettura.

    1. Grazie per aver letto il mio racconto ed i suggerimenti. Ho fatto delle modifiche e spero di aver eliminato tutti, o quasi i refusi. Felice ti sia piaciuto il mio scritto, hai colto in pieno il dualismo tra pace della natura e caos metropolitano.