Il piccolo guardiano dei sogni

Serie: Eva e i segreti di Itky


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Scuola

Nel cuore della notte, un rumore svegliò Eva. Sollevandosi dal letto, la ragazza tese le orecchie: sembrava che qualcuno camminasse nel corridoio, mormorando sottovoce. Spinta dalla curiosità, scivolò fuori dal piumone e si avvicinò alla porta. Rabbrividendo leggermente per il freddo, Eva cercò con lo sguardo una felpa, ma i suoi vestiti erano tutti nell’armadio. Decise che per cinque minuti non avrebbe sofferto troppo e aprì piano la porta per sbirciare nel corridoio.

Ci vollero alcuni secondi per abituarsi alla penombra: nel corridoio non c’era nessuno. «Devo essermi sbagliata!» pensò Eva, pronta a tornare sotto il piumone, quando all’improvviso qualcuno sbucò da dietro l’angolo, correndo veloce e sfiorandola per un pelo. Eva riuscì a intravedere una ragazza dai lunghi capelli biondi, vestita con una camicia da notte.

La misteriosa figura inciampò, rotolando sul pavimento. Trattenendo una risata, Eva le corse incontro: «Stai bene? Hai bisogno di aiuto?»

«Shhh! Silenzio!» sibilò la ragazza. «Resta ferma e non muoverti. E non pensare! Non pensare proprio a nulla!»

«Ma…»

«Taci!»

Obbedendo a quel severo sguardo, Eva rimase immobile, cercando però di osservare meglio la sua nuova conoscenza. La ragazza, in ginocchio, stava passando le mani sul pavimento, avvicinandosi a un angolo buio del corridoio. Quando mancava pochissimo, si fermò per un attimo, allargò le dita e all’improvviso si gettò in avanti, cercando di afferrare qualcosa.

Eva si ricordò improvvisamente di alcuni video divertenti che aveva visto, in cui i gattini inseguivano fasci di luce riflessi da uno specchietto, e scoppiò a ridere. La cacciatrice notturna si raddrizzò e sussurrò: «Ti avevo detto di non pensare! È così difficile?»

«Non pensare? Ma che c’entrano i miei pensieri? Che stai facendo, correndo in giro per il corridoio?»

«Ma a te che importa?»

«Non importa niente, è che mi hai svegliata, e volevo capire cosa stesse succedendo. Allora…»

«Aspetta!» la interruppe improvvisamente la ragazza. «Ora prova a immaginare di nuovo quello che stavi pensando qualche secondo fa… Ancora… Ancora…»

Eva sentì qualcosa di morbido e peloso sfiorarle leggermente il piede nudo. La sensazione era un po’ solleticosa, ma lei rimase immobile mentre la bionda si avvicinava, con lo sguardo fisso su qualcosa che si trovava proprio dietro Eva.

La ragazza si inginocchiò, afferrò qualcosa e lo strinse al petto: in risposta si udì un sommesso e soddisfatto borbottio.

«Hai preso il tuo gattino?» chiese Eva, rompendo finalmente il silenzio. «Posso accarezzarlo?»

«No!» rispose seccamente la ragazza. «Grazie, ma ora devo andare.»

Eva non ascoltava più le sue parole. Accovacciatasi, stava fissando il punto dove avrebbe dovuto esserci il gattino, ma… non c’era nulla! Tese la mano e sentì qualcosa di caldo e soffice sotto il palmo. Cercò di formulare la domanda, ma non riuscì a trovare le parole giuste. Rimase semplicemente seduta lì, accarezzando qualcosa di invisibile e vivo.

«Gli piaci» sorrise per la prima volta la bionda. «Io sono Lisa. Non credo di averti mai vista prima. Sei nuova?»

«Sì, sono Eva. Sono arrivata oggi con mia madre. Ma… chi è?»

«Lui si chiama noykì. È da tre notti che provo a prenderlo!»

«Noykì? Puoi spiegarmi meglio?»

«Vedo che non ne sai proprio niente” sospirò Lisa. Sistemandosi i capelli spettinati, la ragazza continuò: «Sono piccole creature invisibili, capaci di allontanare i brutti sogni. Una volta, ogni persona aveva il suo noykì. Prima di andare a dormire, bisognava pensare a qualcosa di bello che potesse piacere al noykì. Non parlano, non vedono, ma sentono. Per loro non importa l’aspetto con cui una persona li immagina. E fanno anche le fusa, ma solo in occasioni speciali. L’hai già sentito. Non so esattamente cosa sia successo, ma col tempo i noykì sono semplicemente spariti. Forse, la gente ha smesso di credere in loro…»

«Ma è possibile?» interruppe Eva. «Può l’esistenza di qualcuno dipendere dalla fede degli altri?»

«Certo che può! Una volta, le persone credevano nella forza della Scintilla, e lei viveva, permettendo a tutti di usarla. La fede è come una forza vitale che alimenta tutto nel mondo. Se nessuno crede in te, vuol dire che non ti ama, e inizi a perdere significato. È così che è successo ai noykì: semplicemente, le persone li hanno dimenticati. Ho letto da qualche parte che sono sopravvissuti solo quelli che si avvicinano di notte ai bambini piccoli, gli unici che non hanno smesso di credere.»

«Che tristezza… Non avrei mai immaginato che potesse succedere una cosa del genere…” sussurrò Eva. «Non si può proprio cambiare nulla?»

«Credo di no. Vuoi tenerlo in braccio?»

«Sì, certo! Ma non scapperà di nuovo?»

«Ormai no, noi ci crediamo!” sorrise Lisa. «Tieni!»

Eva tese le mani, prese con cautela il noykì invisibile e lo strinse a sé. «È proprio come un gattino!» pensò, e subito sentì le sue fusa soddisfatte.

«Wow, si è innamorato di te! Va bene, che sia tuo!»

«Mio?» Eva era sorpresa. «Ma sei stata tu a cercarlo, io l’ho appena visto. Mi sembra sbagliato.»

«Perché mai? Non è un peluche che si può regalare. Lui ti ha scelto. I noykì si legano a una persona per tutta la vita. Finché si crede in loro.»

«Io ci crederò. Sempre, sempre!» sussurrò Eva con le lacrime agli occhi. «Mi senti, piccolo?»

«Lui sente e sa tutto, non preoccuparti. Ora scusami, ma devo andare a dormire» sbadigliò Lisa alzandosi da terra. «Lascia andare il noykì per stanotte, tornerà domani. O magari anche oggi. E non dirlo a nessuno, anche se questa è una Scuola speciale. I segreti non si sono mai annullati, giusto?»

«D’accordo!» annuì Eva. «Ci vediamo domani?»

«Certo! Penso che saremo nella stessa classe. Buonanotte, Eva!»

«Buonanotte!»

Lisa salutò con un gesto della mano e se ne andò rapidamente, proprio come era arrivata. Stringendo ancora a sé il noykì, Eva tornò silenziosamente nella sua stanza e si infilò nel letto.

«Ma non fare le fusa, o mamma si sveglierà…» sussurrò al suo nuovo amico. «E un’altra cosa: non sperare che io ti lasci andare da qualche parte. Ora dormi…»

La ragazza non si accorse nemmeno di come, pochi istanti dopo, il suo respiro divenne lento e regolare. Delicatamente, il sonno la prese tra le sue braccia e la portò nel suo mondo misterioso e incantevole. E il piccolo noykì brillava silenziosamente di felicità…

Serie: Eva e i segreti di Itky


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