
Il naufragio
Serie: L'isola dell'Artiglio
- Episodio 1: Il calderone
- Episodio 2: Il tranello
- Episodio 3: Il dialogo
- Episodio 4: Il dio dei corni
- Episodio 5: Il combattimento
- Episodio 6: Il re
- Episodio 7: Il naufragio
- Episodio 8: Il primo incontro
- Episodio 9: Il benvenuto
- Episodio 10: Il comandante
STAGIONE 1
«Aaah…».
Roberto prese una boccata d’aria e sputò dell’acqua, poi aprì gli occhi e vide che non c’era più l’oscurità di quella notte in cui era successo di tutto.
«Almeno sono sopravvissuto…».
Il sole era alto in cielo, i gabbiani strepitavano e Roberto sentiva l’umidità del bagnasciuga.
Si alzò in piedi a fatica e si diede una veloce scorsa: era pietoso, vestito così, con l’impermeabile lacero e con un solo stivale.
Fece mente locale e si ricordò della nave sulla quale si trovava a bordo. L’ultima cosa che gli veniva in mente era che l’imbarcazione stava assumendo un’inclinazione preoccupante e poco lontano c’erano delle luci di allarme accese. L’equipaggio correva, urlava, ma ormai era chiaro che stavano per inabissarsi.
Con la mente ritornò all’ultima, proprio l’ultima, cosa che ricordava ancora: che era sembrato che ci fosse un terremoto, la nave aveva picchiato contro qualcosa e lui era caduto fuori bordo.
Si chiese se la nave fosse affondata, o se fosse soltanto che lui era caduto in acqua e poi le correnti l’avevano trascinato lontano dall’imbarcazione. Il resto dei membri dell’equipaggio si era per forza accorto della sua scomparsa, quindi avrebbero dovuto ritrovarlo… invece non ce l’avevano fatta.
Iniziò a incamminarsi lungo la battigia. Era in mezzo a due desolazioni diverse, a sinistra l’oceano e a destra la giungla: degli ambienti diversi e non sapeva bene cosa celasse la seconda. Ma soprattutto, quanto tempo era trascorso da quando era caduto in mare?
Non seppe rispondersi e allora si sbarazzò dell’impermeabile, poi dello stivale, così rimase in calzoni e camicia.
Il sole picchiava duro, per questo decise di avventurarsi all’ombra della foresta, ma solo ai suoi limiti. Pensava fosse meglio così, non si sapeva mai che ci fosse qualche bestia feroce o chissà cosa.
Un attimo dopo era seduto accanto a una palma. Fece un sospiro e pensò al da farsi. Che lo volesse o meno, era un naufrago e quando era salito su quel mercantile non ci avrebbe mai scommesso che da giornalista sarebbe diventato un reietto dei mari.
«Mi devo arrangiare» borbottò.
Non aveva mai letto il romanzo di Defoe, forse avrebbe dovuto, ma giudicò che quello era il Ventunesimo secolo e non i tempi passati: un naufrago di quell’epoca sarebbe dovuto sopravvivere in maniera diversa.
Allargò le braccia. Ma che panzana… Adesso era tornato al medioevo e doveva sopravvivere.
La prima cosa che gli venne in mente fu di capire se quella era un’isola o la terraferma. Poteva anche darsi che fosse stato fortunato e fosse naufragato da qualche parte della Florida.
«Coraggio, Roberto…».
Si alzò in piedi e iniziò ad affrontare la sfida che aveva davanti a sé.
Se ricordava bene, la Florida era ancora lontana da dove si trovava la nave quando era caduto fuori bordo, quindi quella doveva essere per forza un’isola. Ma non sapeva bene quanto tempo fosse trascorso, poteva darsi che le correnti lo avessero trascinato fino alla penisola per definizione degli States.
«Accidenti al Triangolo delle Bermuda!». Scosse la testa, mentre si stava avviando.
Camminò a lungo, ma alla fine, quando il sole stava tramontando giusto alla sua sinistra, riconobbe il punto esatto in cui era naufragato.
Non c’era più nulla da dire: era su un’isola.
Doveva proprio arrangiarsi e cercò di farsi venire in mente un’idea. Non sapeva se aveva più fame o sonno, ma optò per il sonno. Per dormire non poteva certo arrabattarsi a stare per terra, che lo volesse o meno si sarebbe dovuto arrampicare su un ramo.
Era un’opzione molto scomoda, ma gli parve l’unica da scegliere.
Si avvicinò alla foresta che era alla sua sinistra e cercò un albero che fosse adatto ai suoi bisogni. Andò avanti, mentre attorno gli animali della foresta continuavano a strepitare.
Alla fine ne trovò uno, scelse quello, e fece per arrampicarcisi sopra, soltanto che vide un’ombra farsi vicina.
Deglutì un fiotto di acido: l’istinto gli suggerì che fosse qualcosa di minaccioso. Non sapeva bene perché, ma tutto quel che c’era attorno gli diceva che fosse pericoloso per lui.
Continuò ad arrampicarsi sull’albero e si appostò su un ramo.
L’uomo che era sotto di lui doveva essere un qualche indigeno, ma rimase stupito: non aveva mai visto nulla del genere!
Serie: L'isola dell'Artiglio
- Episodio 1: Il calderone
- Episodio 2: Il tranello
- Episodio 3: Il dialogo
- Episodio 4: Il dio dei corni
- Episodio 5: Il combattimento
- Episodio 6: Il re
- Episodio 7: Il naufragio
- Episodio 8: Il primo incontro
- Episodio 9: Il benvenuto
- Episodio 10: Il comandante
Ciao Kenji, oggi aprendo il tuo racconto quotidiano (sono indietro con le notifiche, lo so) ho ricevuto una bella sorpresa: una serie! Era da tanto che non ne pubblicavi una. Inizio davvero interessante, Roberto ha di fronte a sé diversi ostacoli ma a quanto ho visto è ben deciso a sopravvivere. Una vicenda quasi “normale” se paragonata ai racconti popolati da strane creature a cui ci hai abituati: poi, la fine… Ecco che forse non è tutto così “normale” come sembra. Passo a leggere il prossimo episodio 😀
Grazie Micol!
Direi che un isola nei Caraibi è un bel posto per un naufragio, indigeni minacciosi a parte.
Non ho mai letto una tua serie, mi aspetto di tutto! Ciao Kenji, alla prox 😉
Grazie per il tuo commento. Se hai piacere di proseguire sarebbe bello (domani, come tutti i mercoledì, posto il prossimo capitolo)!
Un inizio davvero intrigante, una situazione che si presta a mille sviluppi: praticamente un foglio bianco per la matita della tua fervida fantasia, ed un finale di episodio col botto che ci fa correre subito a leggere il seguito!
Grazie Sergio! Domani vedi cosa succede nel quarto episodio
Un inizio interessante, sono curioso di vedere cosa tornerai fuori in questa situazione classica
Grazie Alexander! Domenica vedrai cosa succede
No dico: non posso certo perdermi una storia il cui protagonista ha un così bel nome…
Una fantasia mirabolante, carattere distintivo dell’autore, fatta di circostanze fortuite, avvenimenti imprevisti, ribaltamenti di fronte, già si intravede in questo inizio di serie.
Attendiamo curiosi e stupiti.
Ciao Roberto e grazie! Ah, vedrai, domenica pubblico il seguito e scoprirai che succede
Bell’incipit di serie, attendo il seguito, ora sono curioso 😂
Ciao Carlo e grazie! Te lo dico: ne vedrai della belle!