Il passaggio di consegne
Serie: L'Ineludibile
- Episodio 1: Polvere rossa
- Episodio 2: Il fermaglio ed il pugnale
- Episodio 3: L’estromissione
- Episodio 4: Cambio di programma
- Episodio 5: La voragine
- Episodio 6: Oltre il muro
- Episodio 7: Sagome nell’ombra
- Episodio 8: L’arrivo dei fuoriclasse
- Episodio 9: Il passaggio di consegne
STAGIONE 1
Quando la Rizzolo varcò la soglia di ingresso, nel distaccamento territoriale calò un silenzio surreale. I colleghi sembravano evitare volutamente il contatto visivo, salvo abbozzare sorrisi fugaci seguiti da sguardi imbarazzati. La sezione distaccata di Frisolle era sempre stata considerata dai suoi stanchi e disillusi dipendenti come una sorta di oasi di disimpegno dove raggiungere la pensione senza patemi. Il dirigente si era sempre prodigato a dirottare gli ambiziosi verso altri lidi, mantenendo nella struttura un condiviso e gradito target di basso profilo. I soggetti aitanti come la Rizzolo costituivano una minaccia alla placida mediocrità a cui la struttura ambiva. Era anche vero, ad onore del vero, che un omicidio così efferato non si era mai verificato nella storia della comunità montana di Frisolle. L’ispettrice Rizzolo contò quattro sagome maschili all’interno dell’ufficio di Sapretti. Il silenzio che regnava era il segnale inequivocabile del fatto che la stavano aspettando. La Rizzolo sospirò ed infine bussò.
“Avanti” rispose in tono severo Sapretti.
La Rizzolo entrò.
In piedi, accanto ai fascicolatori, si trovavano due uomini dal fisico asciutto, vestiti entrambi con completi gessati marroni a righe bianche. Uno era completamente calvo e portava un raffinato paio di occhiali con montatura dorata a coprire penetranti occhi corvini. L’altro era biondo, con occhi azzurri e baffi curatissimi stile stazzonato attore della cinematografia pornografica anni ottanta. Non fu difficile per Samanta capire che si trattava dei colleghi dei servizi operativi centrali. Non capiva invece chi fosse la terza figura, un imponente uomo di mezza età, elegantemente vestito con abito sartoriale, raffinata camicia bianca e cravatta azzurra a righe rosa, ma con spalle larghe, torace incredibilmente spesso, collo taurino, volto trucemente severo e sguardo fisiologicamente intimidatorio. Promanava un’energia travolgente.
“Buonasera Samanta. Ti presento i colleghi Visentin e Stoppino dei servizi investigativi centrali” esordì Sapretti indicando i due uomini in piedi “e l’avvocato Guddini” indicando l’uomo seduto.
Samanta sgranò gli occhi udendo quest’ultimo nome. Guddini era un celebre principe del foro della città metropolitana di Stortona. Che ci faceva a Frisolle? Perchè si trovava nell’ufficio di Sapretti?
“L’avvocato Guddini è il legale del Soffio e di altre comunità terapeutiche specializzate nella cura di malattie psichiatriche e dipendenza a livello nazionale” la prevenne Sapretti.
La Rizzolo annuì spaesata.
“Non vorrei apparire scortese, ma perché l’avvocato si trova qui?”
Sapretti avvampò. “Sembra che una certa ispettrice locale, disattendendo gli ordini di un superiore gerarchico, abbia svolto indagini non autorizzate nella struttura del Soffio, terrorizzando alcuni pazienti” replicò con voce tagliente.
La Rizzolo annuì imbarazzata.
L’avvocato Guddini intervenne con tono indulgente: “Non sia eccessivamente duro commissario. L’ispettrice Rizzolo era ancora formalmente la titolare delle indagini. Io sono qui in veste amichevole. Sono certo che non avrò motivo per non restare tale. Vero ispettrice?” concluse infine, piantando i suoi occhi in quelli della Rizzolo, quasi a volervi imprimere a fuoco la risposta.
“Sicuramente” rispose la Rizzolo con un forzatissimo sorriso, reprimendo a stento conati di livida frustrazione. “Spero non si sia dovuto scomodare per me avvocato” concluse.
Guddini increspò le labbra in un sorriso.
“Non mi sarebbe dispiaciuto, in onestà” dichiarò, attirando per un attimo l’attenzione degli altri tre uomini nell’ufficio per l’audacia. La Rizzolo sentì le viscere ribaltarsi per il disagio.
“In realtà, era un incontro programmato da tempo” riprese Guddini, ricomponendosi.
Infine si alzò, osservando a turno Sapretti Visentin e Stoppino.
“Ovviamente, signori, il Soffio è intenzionato a collaborare in ogni modo per aiutarvi a fare luce su questo crimine efferato” concluse, avviandosi verso l’uscita.
Prima di accomiatarsi, indugiò sulla Rizzolo.
“E’ stato un piacere conoscerla ispettrice. Spero ci saranno altre occasioni in altri contesti” concluse piantandole nuovamente addosso uno sguardo che sembrava volerle trapanare il cervello.
La Rizzolo provò un istintivo disagio; quell’uomo sembrava una sorta di rullo compressore, tanto era il peso dell’autorevolezza che promanava.
“Bene Samanta” sibilò Sapretti non appena l’avvocato Guddini fu uscito “Adesso dovrai aggiornare i colleghi Visentin e Stoppino sulle indagini. Poi potrai tornare alle tue incombenze”. Samanta lesse una nota di irridente sarcasmo nella voce del superiore gerarchico. Represse nuovamente la feroce tentazione di incornare il suo setto nasale. Sorrise invece ai colleghi.
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- Episodio 1: Polvere rossa
- Episodio 2: Il fermaglio ed il pugnale
- Episodio 3: L’estromissione
- Episodio 4: Cambio di programma
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- Episodio 7: Sagome nell’ombra
- Episodio 8: L’arrivo dei fuoriclasse
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