Il “Lab”

Non era semplice definirmi al top in quel momento.

Vivevo un periodo particolarmente difficile della mia ormai non più breve esistenza e la proposta di “lab” della piattaforma che virtualmente frequentavo mi chiedeva di esercitarmi proprio su questo stato d’animo.

“Che cosa significa per me essere al top?”, mi ripetevo.

In ogni azione quotidiana era diventato il mio unico pensiero.

La mattina, appena aprivo gli occhi e cercavo i miei occhiali sul comodino, la mente andava sul tema del laboratorio, al quale avrei voluto partecipare.

Mentre apparecchiavo la tavola per il mio scarno pranzo, “Sono a dieta da una vita!”, il mio unico pensiero era: “che cosa significa essere al top?

Anche nel pomeriggio, nella mia solita passeggiata all’area cani, dove Flash giocava con i suoi amici pelosi, mi domandavo se per lui quell’ora d’aria giornaliera significasse stare al top.

La sera nel letto, intento a leggere le poche pagine di un libro interminabile, utile solo a farmi entrare nel mondo di Orfeo meglio di una qualsiasi compressa chimica, mi chiedevo se la mia vita fosse al top.

Avevo chiuso un anno di passaggio.

Un anno che mi aveva portato, “Maledetto 2019!”, a passare gli ultimi quattro mesi a casa, lontano dal lavoro ed in cerca, per l’ennesima volta, di quell’io che ogni tanto se ne andava a spasso per conto suo.

Dovevo dimostrare che ero sempre il solito uomo, pieno di energie, iniziative: il vulcano che gli altri avevano apprezzato ed al quale volevano bene. Perché non mi bastavano le difficoltà interiori che stavo vivendo, ci si metteva anche il giudizio della gente. Del resto, ha sempre occupato un posto in prima fila nella mia vita…il giudizio degli altri!

“Che cosa significa per me essere al top?” … non mi dava scampo!

“Maledetta piattaforma consigliatami dal mio amico psichiatra. Mi avrebbe dovuto aiutare a risolvere i problemi?”, il pensiero che incominciava a duellare con l’essere al top. Finalmente!!!

“Ma smettetela va? Voi e tutti quegli esercizi mentali che dovrebbero far star meglio! La vostra teoria dell’interiore, dove andare a scovare gli strumenti che mi servirebbero ad affrontare la maledetta quotidianità! Altro che laboratorio…io avrei proprio bisogno di una vacanza! Senza sentire nessuno che mi dica cosa debba fare, quale sarebbe la soluzione migliore ai miei problemi. Senza essere sotto giudizio con tutti questi test ed esercizi ai quali mi obbligate a partecipare”.

“Prenditi una vacanza”, mi sentii dire.

“Eccolo lì! Un altro che sa solo aprire la bocca e dargli fiato. Tanto anche per lui è tutto semplice, tutto liscio come l’olio!”, ribattei.

“Vuoi essere al top? Evadi!”, insistette quella voce che non riconoscevo.

A questo punto mi sono fermato.

La prima cosa che ho fatto è controllare se fosse tutto a posto: sentire parlare una voce, quando sei stra-sicuro di essere solo a casa, potrebbe significare molte cose.

Ho incominciato a contare: “Uno, due, tre…quindici, sedici…quarantatré…cinquantaquattro”. La mia situazione cognitivo-matematica era a posto.

Ho provato con alcuni esercizi fisici. “Fosse la volta buona che riesco ad andare in palestra dopo l’ennesima iscrizione fatta per sport!”.

Il dito destro ha centrato in pieno la punta del mio naso mentre ero ad occhi chiusi; il piede sinistro, rimasto solo a terra dopo aver sollevato l’altro imitando un fenicottero, riusciva a farmi stare in equilibrio per una durata sicuramente superiore alle mie normali capacità; non ricordo quale delle due gambe che, dopo che il martello l’ha lievemente sfiorata all’altezza del ginocchio, si è slanciata verso il soffitto, coordinandosi perfettamente con un acuto talmente perforante che avrebbe fatto invidia anche a Tarzan.

Prova superata…anche questa!

Me ne mancava una sola, quella decisiva.

Ho acceso il computer: Desktop>Documenti>Immagini> Foto>Anno 2018>Estate.

E poi: Desktop>Documenti>Immagini>Foto>Anno 2015>Selfie.

Infine, ho avviato Photoshop e, con una mia immagine di qualche tempo fa, “Era l’anno da un fisico bestiale”, ed un incantevole tramonto durante la mia vacanza in Sardegna, ho creato un capolavoro.

Ultimo passaggio: Google Crome aperto; entrato in Facebook, inserito foto appena creata, postato un semplice messaggio: “Alla faccia vostra!”, Invio su Pubblica!

Adesso ero AL TOP…almeno per gli altri!

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Commenti

  1. Ivan Collura

    Ciao Claudio, eccomi qua! Personalmente, cerco sempre di dare il meglio quando m’impegno in qualcosa che mi piace. Ovviamente, come tutti, cerco di limitarmi e modificarmi, proprio a causa del giudizi altrui, ma non più di tanto perché non riesco a essere “falso”. Mi frega poco di quello che gli altri possano pensare su di me, infatti combatto sempre con mia moglie che mi dice: “Attento a quello che posti; attento a come commenti…” Il fatto è, che prima scrivo e poi penso… Ahahah Mi imbatto spesso in “situazioni difficili”, ma se dovessimo pensare sempre a cosa gli altri penseranno, allora faremo meno della metà di cose che facciamo. Hai scritto un bel librick e la parte che mi è piaciuta di più, è stata quella dei “test”… Ahahahahaha Alla prossima!

    1. Claudio Chiavari Post author

      Grazie Ivan!
      Hai ragione, dovremmo essere liberi dai condizionamenti esterni. Ma ha anche ragione tua moglie nel dirti che non si può postare tutto quello che si vuole. Sarebbe sicuramente bello…piacerebbe molto anche a me…ma si vive in una comunità che è fatta anche di regole!
      Il “test”? Beh…non ti è mai capitato di rassettare le idee per capire che stai bene o no (mentalmente)?

  2. Cristina Biolcati

    Caro Claudio, bisognerebbe chiederselo più spesso, se siamo al top. Invece lo facciamo di rado. Come dice il racconto, è impossibile scindere il nostro vero sentire da quello che gli altri si aspettano. Coi social poi, dobbiamo essere sempre tutti perfetti. Ci ho visto verità e per questo il tuo Lab mi è piaciuto 👍

    1. Claudio Chiavari Post author

      Grazie Cristina!
      Ormai siamo iper-connessi e credo che sarà difficile tornare indietro. Ma credo anche che sarebbe sbagliato ritornare a prima dell’invasione dei social…perchè resteremo fuori dal mondo!
      …si dovrebbe trovare un equilibrio, ma forse è proprio questo il problema: come si fa a trovare l’equilibrio!
      …ora basta con discorsi troppo pensanti…e cerchiamo di goderci quello che abbiamo…anche con leggerezza!
      Un abbraccio

  3. Micol Fusca

    Ciao Claudio, in questo racconto ho trovato molto vissuto. Personale o meno, l’importante è che sei riuscito a farmi entrare in empatia con il tuo protagonista. A cosa pensano, cosa provano, i Monoliti? Lì vediamo sempre lì a disposizione, spalle su cui piangere, braccia che ci sostengono, risolutori di ogni problema. Nel mio caso, molte volte, “voglio prendermi una vacanza dalla vita” 😀
    La gioventù ci insegna che nulla è impossibile, poi crescendo ci si ritaglia dei ruoli (che abbiamo cercato, beninteso) che ci identificano prima che come persone. Credo si rinsavisca giunti a un’età in cui si decide di fare qualcosa per sé stessi. Un passo difficile da fare, ma quella voce pazza che sussurra all’orecchio può essere fonte di gioia.

    1. Claudio Chiavari Post author

      Micol…mi fa piacere che il messaggio arrivi!
      Io, scherzando, qualche volta dico che mi piacerebbe, da chissà quale parte del mondo, sintonizzarmi il mercoledì sera su “Chi l’ha visto” e vedere che mi stanno cercando perché sono fuggito per prendermi una vera vacanza!
      È un sogno…chissà! 🤣

  4. Claudio Chiavari Post author

    Antonino…grazie per il commento e per la tua profonda riflessione!
    …si vede che il messaggio che volevo lasciare…ha colpito nel segno!
    Solo su un aspetto sono, lievemente, in disaccordo con te: per essere al top si deve essere sereni…più che felici. Ma il confine tra questi due stati d’animo è sottile! 😎
    Ho voluto esordire con il lab…perché stimolato dall’argomento e per entrare in punta di piedi!
    Vediamo che cosa mi riserverà il futuro…

  5. Antonino Trovato

    Ciao Claudio, e benvenuto in questo piccolo penitenziario di scrittori seriali😂😂😂! Esordio col lab, dunque! Un lab ironico, certamente, ma che fa riflettere parecchio: il giudizio degli altri è sempre la nostra rovina! Bisognerebbe ascoltare solo se stessi, il proprio io interiore, solo così si può essere il meglio per noi stessi, a gran parte della gente interessa solo l’apparenza. E tu, in maniera assolutamente autoironica ma ironizzando anche sugli altri, hai ritratto perfettamente quella che è la turbe più grande, più inconscia o conscia di ognuno di noi, apparire al top, Purtroppo non si può essere sempre al meglio, e la tua soluzione finale è emblematica di quanto spesso, soprattutto online, conti l’apparire piuttosto che l’essere! E poi, soprattutto, penso che il top non esista davvero: la vita è un complesso groviglio di fattori, fatta di continui alti e bassi. Se vogliamo, essere al top per me è quando si è felici, in quei brevi e fugaci istanti. In questa tua arguta ed efficace riflessione chiunque può identificarsi e fermarsi un attimo per pensare, merita davvero attenzione e quei pochi minuti di lettura, che si rivelano essere costruttivi. Beh, mi sono dilungato, ma in fondo, commentare significa questo, interagire e scambiare opinioni. Non è come incontrarsi, ma resta comunque una bella occasione per fare community, un qualcosa che molti non colgono davvero😁! Un caro saluto, al tuo prossimo racconto!