Il pilota
Serie: Sotto lo stesso cielo
- Episodio 1: Il pilota
- Episodio 2: Il bambino
- Episodio 3: Il soldato
STAGIONE 1
«A sinistra, nel sottobosco, hai un carro» disse il caposquadra al pilota droni, appoggiandogli la mano sinistra sulla spalla destra ed indicando il punto sullo schermo con l’indice destro.
«Sissignore» rispose ed eseguì il soldato.
Poi lo schermo sembrò stringere l’inquadratura su una macchia di cespugli secchi, fino a rendere visibile il carro armato anche ad occhi non esperti. Ma il drone non arrestò la corsa e perse segnale subito dopo un frame che mostrava molto da vicino la corazza del bersaglio.
«Miska?» chiese subito il caposquadra, voltandosi verso il pilota droni alle sue spalle.
«Nessun segno di perforazione, signore» rispose l’uomo con tono asettico. Il suo schermo mostrava solo una grigia nuvola di fumo emergere dal sottobosco morto.
Il caposquadra si limitò a simulare un fragoroso pugno sulla scrivania, fermato appena prima di colpire effettivamente il legno.
«Signore?» riprese però Miska.
Il capo squadra si avvicinò alle sue spalle per vedere lo schermo. Qualcuno aveva aperto il portellone sulla torretta, dal quale usciva una densa cortina di fumo nero. Un carrista stava scivolando via da sotto il carro, strisciando nel fango. Qualche secondo dopo un altro uomo si stava arrampicando fuori dal portello superiore.
«Non è distrutto ma almeno è inservibile» si consolò il capo squadra. Poi si avvicinò ad altri operatori droni, ma Miska non volle sentire. Si limitò ad osservare lo schermo, alienato e senza volontà di farlo. Vide ai margini dell’inquadratura l’arrivo di un altro drone, sotto il suo ventre c’era una piccola granata artigianale. Cercò di posizionarsi sopra uno dei carristi in fuga, poi lasciò cadere la piccola bomba. Essa precipitò per circa tre secondi, poi creò un piccolo e polveroso cratere. Seguirono altri terrificanti secondi eterni prima della detonazione. Miska distolse lo sguardo, aveva visto già troppe volte quello spettacolo terrificante. Quella che doveva essere una guerra era solo un tiro a segno con bersagli di carne. Ci si posizionava su un soldato e si premeva un bottone; e si osservava il dolore atono della menomazione. Questo pioveva dal cielo dell’Ucraina nel 2024, così come piovve negli anni precedenti e così come non si sarebbe sperato che fosse piovuto in quelli successivi. Miska aveva 30 anni, una moglie ed un bimbo; entrambi rifugiati in un altro paese. Miska era rimasto per difendere il suo paese dal nemico, un nemico terribilmente identico a loro. Perché Miska, frame dopo frame, aveva appreso che, sotto la divisa, anche il loro sangue era rosso come il loro, anche la loro pelle bruciata era nera come quella dei loro morti e anche la loro vita era corta come la loro.
In quel disumano 24 dicembre, Miska alzò gli occhi al cielo e si immaginò come erano belli gli stormi di uccelli immersi nell’azzurro.
Serie: Sotto lo stesso cielo
- Episodio 1: Il pilota
- Episodio 2: Il bambino
- Episodio 3: Il soldato
Un racconto, che denuncia un massacro insensato, scritto in maniera tagliente e intelligente.
Bello!
Ogni scritto che descrive e condanna quell’inutile carneficina che è la guerra ha il mio apprezzamento. Se poi è scritto bene come il tuo ancora meglio. Bravo!!!👏👏👏
Veramente bello! Slava Ukraini, si vis pacem, parabellum. Mi hai fatto venire in mente dei pensieri che a un certo punto vanno fatti, perché si è circondati da persone cattive e bisogna difendersi