
Il racconto del chierico
Nicholas aveva trovato quel manoscritto in biblioteca, all’università. Era antico e per questo gli era piaciuto fin da subito. Adorava il profumo della vecchia carta, gli ricordava quello di una torta di mele. Così, aveva deciso di portarlo via con sé. Si era ripromesso di restituirlo senza ammettere che l’aveva “noleggiato”. Se qualcuno nel frattempo avesse chiesto di quel libro, i bibliotecari avrebbero perso la testa nel cercarlo.
Ma era tranquillo: sembrava che nessuno l’avesse mai letto.
Così, si mise su una scogliera lì, sul golfo di Biscaglia, e mentre distante una band folk di musica galiziana suonava delle canzoni celtiche, lo lesse.
Il protagonista era Adalberto, un chierico.
***
31 dicembre, anno Domini 1499
Oggi ho camminato nella giungla del Nuovo Mondo. Tengo sempre stretto con me il crocifisso perché i pagani di queste terre mi spaventano. Hanno volti simili ai mongoli di Gengis Khan e Tamerlano, ma girano mezzi nudi e per il resto hanno i corpi pittati e ricoperti di piume o pellicce animali. Sono orribili e giusto ieri i cattolicissimi difensori della Vera Fede ne hanno sterminato una dozzina.
Mentre l’eccidio era in corso, recitavo delle preghiere perché le anime dei cattolicissimi difensori della Vera Fede non fossero deturpate dagli spiriti maligni che si sono impossessati di questi pagani – anche perché, poi, non hanno certo un’anima, loro, ma sono oggetti.
Ce n’è uno, però, che mi ha colpito per la sua lucida intelligenza e si è detto disposto a farsi battezzare. L’ho soprannominato Cristobaldo, in attesa che prendesse la più sacra delle decisioni perché il suo vero nome è impronunciabile e lo dimentico facilmente.
A lui piace come nome, Cristobaldo, e confido che prima o poi si faccia battezzare.
Oggi Cristobaldo, che si sa vestire come noi spagnoli, mi ha detto: «Padre, venite con me, vi mostro una cosa interessante».
Ho annuito e gli sono stato dietro.
Ci siamo spinti nella giungla fino a una grotta. Questa grotta, per la sua oscurità mi ha ricordato le segrete di Torquemada, ma invece non ho visto trabocchetti, solo oscurità. Così, Cristobaldo ha acceso due torce, me ne ha porto una e siamo avanzati in questa caverna.
Quindi, la mia guida mi ha indicato un anfratto nella roccia nel quale ho trovato un bolide metallico.
«Che cos’è, Cristobaldo?».
«Viene dal cielo… dagli amici del cielo…».
«Dagli angeli del Signore, intendi?».
«No, no. Dalle divinità della mia gente, semmai».
«Ah, ma allora è certo uno strumento del demonio venuto per portare l’Apocalisse… io sono contro queste cose». Ho preso allora un sasso e ho colpito il bolide una, due, tre volte, rompendolo e rendendolo inutilizzabile.
Cristobaldo si mette a piangere. «No, no! È l’arma benedetta da Quetzalcoatl!».
«Non osare ripetere quel nome demoniaco, Cristobaldo, sono cose pagane!».
Non appena ho finito la mia sacra opera siamo usciti e Cristobaldo ha continuato a piangere.
Più tardi, alcune persone del luogo mi hanno detto: «Padre, era la nostra arma segreta!».
«E ho fatto bene a distruggerla. A mezzanotte scocca il nuovo anno e non si sa mai che, dopo cinque secoli dall’anno mille, il demonio non tenti di mettere fine al nostro mondo!» ho risposto.
***
Nicholas rimase di sasso. Era per caso un’invenzione? Non ci poteva credere. Quell’Adalberto aveva scoperto un’arma aliena e invece di considerarla come una scoperta stupefacente, l’aveva distrutta da bravo chierico apocalittico quale era.
Ma era la verità? Era tutto vero?
Nicholas continuò a leggere, la testa che gli girava, e poté leggere di eventi realmente accaduti, quindi padre Adalberto, senza saperlo, aveva fatto una scoperta stupefacente. Possibile che nessuno si fosse mai accorto di quella storia? Forse mai nessuno l’aveva letta.
Quella era clipeologia.
Ma lui era un ladro, e decise di restituire il libro prima di perdere la testa del tutto.
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Ciao Kenji, bello il dualismo del racconto, intrigante il contesto. Un lab scorrevole e davvero originale
Grazie Virginia! 🙂
Ciao Kenji, come al solito la combinazione di elementi agli antipodi ha funzionato alla grande 😀
Grazie! Adoro mischiare gli argomenti.
“. Adorava il profumo della vecchia carta, gli ricordava quello di una torta di mele. “
è un’associazione che non avevo mai fatto
Neanch’io!
“Adorava il profumo della vecchia carta, gli ricordava quello di una torta di mele”
❤️
Ecco, adesso voglio andare a cercare l’arma segreta di Quetzalcoatl!
Bravo Kenji, questo racconto è davvero Intrigante!
Ciao Sergio, grazie! Come ho detto su Facebook, l’idea del racconto mi è venuta unendo il mio mood attuale per il Rinascimento al mio interesse per la clipeologia… e così, eccolo qua! 🙂
Ciao Kenji, grazie per aver partecipato al LAB con questo racconto così interessante.
M sono divertito a leggerlo e ho pure imparato una parola nuova.
Alla prossima
“Adorava il profumo della vecchia carta, gli ricordava quello di una torta di mele.”
Questo passaggio mi è piaciuto
Bel paragone
Ti ringrazio, sia per questo che l’altro commento… adesso ho capito cosa intendeva Cristina!
Wow che fantasia! Ci porti sempre in altri mondi… Bravo!
In effetti uno dei miei interessi che non riesco mai ad approfondire bene è la clipeologia… Ti ringrazio, è un piacere leggere il tuo commento! (Che poi l’idea mi è venuta perché ultimamente mi è venuta la passione per il Rinascimento)…
Ognuno ha il suo stile e tu, nel bene e nel male, hai il tuo. Inconfondibile. Ho trovato questo lab scorrevole, mi è piaciuto. Ciao, Kenji !😊
Ciao e grazie! Non sai che fatica imparare a scrivere bene.
Direi che hai imparato più che bene!
L’importante è che abbia imparato quell’abbastanza da poter ottenere qualcosa di dignitoso dal Premio Urania… questo weekend invio un mio romanzetto e spero almeno di arrivare in finale. Cavoli, qualche settimana fa ho compiuto trent’anni e voglio farmi conoscere come scrittore e sfondare dappertutto!
Grazie per quel che dici, ovviamente.
Bello, Kenji. Ho molto apprezzato il cambio di linguaggio, da moderno ad antico, al passo col periodo che hai preso in considerazione. Un’unica domanda: ma tu che torte di mele mangi? 😂 A parte gli scherzi, Lab riuscito! Alla prossima.
Grazie Cristina! Non ho capito bene però lo scherzo. Che c’entra la torta di mele?