Il Grande Spettacolo pt1

Serie: Li vuoi i biglietti?


Siamo alla serata finale, le ultime battute della cittadina

Edoardo si rialza dal fango ed esce dal recinto dei maiali, la pelle ancora lacerata addosso. Comincia così a tirarla finché non compare quella nuova sotto e si dirige nuovamente verso la propria roulotte, per potersi mettere il vestito da circo. Ne trova uno uguale a quello che gli era stato mangiato sul suo letto, ed in quel momento ringrazia mentalmente suo nonno per la gran scorta di abiti che gli fa sempre. ‘Certo, se non mi mandasse tutte le volte in mezzo ai maiali non avrebbe bisogno di fare tutti questi abiti uguali identici’.

Si sistema la giacca e va verso la sua postazione: deve accogliere gli spettatori e timbrare i biglietti. Passa accanto al più piccolo tendone da circo, dove quasi tutti hanno finito di prepararsi, e poi vicino a quello più grande, centrale. Si avvicina all’entrata e guarda dentro: tutti sono pronti e si sorridono, sistemandosi i dettagli a vicenda.

“Tuo nonno ti ha dato un’altra lezione?”

Edoardo si gira e si ritrova davanti Fred.

“Già, però mi ha promesso un biglietto del circo”

“Ce l’ha detto, è la cosa giusta. Darti il biglietto”

“E cosa ne pensi dei maiali? Certi trovano che sia una giusta punizione a volte”

“Io li odio quei maiali! Puzzano e hanno sempre fame. Per fortuna non mi è mai capitato di finirci, come per esempio al clown o alla mia aiutante”

Fred si gira e guarda la guarda: coperta da un vestitino azzurro, con un copricapo da cui sale una piuma colorata ed una piccola perlina che le ricade elegantemente sulla fronte. Sembra perfetta, lì a ridere insieme agli altri, se non fosse per quel piccolo brandello di pelle che le ricade dalla caviglia, a far intuire che da poco i maiali si sono cibati di lei.

Edoardo, guardando anche lui la ragazza, rivolge un’ultima domanda a Fred.

“Tu avresti un’idea migliore? Intendo, come punizione”

“Certamente. Vi farei salire tutti sulla mia ruota e poi vi lancerei i coltelli contro”

Sorridendo malignamente scompiglia con una mano i capelli del ragazzo, senza però mai distogliere lo sguardo dalla caviglia della giovane.

“Se non ti spiace, ora vado a toglierle quel pezzo di pelle. Non vorrei che mi rovinasse lo spettacolo”

Edoardo lo guarda entrare nel tendone, così si gira e torna a camminare verso la biglietteria.

Vi entra e si richiude la porta alle spalle, andandosi a sedere sulla sedia girevole e tirando su la persiana giallo sporco.

L’ultimo raggio di sole del giorno entra a illuminargli il viso, e questo cambia, trasformandosi nella faccia che porta davanti agli umani: si allunga e con un sorriso accende l’insegna sopra la biglietteria, per poi sporgersi ad urlare.

“Signore e Signori, siamo ufficialmente aperti! Che i balli abbiano inizio!”

°°°°°°°°°°

L’auto arriva nel grande spiazzo di terreno battuto lungo la strada, dove viene parcheggiata. L’agente Simioli esce e fa per aprire la portiera a Belle, ma questa scuote il capo e con il dito indica la giovane seduta nel posto davanti. Lui sorride e si dirige ad aprirle la portiera, mentre l’anziana maestra scende da sola. Simioli allunga una mano a Caterina e questa scende accettando l’invito. Si sorridono e quando lui la prende a braccetto Belle si volta verso l’amica e le fa l’occhiolino.

Quindi, pronti, tutti e tre si avviano verso la biglietteria che ha da poco aperto, a cui si sta già formando la fila.

“Dovremo incontrare anche Federica. Aveva detto che le sarebbe piaciuto venire con il suo fidanzato”

“Hai proprio ragione cara. Quella ragazza è piena di vita e immagino che non si voglia perdere lo spettacolo per niente al mondo”

Finisce di dire Belle mentre si guarda attorno. Pochi minuti dopo ecco che da dietro di loro arriva una voce acuta.

“Belle! Caterina!”

Entrambe le donne si girano e vedono la loro collega Federica avvicinarsi trascinando dietro di sé il proprio fidanzato.

“Vi voglio presentare John. Alla fine l’ho convinto e questa sera ci divertiremo”

Lui sorride imbarazzato. Subito dopo Federica si sporge un poco in avanti e guarda l’agente e poi Caterina con fare interrogativo. Questa allora comincia a parlare.

“Federica, questo è il mio accompagnatore: l’agente Carlo Simioli”

“Ma io vi conosco! Di nome, però ho sentito parlare di voi”

Carlo sorride e mentre i due si stringono la mano parla.

“In che occasione?”

“Da mia sorella: una sera aveva chiamato la polizia perché aveva sentito uno strano rumore in casa ed in giardino. Lei ha il terrore dei ladri, e così mi ha raccontato che siete andato da lei a controllare ma non c’era niente. Si ricorda benissimo il vostro nome perché dice che avete fatto fuggire quelle persone”

Sbuffa un attimo, per poi riprendere.

“E’ un po’ paranoica, ha sempre paura di tutto. Adesso voi per lei siete una specie di eroe. Però dubito che voi ve la ricordiate”

“In effetti non mi ricordo questa storia, e nemmeno vostra sorella. Arrivano così tante chiamate strane a volte che dopo non ci si fa neanche più caso”

Carlo sorride e si gira verso Caterina.

“Tocca a noi. Tu e Belle andate avanti, io il biglietto devo farlo qua poiché non ne ho uno. Intanto prendete i posti”

“Per noi non è un problema aspettare”

“Ah ah, niente da fare”

Si sorridono e Caterina prende amichevolmente a braccetto Belle. Fanno pochi passi verso la biglietteria e lei, sollevato lo sguardo dopo aver cercato il proprio biglietto nella borsa, riconosce il bambino.

“Ciao! Ti ricordi: me lo hai dato tu questo biglietto”

Il bambino la guarda e poi sorride.

“Me lo ricordo signora. Mi ricordo il viso di ognuno a cui ho dato il biglietto. Mi fa piacere che sia venuta a vedere il nostro spettacolo”

“Lo avevo promesso”

“Una crocetta in più sulle buone promesse mantenute”

Edoardo prende i biglietti di entrambe le signore con i rispettivi soldi, poi timbrando quello di ognuna.

“Divertitevi. I posti davanti sono i migliori. Lì si fanno scintille!”

Sorride maliziosamente ed entrambe ricambiano, dirigendosi poi verso l’entrata del tendone e andando a sedersi.

“Cara, non preferisci i posti davanti come ci ha detto quel gentile bambino?”

“Non mi sono mai piaciuti molto i posti in prima fila; poi non vorrei rubare la visuale ai più piccoli”

“Hai ragione. Andiamo da quelle panche”

Le due donne si siedono e attendono l’agente. Questo arriva poco dopo con anche la loro collega ed il suo fidanzato.

“Venite, vi abbiamo tenuto i posti!”

Caterina si alza in piedi e agita il braccio sopra la testa, aspettando a sedersi finché tutti non hanno preso posto. Carlo si siede accanto a lei e le sorride, per poi puntare con gli occhi il carrello dei popcorn.

“Ti andrebbe di condividere con me un po’ di popcorn?”

“Volentieri!”

Poco dopo il suo ritorno e che già hanno preso a mangiarli il tendone si riempie del tutto, ed una piccola nebbiolina artificiale invade la pista al centro del tendone, attorno al quale i bambini fremono e gli adulti sorridono.

Le luci si spengono ed il rumore di tamburi investe l’aria. Una voce allegra e profonda comincia a parlare, mentre i tamburi danno il loro ultimo tocco.

“Signore e signori, benvenuti! Benvenuti al nostro circo: il Circo Vita! Sedetevi, rilassatevi e preparatevi ad assistere al Grande Spettacolo! Abbiamo leoni, elefanti, scimmie e lama acrobati! Ballerine, giocolieri, lanciatori di coltelli e ammaestratori e molto altro! Ed ora, diamo il via al primo numero: fate entrare i clown!”

Uno scroscio di applausi parte dal pubblico e riempie il tendone. Le luci prendono a girare sulla pista di terra battuta, portando più colori ad intrecciarsi tra di loro, fino a che non si radunano al centro, dove la luce diviene bianca. Sotto il raggio di luce sbuca un clown, poi un altro, ed un altro ancora. Così lo spettacolo prende il via.

Vari numeri passano sotto gli occhi attenti degli spettatori ed i volti divertiti. Arriva l’ora dei cavalli, poi delle scimmie al guinzaglio, del lanciatore di coltelli, che tiene tutti con il fiato sospeso e rimangono ad ammirare il coraggio della sua giovane e bella aiutante. Arrivati verso la fine si esibiscono gli acrobati: leggiadri, si lanciano senza un attimo di esitazione. Forti, si sorreggono l’un l’altro.

Lo spettacolo sembra finito e gli spettatori si alzano in piedi a battere le mani; a quel punto un uomo entra nel cerchio di terra battuta e sorridendo solleva le mani, per far cessare gli innumerevoli applausi.

“Spero che il nostro spettacolo vi sia piaciuto. Ma non andatevene: vi è l’ultimo numero, il più grande e spettacolare! Godetevelo…”

A questa parola pesanti portoni vengono chiusi e la luce dentro il tendone viene spenta, facendo calare il buio.

“… Perché sarà l’ultimo!”

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