
Il maschera-libri
«Sono pronto a tutto!».
Ed era vero, era pronto a tutto.
Invece che la Bibbia, il Corano e Il capitale di Marx, aveva sul torace Gomorra, Moby Dick e Il codice da Vinci. Le gambe le aveva ricoperte di Numero Zero di Umberto Eco e Il tiranno di Roma di Andrea Frediani: erano diverse copie, che gli facevano sembrare le gambe come un curioso patchwork. Che poi, lui, si sentiva come un fumetto.
Le braccia erano corazzate e resistenti: Il bambino che disegnava le ombre agli avambracci e Il paradosso dell’arciere fra i gomiti e le spalle.
Sotto le ascelle e il collo anche, era senza libri, però.
La testa, poi, era tutta ricoperta di L’arte della guerra e L’amico ritrovato. Aveva solo le fessure per gli occhi, la bocca e il naso.
Il mantello era flessuoso e non era composto da dei libri, ma bensì era tutto una stampa di lettere di varia grandezza.
Si poteva leggere: “Io non sono un bambino ma mi piace lo stesso collezionarle. Non le ho mai sfogliate perché sono certo che perderebbero metà del valore, così mi limito ad ammirarle. In tutto sono venti le fiabe solidali, ma io ne ho solo diciannove. Mi manca La coccinella senza pallini, quella scritta e illustrata dall’ideatrice del sito.” Era una citazione di un librick: “Il collezionista di fiabe”.
Era vero, lui indossava un’armatura di libri, perché si sentiva pronto e tosto a tutto solo con i libri. Leggere, leggere, leggere…. cultura, innanzitutto!
Alla cintura aveva vari libri. Alcuni libri di Tony Black, che usava come shuriken, mentre le copie de Il nome della rosa erano utili come granate.
Per lui non era una maschera, tutto ciò, ma solo una corazza protettiva. Ma forse sì, molti credevano che fosse una maschera.
Fece un cenno di assenso dopo aver finito di indossare l’armatura e sogghignò. Uscì dal suo rifugio segreto e con la forza della letteratura spiccò il volo.
«Analfabeti funzionali, a noi due!» urlò.
Sarebbe stata una lotta durissima, lo sapeva, ma aveva dalla sua la forza e la fatica degli scrittori.
Sarebbe stato imbattibile.
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Leggere è un’armatura potentissima, penso di non esagerare dicendo che a volte può salvare la vita (oltre che dall’analfabetismo)
Grazie per i tuoi commenti, Micol! Sono felice di vedere che il mio librick ti è piaciuto.
“«Analfabeti funzionali, a noi due!» urlò.”
😂 😂 😂
“Il nome della rosa erano utili come granate.”
Direi che adatto, per quanto sia un’opera geniale ha parecchio “peso” e non solo letterario 😂
” Era una citazione di un librick: “Il collezionista di fiabe”.”
Ricordo quel racconto
Grazie Micol!
Ciao, ti dicevo,
mi sono immedesimata nel racconto a tal punto che non avendo più notizie di Benedetta da alcuni giorni l’ho vista in mezzo a quei bifolchi analfabeti, che lì stava uccidendo per soffocamento con le risate raccontando le novelle di Boccaccio.
Comunque Benedetta non è ancora ricomparsa. Ma dormo la notte perchè tanto so che quando torna saranno fuochi d’artificio.
La guardia nazionale degli analfabeti si è schierata ma non avendo interpretato correttamente gli ordini scritti, è sparpagliata confusamente sul campo di battaglia.
In mezzo alla masnada di imbecilli, vedo Benedetta che sta leggendo una novella del Decameron. Gli analfabeti attorno a lei stanno per esalare l’ultimo respiro soffocati da se stessi per le risate che fino ad allora non avevano conosciuto.
Impegnata sempre in missioni eccelse Benedetta. Ecco perché sono alcuni giorni che non ho sue notizie.
Ciao e grazie per il tuo commento, ma… di cosa si tratta?
Evvia è già uno dei miei supereroi preferiti. Forza Bookman!
Ah ah ah! Da notare che ho anche messo i libri di gente che conosco…
Grazie per il tuo commento!