Il grande guerriero

Sembrava “Ventimila leghe sotto i mari”.

O forse no, era peggio.

Il mostro aveva i tentacoli e non una bocca munita di becco, ma più cavità orali che aspiravano l’aria.

I tentacoli si protendevano per catturare Antonello.

«Al diavolo!». Antonello accese il lanciafiamme. Ci fu prima una fiammella, poi il fuoco sgorgò in maniera copiosa e travolse la creatura.

La creatura si mise a bruciare e con un urlo da far accapponare la pelle strisciò via.

Antonello non provò empatia per il mostro: non lo meritava.

Continuò a camminare lungo il sentiero fra alghe e creature volanti che come corvi lo fissavano, ma non osavano assalirlo.

Molto meglio, no?

Svoltato un angolo, sbucò un altro mostro. Era più grande del primo e Antonello ebbe schifo dei suoi tentacoli simili a boa constrictor, dopo gli sparò addosso una fiammata.

La benzina combusta avvolse il mostro, ma non abbastanza da bruciarlo del tutto. Con un urlo di rabbia, il mostro cercò di raggiungere Antonello che fece un balzo indietro. Adesso il mostro era caduto come un pesce e con un tentacolo cercò di ghermirlo, ma il fuoco gliel’aveva consumato e adesso non era rimasta che un’irriconoscibile carcassa carbonizzata.

Già prima puzzava di brutto, adesso invece…

Antonello si arrampicò sul cadavere e allora scese per proseguire il viaggio: aveva voglia di dare morte.

Dopo alcuni minuti di calma, dalle alghe uscirono due mostri: le bocche erano gigantesche e continuavano a cambiare di numero; erano creature che si plasmavano e si riplasmavano di continuo… Altro che creature come tutte le altre, avevano un qualcosa di alieno.

Antonello fece un passo indietro ed espulse il getto di benzina contro quello di destra.

La creatura si mise a bruciare, dopo esplose.

Antonello non ebbe il tempo di gioire che quello di sinistra gli era addosso.

Un tentacolo artigliato lo afferrò alla caviglia e lo tirò verso di sé.

Antonello finì in una delle tante bocche della creatura mostruosa.

Dentro era buio, ma Antonello non si perse d’animo. «Al diavolo, io sono il grande guerriero». Sparse benzina tutt’intorno e il mostro iniziò a urlare di dolore, poi lo sputò via.

Il mostro continuò a essere consumato dalla benzina in fiamme e pure questi esplose davanti allo sguardo di Antonello.

Antonello aveva altri chilometri da percorrere, altri mostri da uccidere… ma dall’alto calò una cannuccia che lo aspirò via.

Urlò.

Un momento dopo, era in una scatoletta con gli altri suoi amici: da lì vedeva il cielo che era la stanza di un laboratorio, gli scienziati si muovevano e Antonello disse: «Quanti batteri ho ucciso, oggi? Ho perso il conto».

«Hai fatto il bravo nanoguerriero: ne hai uccisi quattro».

Maledì la sua scarsa memoria. «Speravo di più».

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. Questo racconto mi ha ricordato un vecchio film di fantascienza “Salto nel buio”. Lo hai visto? Anche se qui, probabilmente, il protagonista era una molecola killer selettivo creata in laboratorio: se ne parla, la sci-fi in fondo non è che una visione sul futuro.