Il re

Serie: L'isola dell'Artiglio


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il combattimento è finito e Roberto vuole fare una cosa determinante

«Ora basta!».

L’urlo di Roberto si diffuse di mischia in mischia, percorse ogni angolo del villaggio e tutti, padroni di casa, loro alleati e nemici, si fermarono.

Per un attimo Roberto pensò fosse tutto irrealistico, ma se era per quello pure che sulla superficie della Terra esistessero delle belve preistoriche antropomorfe era molto irreale.

Roberto scacciò quell’idea di surreale, oltre che fosse strano che gli dessero retta.

Ma forse, essendo l’unico uomo che vedevano da tempo, doveva avere un po’ di ascendente.

Dopo aver sospirato, iniziò a dire: «Da secoli queste tre nazioni si combattono, ma io non sono d’accordo con tutto ciò… non sapete che là fuori, oltre il mare, c’è il resto del mondo e l’umanità vive in pace, senza discordie né problemi». Era una menzogna grossa come una casa, ma Roberto sapeva che era l’unico a saperlo: tutte quelle belve pendevano dalle sue labbra. «Dico io, non siete stanchi di combattervi? Se solo vi uniste in un solo regno…».

Luis era astioso. «E chi dovrebbe essere il re a capo di questo regno?».

«Uno smilodonte!».

«No, un arsinoterio come noi!».

«Macché! Uno ienodonte sarebbe meglio».

Roberto scosse la testa. «Non siete d’accordo perché ogni popolo vuole vedere un proprio simile al comando, ma non pensate che potrei… dovrei essere io a guidarvi verso un’epoca di prosperità?».

Le belve si scambiarono delle occhiate e ci fu chi era entusiasta, chi dubbioso, chi contrario – ma queste reazioni erano grosso modo fra tutte e tre le specie, non c’era nessuna nazione che era più entusiasta, più dubbiosa o più contraria delle altre.

Comandante si avvicinò a Roberto. «È una bellissima idea, solo… come puoi convincere tutti quanti? Se non riesci a creare consenso, la guerra scoppierebbe di nuovo».

Roberto annuì, poi tirò fuori la carta che poteva essere risolutiva. «Hai ragione. Adesso vi dico… voi smilodonti dite che l’ultimo uomo che avete visto è stato quattro secoli fa, eppure gli arsinoteri dicono tre secoli fa e gli ienodonti due». Non aveva usato l’aggettivo “uomini”, temeva fosse offensivo. «Invece…».

Pablo disse: «Ma l’ultimo uomo che è passato di qua… è stato quattro secoli fa!».

«No, due!».

«Vi state confondendo: tre!».

Roberto chetò gli animi, attirò l’attenzione generale, ma sapeva che Comandante aveva ragione: sarebbe bastato poco per rovinare quel fragile equilibrio. «Ho la prova che nessuno di voi ha ragione… se non che ad avercela sono io dato che sono un cronista».

Gli scettici lo fischiarono. «Ma vattene, ci stai prendendo in giro!».

«Volete la pace o no?». Roberto diventò rosso per la rabbia.

Da che le belve si combattevano, si riunirono in dei capannelli per parlare e i gruppi erano costituiti non da creature della stessa specie, ma erano molto variegati, ogni gruppo aveva una rappresentanza delle tre specie.

Almeno per una volta sapevano mettersi d’accordo.

Ma per quanto altro tempo quella situazione sarebbe andata avanti?

Alla fine si fecero avanti alcuni ufficiali e uno fra loro, un uomo-arsinoterio che resisteva stoico alle ferite, disse: «Convincici».

«Sono contento di sentirvelo dire. Seguitemi, che vi faccio vedere».

Roberto non badò più alla loro attenzione e andò via, si avventurò nella foresta, e i guerrieri lo seguirono.

Sperò di orientarsi bene, ma dopo alcuni attimi in cui ebbe paura di aver fallito, giunse sulla spiaggia. Là, proprio dove aveva abbandonato lo stivale in gomma.

Roberto prese lo stivale e lo porse ai rappresentanti delle tre nazioni. «Avete il metallo, l’ossidiana… ma la gomma lavorata?».

Rimasero stupiti, ma quella situazione durò pochi attimi perché i più diffidenti si fecero avanti. «E questo cosa significa? Non è abbastanza!».

«Ma guardate l’etichetta, no?». Roberto sperava di non sbagliare. Fosse stato così, le ostilità avrebbero ripreso e lui sarebbe stato la prima vittima di quel nuovo segmento di conflitti.

Controllarono, poi tutti rimasero di sasso. «Qua c’è scritto che è un calzare fatto nel millecinquecento!».

«Esatto». Roberto sorrise, poi si fece restituire lo stivale e lo agitò come se fosse il segno di un miracolo. «Leggete tutti, lo faccio vedere a chiunque voglia! Qui si legge: “1500–12–14”, la data di arrivo dell’uomo. Questa è la prova regina che i miei simili non sono andati via quattro secoli fa, né tre e neppure due, ma cinque secoli, e io sono il primo vero uomo che vi incontra. Se voi vi sbagliate su questa cosa, immaginatevi il resto… Questo basta a che l’Isola diventi un solo regno di pace da me guidato».

Prima alcuni, poi la maggior parte e dopo tutti si prostrarono ai suoi piedi. «Il re, il re, il nostro re!».

«Bene, bene». Roberto era contento, aveva portato la pace dopo averli manipolati, e chi l’avrebbe mai detto che tante vite si sarebbero salvate grazie a uno stivale in gomma made in China? Che poi, nessuno aveva pensato che era una cosa irrealistica perché in tutti quei secoli, fosse stato veramente antico, si sarebbe deteriorato. Ma non conoscevano la gomma lavorata, perciò era stato semplice raggirarli.

«Cosa farai, per prima cosa?» gli si rivolse Comandante, che era in prima fila davanti a tutti.

«Oh, ma è semplice, darò un nome a quest’Isola così che tutti si sentano appartenere a una sola nazione, a un solo regno». Aveva ormai rinunciato all’idea di tornare nel suo mondo: perché farlo se sull’Isola poteva essere un re?

«E sarebbe?».

«L’isola dell’Artiglio».

Era arrivata la pace.

Serie: L'isola dell'Artiglio


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Finalmente regna la pace, spero che Roberto sia all’altezza del suo compito e, soprattutto, che non arrivino altri naufraghi a complicare le cose (magari a sbugiardarlo per lo stivale). Mi sono divertita tantissimo a leggere questa serie 😀

  2. onestamente, non mi aspettavo un finale simile – anche perché non mi aspettavo che il protagonista volesse/potesse manipolare qualcuno, dato le buone intenzioni. però devo dire che è stata comunque un’ottima soluzione!
    bella serie, complimenti!