Il Presidente prepotente
Il lupo e l’agnello (Esopo)
Il Presidente prepotente vive lontano nel suo continente.
Se la prende con gli immigrati, «Siete voi a commettere tutti i reati!»
Invia poliziotti armati fino ai denti, che gettano scompiglio tra i residenti.
Lacrime urla e disperazione, vengono mostrate con ostentazione.
Né fiaccolate proteste o sanzioni, possono fermare le sue intenzioni.
Forza bruta e proiettili vaganti, tutto è lecito per dileguare i manifestanti.
E se poi ci scappa il morto, chissenefrega non aveva neanche il passaporto.
I suoi poliziotti scevri di umanità, si fanno scudo con l’immunità.
Ma la distanza non gli impedisce, di minacciare chi non gradisce.
Con i suoi elicotteri sofisticati, preleva i colpevoli già giudicati.
Che sia dittatore o immigrato, il Presidente agisce indisturbato.
E il diritto internazionale cosa dice? Ma non scherziamo, comanda chi ha la mitragliatrice.
Di volta in volta cambia il pretesto, ma sempre uguale rimane il contesto.
Forse sta perdendo il controllo? Ma di cosa parla, non è mica un atollo?
«Quell’isola di ghiaccio sarà mia, a costo di prenderla con l’artiglieria».
Gli agnellini europei disorientati, nell’ovile tremanti si nascondono spaventati.
Cosa possono fare di preciso? Il lupo cattivo ha già deciso.
Sono solo vittime impotenti, come sempre subiranno gli eventi.
*
Certamente nessuno voglio tediare, ma sento di dovermi spiegare.
Nella fiaba antica il lupo usa pretesti per divorare, nella vita reale il prepotente usa pretesti per tiranneggiare.
Nel passato e nel nostro presente, quel che hai letto accade molto di frequente.
Di volta in volta cambia il pretesto, ma sempre uguale rimane il contesto.
Che sia lupo o dittatore o presidente, la sua vittima soccombe irrimediabilmente.
Altri esempi di prepotenza, nella storia vi è presenza.
Stati confinanti da sempre nemici, rivendicano terre e cicatrici.
A volte sono interi continenti, a lanciarsi accuse convincenti.
A prescindere dal contesto, l’epilogo è sempre funesto.
L’agnello indifeso muore divorato, il lupo felice gode ingrassato.
Potranno un giorno tutti gli agnelli alleati, difendersi da un nemico prepotente senza essere dominati?
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Grazie Cristiana per la lettura ed il commento.
Ci
…Ciao
Interessante la tua riscrittura moderna e impegnata della favola di Esopo. Le rime semplici e le ripetizioni rendono il messaggio di denuncia chiaro e incisivo. L’allegoria funziona bene e dà al testo una voce diretta e coinvolgente, capace di trasmettere con forza il tema della prepotenza del potere.
Complimenti. Una prosa che descrive molto bene la situazione attuale. Originale e diretta. Penso che quando si accetta un ingiustizia si alimentano altre a catena. In molti non rimangono più a guardare, è anche questa è una forma di protesta efficace. Se le persone prendono coscienza del pericolo che corrono, forse dico forse, la prossima volta che vanno a votare non pensano che certe situazioni possano capitare solo agli altri.
Ciao Tiziana
Sono d’accordo con te. La coscienza popolare è il primo passo verso la Giustizia. Speriamo bene
Ciao e grazie per il commento e la lettura.
La risposta è forse ma solo se avranno il coraggio di scendere su quel terreno.
In sintesi, non so se convenga sperarlo
E si…. il coraggio di mettere a repentaglio ciò che si ha. Io non mi sottraggo dalla categoria. Ma senza dare per forza fuoco alle automobili o spaccare le vetrine in centro, possiamo dare il nostro contributo. Per iniziare, potremmo evitare di voltarci dall’altra parte o mettere in dubbio gli schieramenti dei buoni e dei cattivi. .. un passo alla volta.
Grazie per la lettura ed il commento.
Ciao
Chi spacca vetrina od incendia auto non ha ideali ma li utilizza per lo sdoganamento del proprio disagio interiore.
Il cambiamento è un viaggio lento e graduale, composto da piccoli gesti impercettibili.
Ciao e grazie a te
Difficile, impossibile far di meglio,
ti tengo d’occhio, da oggi ti sorveglio.
Bellissima poesia, e bravo Pasquale,
se la legge il tycoon, potresti finire male.
Abbassare la testa, non è la soluzione,
se ti arrestano, pagherei la cauzione.
La mamma dei tiranni, è sempre in cinta,
ai prepotenti, non bisogna darla vinta.
Che siano re, presidenti o dittatori,
uniamo le forze, cacciamo gli impostori.
Tu mi onori.
Grazie
Homo homini lupus o homo homini agnus? Ma la filosofia, compreso Hobbes, è qualcosa di troppo nobile per il mondo contemporaneo. Qualcuno diceva che bisognava strappare i fiori dalle catene perché queste ultime fossero riconosciute per quello che erano. Sta accadendo. Prenderne atto, sia pure con l’apparente leggerezza della tua quasi-fiaba, è ormai inevitabile.
Bisogna sempre tenere occhi e orecchie ben aperti. In effetti, il “benessere” (alias fiori) su cui adagiamo ci offusca la vista…
Bella l’idea di presentare fatti seri e drammatici nella sostanza, attraverso la forma leggera e onirica della favola in rima. Sarebbe da leggere a scuola! Complimenti.
Grazie mille luigi.
Ciao