Il Giorno

Tutto era perfetto.

Non una nuvola che sporcasse il cielo limpido di quel giorno. 

Il sole illuminava la piazza con i suoi raggi riscaldando gli invitati, dolcemente, senza alcun fastidio, per sempre testimone di quel giorno importante.

Man mano che si avvicinava l’ora le panche della chiesa si riempivano, addobbate per l’occasione di fiori bianchi come da tradizione, senza però quell’esagerazione sfociante nel volgare, nel pacchiano.

Tutto era al suo posto, esattamente come doveva essere, esattamente come lei l’aveva immaginato ed esattamente come io speravo che fosse.

Indossavo un abito nero di alta sartoria, cucito praticamente addosso, scarpe eleganti ma non lucide, ed il papillon di mio padre come da tradizione di famiglia.

Bambini ed adulti attendevano con trepidante attesa il tuo arrivo ed io stesso ero cosi emozionato, ricordando come se fosse ieri il sorriso che compariva quando con una vibrazione, con un suono, lo schermo del cellulare si illuminava mostrando l’avviso di un messaggio col tuo nome.

La prima volta che incrociai i tuoi occhi, in una serata tra amici in cui mi sentivo così fuori luogo, tu eri lì, indossavi un semplice abito per l’occasione, eppure eri così bella che non riuscivo a smettere di guardarti.

Ed ora eccoci qui.

L’emozione era palpabile e non appena le prime note della marcia nuziale risuonarono diffondendosi in ogni angolo della chiesa, l’euforia ed il sottile vociferare degli invitati si placarono all’istante.

Inutile descriverti in abito da sposa…

Seguii ogni passo, ammirando ogni dettaglio, prendendone nota quasi come a voler immortalare per sempre quell’immagine nella mente.

– Vi dichiaro marito e moglie –

Quelle parole risuonarono nella testa quasi come provenienti dall’etere, provocandomi un senso di ottundimento che per poco non mi facevano perdere l’equilibrio.

Uscimmo fuori come di consueto, osservando il tuo sorriso mentre chicchi di riso volavano e venivano lanciati da ogni dove posandosi tra le pieghe del tuo vestito e dei tuoi capelli.

Mi allontanai vedendoti salire nella parte posteriore dell’auto che ti avrebbe accompagnato per il proseguo della cerimonia, attenta a non fare incastrare il vestito nella portiera, mentre colui che era diventato tuo marito, il tuo compagno di vita ti aiutava.

Io non ero stato capace, o forse era tutta colpa del destino.

Raggiunsi un bar nelle vicinanze mentre la folla si dissipava e la piazza tornava ad essere teatro di una giornata qualsiasi.

Passai l’intera mattinata sorseggiando calici di vino fino a quando barcollai fuori solo nel tardo pomeriggio.

Il cielo limpido aveva lasciato il posto a nuvole grigie cariche di pioggia, un proiezione celeste di ciò che avevo dentro.

Mi incamminai verso casa, proprio mentre le prime gocce impattavano il suolo riversando nell’aria quel classico odore indescrivibile, suscitando gli sguardi giudizievoli di coloro che incontravo, i quali non capivano perché un uomo tirato a lucido e vestito in quel modo camminasse sotto la pioggia, fradicio, con le mani in tasca e lo sguardo basso, d’altronde cosa vuoi che ne sappiano le persone di ciò che hai dentro.

Il cellulare vibrò nella tasca, facendomi trasalire da quei pensieri.

– Auguri! – tuonò la voce dall’altro capo del telefono.

Risposi con un semplice ringraziamento, sforzandomi di apparire sereno e felice.

Ironia della sorte, era anche il giorno del mio compleanno.

Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Un epilogo che sottintende tutta una storia, lasciata in gran parte alla nostra immaginazione.
    Il matrimonio… con “l’altro”, raccontato in modo ambiguo proprio perché l’osservatore avrebbe voluto essere lui il novello marito. Si è sentito, per un po’, il novello marito. Fino a quando la bellissima sposa è entrata in macchina… con un altro, appunto.
    Struggente, romanticamente triste. Bello.

  2. Mi è piaciuto molto lo stratagemma che hai usato nel rivelare solo nel finale la verità.
    È un racconto che all’inizio sembra quasi un’ode all’amore, e, per certi versi lo è, ma, poi, si tinge di toni malinconici e tristi nel finale.
    Davvero bello!