Il piano
Serie: L'incubo
- Episodio 1: Festa di compleanno
- Episodio 2: La Viking Sally
- Episodio 3: Akseli
- Episodio 4: Casa
- Episodio 5: L’angelo
- Episodio 6: Jenni
- Episodio 7: L’incontro
- Episodio 8: Il pavimento della scuola
- Episodio 9: Tentata fuga
- Episodio 10: Il serpente
- Episodio 1: Arancione fluorescente
- Episodio 2: Saara
- Episodio 3: Il piano
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Il sabato successivo, alle 18:00, Jenni e Akseli erano seduti al tavolo della cucina per analizzare insieme gli strani eventi accaduti di recente.
«Dunque, ricapitoliamo», disse Jenni sorseggiando una tazza di tè.
«Tua mamma stava parlando con qualcuno in corridoio.»
«Esatto. Fissava un punto preciso e sembrava rispondere a delle domande.»
«Ok. Poi ti ha detto che il tizio l’ha messa in guardia contro i serpenti. E la mattina seguente hai trovato un serpente morto su questo tavolo?»
«Prima però l’ho sentito strisciare sotto le coperte.»
«Ah sì, giusto! Ma non eri certo se si trattasse di un serpente vero o della tua immaginazione.»
«Beh, alla fine il serpente c’era davvero, quindi forse non l’ho immaginato.»
Jenni si portò una mano alla fronte. «Ho bisogno di una sigaretta, devo uscire?»
«No, aspetta, apro la finestra.»
Lei frugò nella borsa appesa allo schienale: tra chiavi, fazzolettini e cianfrusaglie varie, recuperò l’accendino e accese la sigaretta. Quando Akseli tornò a sedersi di fronte a lei, lo fissò dritto negli occhi.
«Ovviamente credo negli spiriti. Ma non pensi che tua mamma possa aver visto un serpente entrare in casa e, data la sua condizione, si sia convinta di averlo sentito dire a qualcuno in corridoio?»
Lui si fece pensieroso.
«Non lo escludo. Però ho un brutto presentimento.»
«Cioè?»
«Lui è qui. Per qualche ragione è tornato o, peggio, è sempre rimasto qui, per tutto il tempo.»
«Vuoi dire proprio lui? Il tipo inquietante che ti apparve anni fa al posto della ragazza?»
«Esatto», sussurrò Akseli guardandosi intorno con gli occhi sbarrati.
Improvvisamente, lo squillo del telefono di Jenni fece sussultare entrambi. Lei aspirò un’ultima boccata, poi corse a spegnere la sigaretta, ancora a metà, sotto il rubinetto. Tornò al tavolo e rispose, cambiando totalmente tono di voce: «Jenni Virtanen. Sì, sono la medium. Naturalmente, capisco. Certo, certo. Guardi, io al momento non sono disponibile, ma possiamo fissare un incontro per domani alle 16:00. Le andrebbe bene? Perfetto, grazie. Buona serata e tante benedizioni».
Akseli la osservava incuriosito: era davvero necessario assumere quell’atteggiamento mistico per fare colpo sui clienti? Lui non si era mai atteggiato a santone; era sempre rimasto se stesso, anche quando era uno dei medium più ricercati.
Dopo aver chiuso la chiamata, lei recuperò la sua voce squillante e gli disse: «Ah quasi dimenticavo: ho dato il tuo indirizzo a una persona. Non ti ruberà molto tempo. Sai, ci teneva ad avere un ritratto della moglie defunta, ma io ho già visto la sua foto, quindi non sarei credibile. Potresti occupartene tu?»
«Cosa? Sai benissimo che ho smesso.»
«Dai, piantala. Hai solo avuto paura, ma vedrai che oggi risolveremo questa faccenda: se lui fosse ancora qui, come sospetti, ce ne sbarazzeremo una volta per tutte.»
Si accese un’altra sigaretta e aggiunse: «Lascia fare a me, ci penso io.»
Si alzò e andò a prendere un enorme zaino che aveva lasciato all’ingresso; lo poggiò sul tavolo, lo aprì e iniziò a tirare fuori un oggetto dopo l’altro: tre candele, incenso e incensiere, un mazzetto di salvia e uno di rosmarino.
Prima che riuscisse a svuotare del tutto lo zaino, notò l’espressione stupita di Akseli ed esclamò: «Che c’è? Sono venuta attrezzata per ogni evenienza!»
«Ok», rispose lui, «prima però ordiniamo la pizza».
Mentre lui chiamava la pizzeria in fondo alla strada per ordinare la cena, lei continuava a tirare fuori gli oggetti più improbabili dal suo zaino, disponendoli con cura sul tavolo.
In casa faceva freddo: Akseli andò a chiudere la finestra, nonostante la cucina fosse ormai avvolta da una nube di fumo. Poi tornarono a sedersi l’uno di fronte all’altra.
«Ecco il piano», esordì lei. «Accendiamo le candele e lo chiamiamo. Quando apparirà, gli domanderemo cosa vuole da te. A volte si tratta solo di spiriti irrequieti che vagano alla ricerca di una risposta; magari pensa che tu possa aiutarlo in qualche modo.»
«E se non fosse così?»
«Deve sempre esserci un motivo. Anche se avesse qualcosa di specifico contro di te, potremmo comunque risolvere la questione. Prima di tutto, però, dobbiamo capire di che si tratta.»
«Cosa posso avergli fatto di male? Io non ho mai visto quell’uomo. E poi perché parlava con mia mamma? Come ha fatto lei a vederlo?»
«Lo sai, ne abbiamo già parlato: alcune malattie possono favorire contatti di questo tipo.»
Suonò il campanello.
«Hanno fatto in fretta!» esclamò Akseli, correndo all’ingresso con il portafoglio in mano. Quando aprì la porta, però, rimase impietrito.
Non era il fattorino con le pizze, ma Saara. Aveva quel suo profumo inconfondibile, i lunghi capelli sciolti e gli occhi che brillavano di gioia. Teneva tra le mani un enorme uovo di Pasqua.
«Sorpresa!»
Akseli non riuscì a dire una parola.
«Per questa volta puoi fare un’eccezione, riprenderai la dieta lunedì.»
«Certo, grazie. Che pensiero carino», balbettò lui, accettando il regalo.
Lei capì di averlo messo in imbarazzo più del previsto: «Disturbo?»
«No, no. È solo che…»
Saara guardò oltre le sue spalle e intuì che in casa c’era qualcuno.
«Non sei solo?»
«Dicevo: è solo che avevo già preso un impegno. Non potevo immaginare che saresti venuta.»
Nel frattempo, Jenni si stava avvicinando alla porta. Akseli, non potendo più fare niente per evitare l’incontro, si fece da parte.
«Saara, da quanto tempo! Come stai?»
Lei impallidì, come se avesse appena visto un fantasma.
«Bene, grazie. Sono solo passata per portare una cosa ad Akseli.»
«Rimani a cena con noi? Ordiniamo una pizza anche per te.»
L’atteggiamento di Jenni la irritò profondamente: un tempo quella era casa sua, e ora “la strega” si atteggiava a padrona di casa, ostentando la propria intimità con lui. Dietro quell’invito e i sorrisi di circostanza, Saara percepiva tutta la cattiveria della rivale. Erano dinamiche chiare solo a loro due, completamente estranee alla mente semplice di Akseli, che stava lì a guardare, convinto che si stessero solo salutando cordialmente.
«Non voglio disturbare, vado via.»
A quel punto, Akseli notò la tristezza di Saara. Avrebbe voluto fermarla, chiederle di restare, ma ormai era troppo tardi. La guardò allontanarsi verso la fermata dell’autobus, mentre il fattorino arrivava con le pizze.
Serie: L'incubo
- Episodio 1: Arancione fluorescente
- Episodio 2: Saara
- Episodio 3: Il piano
Wow, un super episodio! Adoro la parte paranormale di questa storia e come costruisci la tensione (lo squillo del telefono ha quasi spaventato anche me🫣😂). Fantastici e molto credibili i dialoghi e la comparsa di Saara è stata la ciliegina in un episodio già molto ricco.
Bravissima Arianna, non vedo l’ora di leggere il seguito!
Ciao Melania! Mi fa tanto piacere, grazie💕
Che sfiga però: non si sentono da molto tempo e il giorno che trova la scusa giusta per venderlo, lo trova a casa con la rivale, o pseudo tale. Episodio entusiasmante. Brava 👏
Vero 😅 Proprio sfigata, povera Saara!
Grazie di essere passata❤️
Un episodio che ho apprezzato per vari motivi: le considerazioni sulla psicologia femminile, il mistero del paranormale, la presentazione del personaggio Jenni, attraverso il telefono, e la ricomparsa di Saara che desta nuova curiosità.
Grazie Maria Luisa, mi fa tanto piacere ❤️
La dinamica Jenni-Saara sembra una piccola storia nella storia, una sorta di serie causale autonoma. Semplice derby incidentale in quota rosa o preludio di un nuovo asse portante della struttura complessiva?
Al seguito l’ardua sentenza
Bella domanda! Staremo a vedere🤭 Grazie di essere passato!
Mi è rimasta addosso l’immagine finale: lei che si allontana verso la fermata mentre arriva il fattorino. Due arrivi/partenze sovrapposti, e Akseli fermo in mezzo: è un piccolo colpo secco.
Ciao Lino, grazie mille ❤️
Il personaggio di Saara, secondo me è molto interessante, con la sua tristezza e la sua determinazione, potrebbe riservare sorprese.
È l’ex moglie di Akseli, però sembra avere ancora un forte legame con lui.
Riesce a leggere tra le righe le dinamiche tra Akseli e Jenni e questo, sempre secondo me, è quello che rende affascinante il suo pesonaggio.
Sì, devo ammettere di essermi affezionata a questo personaggio: si è fatto strada nella storia quasi a mia insaputa😅 A volte i personaggi vivono davvero di vita propria! Grazie di essere passato❤️
Mi sa che Jenni usa i suoi poteri anche per interessi un po’ più ‘terreni’. Non vedo l’ora di leggere il seguito!👏👏❤️
Ciao Concetta, grazie ❤️