Il Grande Spettacolo pt2

Serie: Li vuoi i biglietti?


Eccolo a voi, il Grande Spettacolo. L'ultimo capitolo per tutti.

“Spero che il nostro spettacolo vi sia piaciuto. Ma non andatevene: vi è l’ultimo numero, il più grande e spettacolare! Godetevelo…”

A questa parola pesanti portoni vengono chiusi e la luce dentro il tendone viene spenta, facendo calare il buio.

“… Perché sarà l’ultimo!”

Finisce la voce nel denso buio e molte persone si mettono ad urlare, mentre i bambini iniziano a piangere.

Al centro del tendone esplode una scintilla e poi un cerchio di fuoco circonda l’arena, al cui interno compaiono figure nere, che si buttano sul pubblico blandendo mazze e lunghi coltelli affilati, che riflettono ogni singola fiamma, riempiendo il tendone con riflessi rossi e gialli.

I bambini si alzano in piedi e si buttano tra le braccia dei genitori, che a loro volta li stringono e, prendendo tutto il loro peso sul proprio corpo, corrono verso le uscite più vicine.

Queste però sono chiuse ed il fumo comincia ad addensarsi nel tendone. Le figure nere si buttano sulle persone e le tramortiscono, mentre tutti i circensi si buttano sui corpi svenuti a terra e cominciano a cibarsene.

Caterina tiene Carlo per una mano, che cerca di trovare una via d’uscita, e con l’altra stringe il braccio di Belle. Questa è terrorizzata, non capisce cosa sta succedendo e quando un bambino le cade davanti ai piedi si blocca e lo aiuta a rialzarsi, tenendolo fermo per le spalle.

“Dove sono i tuoi genitori?”

Gli urla per farsi sentire ed il bambino, con il volto solcato dalle lacrime, indica delle figure indistinte a terra.

“Non si alzano, non si vogliono alzare!”

“Belle, dobbiamo andare!”

Caterina ferma Carlo e senza lasciargli la mano riprende il braccio dell’anziana donna.

“Dobbiamo andare, Carlo ha trovato un punto dove possiamo passare”

“Non possiamo lasciarlo qua da solo!”

L’anziana indica il bambino, che le guarda con paura e timore.

“Ce la fai a prenderlo in braccio?”

Belle scuote il capo e gli prende la mano. Allora Caterina si china e prende il bambino, che lascia penzolare la mano della vecchia maestra e si aggrappa alle spalle della giovane. Carlo si intromette e prende le due signore per mano, per poi cominciare a spingere nella calca e dirigersi verso il punto da cui sono usciti i circensi. Dietro di loro vi sono Federica e John, che cercano di seguirli.

“Fermatevi, non ce la facciamo!”

Urla Federica sopra la folla, cercando di avvisare Caterina e l’altra maestra. Così loro si fermano, con Carlo che cerca di continuare a camminare verso una via d’uscita.

“Spingete!”

Urlano in coro Belle e Caterina, ma non fanno in tempo e vedere lo stupore sul volto della collega che questa e John vengono presi alle spalle e le figure in nero cominciano a picchiarli, sbranandone anche le carni. Caterina si mette ad urlare, ma Carlo la strattona e la fissa negli occhi.

“Non devi urlare. Dobbiamo scappare, non dobbiamo farci vedere. Forza!”

Così riprendono a correre e passano inosservati dalle figure nere, poiché questi sono impegnati a cibarsi dei cittadini. I quattro così si intrufolano in quell’unica via d’uscita e si ritrovano in un altro tendone, solo più piccolo e con mille oggetti che scendono anche dal soffitto. Vi sono solo loro e si guardano attorno.

“Presto, lì c’è una piccola uscita”

Carlo lascia le mani delle donne e corre verso uno squarcio nel tendone, aprendolo di più per farvi passare le due maestre. Queste si buttano fuori ed il bambino, appena fuori nell’aria fresca della sera, scalcia per scendere a terra.

“No, stai fermo, dobbiamo scappare!”

Caterina cerca di tenerlo, mentre le lancia calci alla pancia.

“Ma io voglio la mamma!”

“Dopo arriva anche lei! Adesso dobbiamo andare via da qui!”

Si rimettono a correre, Carlo si dirige verso il parcheggio dove ha lasciato la sua auto.

Intanto, dal tendone, provengono strazianti urla ed un denso fumo nero si alza tutt’attorno.

“Presto salite, forza!”

Urla e mette in moto la macchina. Questa parte subito e quando tutti sono a bordo lui parte, cercando di allontanarsi il più in fretta possibile dal circo. Sfrecciano per le varie vie: la città è deserta, a parte per qualche rara finestra illuminata. Per strada non vi è nessuno e così Carlo preme ancora di più sull’acceleratore.

“Dove stiamo andando?”

Belle si sporge da dietro e si guarda attorno, tenendo in grembo il piccolo bambino che si è un poco assopito.

“Fuori città. Almeno per questa notte”

“E tutta l’altra gente? Non possiamo lasciarli qui, senza che sappiano niente!”

“Non possiamo farci niente. Non è il caso di fermarci e rischiare che ci prendano o altro”

Belle annuisce e poi guarda Caterina, girata verso il finestrino con la fronte a pochi centimetri da questo.

“Come ti senti?”

Belle allunga una mano e sfiora delicatamente la spalla dell’amica. Questa si gira scattando, con il volto teso e preoccupato.

“E’ successo qualcosa?”

“No cara, ti ho solo chiesto come ti senti”

“Oh, scusami”

Caterina abbassa lo sguardo e si guarda le mani.

“Bene, penso. Insomma, siamo vivi, no? Almeno noi”

“Dispiace anche a me per Federica e John”

Caterina continua a fissarsi le mani e annuisce, nuovamente persa in sé stessa.

Carlo continua a guidare tra le varie vie finché annuncia “Ci siamo quasi, tra poco saremo fuori città!”

Proprio in quel momento sentono un boato riempire l’aria e scuotere la macchina, le case, le strade attorno a loro. La macchina sussulta, e Carlo cerca di spingerla sempre più verso la fine della città. A pochi metri da quel bagliore di speranza il veicolo si ferma e il fuoco raggiunge tutto. La macchina viene risucchiata da questo, si ribalta e dentro Carlo cerca di prendere la mano di Caterina. Il bambino si mette ad urlare, mentre Belle lo tiene stretto. Tutto succede in fretta, e neanche si accorgono che quel fuoco li a riportati al circo, dove la macchina viene risucchiata nel tendone, per poi esplodere completamente insieme a tutto.

°°°°°°°°°°

Il tendone esplode nella notte, illuminando il buio circostante. Un cerchio di fuoco investe l’intera città, risucchiando al proprio interno il resto degli abitanti che quella sera non si sono recati allo spettacolo.

Nell’esplosione il circo è andato in pezzi e brandelli colorati ridiscendono dal cielo bruciando ancora leggermente, posandosi poi sui corpi carbonizzati a terra. Alcuni di questi hanno gli occhi ancora aperti e fissano inespressivi i loro carnefici; i circensi sono vivi ed il loro corpo è intatto, immune al fumo, al fuoco e al calore che li circonda.

Questi si avventano sui corpi a terra e posate le mani sopra si nutrono delle briciole rimanenti di vita ed anima, prima che queste spariscano del tutto.

Edoardo alza il capo da terra e si guarda attorno, per poi alzarsi sui gomiti e scuotendosi, lasciando così cadere a terra le ceneri che ha sulla testa. Si alza lentamente in piedi e guarda la devastazione attorno a lui: vi sono fiammelle sparse in giro, gente morta a terra, circensi che si cibano anche dei corpi carbonizzati ed altri che si trascinano verso questi sussurrando carne, gli occhi brillanti per tutto quel cibo attorno a loro. Nessun umano è più vivo, così gli abitanti del circo hanno fatto uscire il loro vero aspetto e adesso le loro profonde occhiaie vengono illuminate dal bagliore del fuoco.

Il ragazzino si alza in piedi e pigramente si spolvera gli abiti. E’ abituato allo spettacolo che lo circonda, le prime volte anche lui si avventava sui corpi, stupefatto del risultato e allo stesso tempo spaventato da tutto. Adesso comincia a camminare tra le ceneri, fino ad incontrare suo nonno.

“Gran bottino questa notte, direi che possiamo stare tranquilli per un paio d’anni”

Sorride al nipote e gli scompiglia i capelli, fissando poi un punto sopra la sua testa.

“Ti lascio un umano in camera, così poi potrai mangiare con calma prima che ci mettiamo a riposare”

“Grazie nonno”

Il vecchio cammina verso un corpo e lascia nuovamente solo il nipote. Questo si stiracchia e poi punta gli occhi su un pezzettino colorato che scende dal cielo. Si posa a terra poco distante da lui e così lo va a raccogliere: un biglietto del circo, integro e con i colori che risplendono come non mai.

Lentamente, si gira e ci guarda, cominciando a sorridere. Si incammina nella nostra direzione, tenendo ben alto ed in vista il biglietto.

“Salve Lettore. Guarda cos’ho qui per te: un biglietto del nostro circo! Vieni a farci un giro e poi fermati a guardare lo spettacolo: abbiamo acrobati, animali, clown e giocolieri! Non te lo vorrai perdere, vero? Forza, non farti pregare, su questo biglietto c’è il tuo nome”

Ci porge il biglietto e noi lo prendiamo.

“Bravo, così, non avere paura. Ti lasceremo senza fiato”

Ci fa l’occhiolino e tutta la notte svanisce in un enorme scoppio nero.

NOTE DELL’AUTRICE:

Purtroppo ho dovuto tagliare qualche capitolo in due parti, poiché questa serie era nata quasi unica. E’ stato un esperimento (il primo) di fare un racconto completo a più puntate ed anche se non è perfetto è stata una soddisfazione per me. Grazie a chi l’ha seguito fino alla fine, a chi ha commentato facendomi migliorare anche ed a chi – forse – lo leggerà in futuro. 

Serie: Li vuoi i biglietti?


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Discussioni

  1. Sai, uccidere in un circo è sempre inquietante, qualcuno l’ha fatto in passato (dico a livello di media). Per esempio io ancora rabbrividisco a una scena di un film che mio padre mi fece vedere da bambino, a notte tarda in cui due clown dentro un circo, dopo aver intrattenuto la folla, tirano fuori degli UZI e sparano sulla folla. Mi sono veramente terrorizzato. Te lo dico perché era un ricordo sepolto, inspiegabilmente tirato fuori da questo brano. L’atmosfera di caos è resa benissima, ho provato delle sensazioni di terrore, come una doccia fresca. QUindi mi è piaciuto. Da un punto di vista tecnico, nella prima parte credo ti sia presa piùù tempo per descrivere al meglio la situazione, e così è stato – mentre nella seconda ho individuato meno la trama a causa di molteplici cambi repentini che starebbero bene in un film di Guy Ritchie, ma potrebbero far perdere l’orientamento. E’ una questione di tempo. Complimenti!

    1. Ti ringrazio per il tuo commento! E’ bello sentire che qualcosa, anche se piccolo, fa riaffiorare ricordi. Andando alla parte tecnica apprezzo quello che mi hai detto e spesso quando si scrive non ci si rende conto (almeno personalmente) che a volte si prende una piega diversa. Pensandoci adesso, forse ero presa dal voler arrivare verso al fine, aumentando il caos e la frenesia del momento…come se mi fossi lasciata travolgere anche io. Questi sono i commenti che servono per migliorare e quindi grazie ancora!