
Il mio momento
Sono ancora qui, appena uscita da lavoro ho corso in fretta per prendere la prima metro disponibile per tornare a casa e correre da lui. Odio lasciarlo solo con la baby sitter, in fondo ha solo quattro anni e io voglio godermelo il più possibile, ma finisco tardi e il tempo è poco, quindi corro. Corro, corro e corro sempre, ininterrottamente, dalla mattina quando mi sveglio fino a sera. Arrivo a casa che sono sempre stanca, ma c’è lui e quando trovo posto qui, su questa metro che ogni giorno mi accompagna, tiro un sospiro di sollievo trovando un posto per sedermi e per riuscire a chiudere gli occhi e riposare la mente. Non capita spesso, faccio sempre sedere prima anziani e donne in gravidanza mentre spesso i ragazzini non si alzano nemmeno se li preghi con i piedi doloranti per i tacchi e tutto il giorno in piedi. Io invece sì, io mi alzo nonostante le gambe che mi cedono e i piedi in fiamme.
Però quando mi siedo, chiudo gli occhi e mi alieno dal mondo. Lì sogno, vedo immagini di una vita perfetta, con un compagno che non mi abbandoni e mio figlio felice di avermi sempre con lui. Dove il lavoro sia la mia passione, scrivere, dove la casa sia una splendida villa di campagna, con tutto il verde intorno e noi. Adoro l’idea di poter passare più tempo con mio figlio, con un uomo che ci voglia bene e ci apprezzi nonostante i nostri difetti. Perché noi insieme, siamo un casino. Io e mio figlio siamo l’amore e l’odio messi uno insieme all’altro, due opposti che si attraggono e ce ne vuole a sopportarci, ma ci vogliamo bene e mettiamo cuore e anima in tutto ciò che siamo insieme, da soli e con gli altri.
Penso questo mentre sono in metro e chiudendo gli occhi penso, immagino, mi faccio viaggi. Ma poi eccomi, la voce diffusa chiama la mia fermata, sono arrivata, apro gli occhi, mi alzo e davanti alla porta tiro un sospiro, le porte si aprono, scendo e la vita continua.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Breve, come piace a me. Incisivo. Hai descritto benissimo questo divario fra la vita sognata e quella reale. La fatica e la ricompensa di avere a casa una figura importante che ripaga di tutto (il bimbo di 4 anni). Brava.
Ciao Annalisa, da papà posso dire che le sensazioni sono le stesse. Si corre da mattina a sera e ci si stanca davvero. Ma poi qualcuno,a casa, suona la carica… e si ricomincia a correre, a saltare sul divano, a raccogliere briciole, a cercare le chiavi….
Bel racconto.
È esattamente quello che volevo fare trasparire. Sono felice tu abbia apprezzato.
Grazie
Ciao Annalisa, da mamma sono entrata subito in empatia con la tua protagonista. Arriva subito al cuore, mi è piaciuto moltissimo 🙂
Grazie mille Micol.
È quello che noi mamme viviamo costantemente, in un modo o nell’altro, ma i sacrifici li facciamo unicamente per il bene dei nostri cuccioli