
Il nemico bizzarro
«Avete sentito di Caporetto?» disse un alpino.
«Lascia stare, vinceremo: o il Piave, o tutti accoppati» rispose un altro.
Valerio infilò l’alpenstock fra le rocce, per poco non lo spezzò. Lanciò un’imprecazione e i commilitoni risero di lui.
«Ma fatevi gli affari vostri» scoppiò.
I commilitoni risero ancora di più.
Il maresciallo gli venne incontro. «Clementi, che fai, vuoi attirare i nemici? Sta’ in silenzio o sennò ci attaccano e il primo a morire sei tu…».
«Signore».
«… che ti sparo io, hai capito!». Il maresciallo gli voltò le spalle.
Valerio Clementi non poté che incassare.
Il plotone stava consumando il rancio su quel valico, l’Austria era poco distante, le sentinelle montavano la guardia, stambecchi e aquile non li degnavano di un’occhiata.
Valerio si sistemò il berretto con la piuma nera: si impose di essere più saggio.
Si lasciò cadere sull’erba e vide il resto del plotone continuare a mangiare senza dirgli nulla.
Va bene tutto, pensò, ma quando torno a casa?
Aveva lasciato Torino mesi prima, voleva andare in licenza, però doveva arrangiarsi a fare la naja – e soprattutto cercare di sopravvivere: le mitragliatrici austriache erano golose delle vite degli alpini come lui.
Rimase immobile finché non si accorse che sotto di lui c’era qualcosa.
Impallidì.
Una vipera?
Balzò in piedi, si girò a guardare e vide un esserino minuscolo inveire nei suoi confronti. Vestiva un lungo berretto colorato e dei pantaloni che gli lasciavano scoperti i piedi, nient’altro.
Mamma se è brutto, pensò Valerio, che fece un passo indietro.
«Ehi, che succede?». Il maresciallo stava perdendo la pazienza. Accorse su di lui e Valerio balbettò:
«Non ho urlato, è che ci sono… loro!». Li indicò.
Il maresciallo fece un grugnito.
Erano spuntati altri esserini e ora li avevano circondati, erano una miriade. Centinaia? Qualche migliaio? Avevano con sé delle piccozze e incominciarono ad assalire gli alpini inchiodandogli mani e piedi con quei minuscoli spuntoni.
Ci furono urla di panico, a nulla valsero i tentativi del maresciallo di silenziare la scena e, Valerio se lo aspettava, qualcuno sparò con il Carcano 91.
La pallottola spappolò un folletto, ma fu come se lo sparo avesse risvegliato una forza titanica.
I folletti, invece di fuggire, si organizzarono per assalire l’alpino che aveva fatto fuoco e poco distante si udirono arrivare gli austriaci: con le loro brutte uniformi e però gli elmi bellissimi, mostrarono il loro biglietto da visita sparando con moschetti e pistole-mitragliatrici.
Valerio reagì: sparò agli austriaci e poi ai folletti, arretrò, inciampò e gli austriaci predisposero le mitragliatrici. Forse sarebbero servite a spazzare via gli spiritelli che avevano provocato quel caos, se non che prima avrebbero annientato il plotone italiano.
Valerio fuggì, tutto era perduto. Strinse a sé Carcano 91 e alpenstock. Con l’alpenstock trafisse un folletto che, lo vedeva ora, indossava abiti dorati.
Ci fu uno scoppio, come di una bomba.
Tutto svanì nel fumo e Valerio si ritrovò con l’alpenstock che stava infilando tra le rocce ed era sul punto di romperlo.
Sbiancò.
Era stato tutto un sogno?
Si bloccò.
«Avete sentito di Caporetto?» udì.
«Lascia stare, vinceremo: o il Piave, o tutti accoppati» udì ancora.
Tutto si stava ripetendo.
«Maresciallo» balbettò. «Andiamocene…».
«Che vai dicendo, Clementi?» reagì il maresciallo.
Valerio sentiva come se il suolo stesse per ribollire sotto di lui. Non appena il maresciallo gli diede le spalle, scappò. Che fossero loro ad affrontare il nemico bizzarro.
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy
Ciao Kenji, bel racconto, mi è piaciuta molto quella specie di visione, non me l’aspettavo.
Pure i dialoghi, davvero simpatici e realistici! Complimenti!
Oh, grazie 🙂
Ciao Kenji, ritornano i tuoi soldatini in miniatura abituati a combattere guerre che non sono “alla loro portata”. Bel racconto!
Grazie, Cristiana! 😉
Concordo con Carlo, caro Kenji: originale e davvero gradevole.
Cavoli, ti ringrazio 🙂
Simpatico questo racconto e sicuramente originale. Non mi aspettavo proprio questo nemico
Ho molta fantasia! Grazie del commento