
IL RITORNO.
Ben tornato, figlio mio.
È bello essere di nuovo qui, padre.
Hai portato ad adempimento ciò che ti avevo chiesto sino in fondo.
Sì, padre.
I benefici dell’aver concluso con successo la tua missione saranno vitali e permanenti.
Servirti fedelmente è un onore per me e contribuire a realizzare il tuo volere, un privilegio.
Figlio mio, quando eri nella prova e nella sofferenza, davvero hai pensato che ti avessi abbandonato?
Negli ultimi istanti, ho provato una sensazione insolita, per la prima volta mi sono sentito solo.
Infatti, lo eri. In quei momenti effettivamente eri solo. Era necessario che la tua integrità fosse provata fino alla fine e in qualsiasi circostanza, anche la più estrema. È per questo motivo che, seppur a malincuore e per poco tempo, ti ho abbandonato.
Capisco, padre.
Figlio caro, ora riposa poiché non tutto è compiuto. Altro lavoro ci aspetta, nuove prove e sfide dovrai affrontare.
Sono pronto a fare tutto ciò che servirà.
La tua fedeltà merita una ricompensa.
Padre.
Tu sai che solo io conosco quando sarà il giorno, il giorno in cui tutto sarà riportato in armonia, come prima.
Sì, solo tu conosci quando sarà, come è giusto che sia.
Ebbene, è tempo che anche tu conosca quando quel giorno sarà.
Quel giorno cambierà la storia, la verità diverrà realtà, la fine e il principio coincideranno.
Sei, dunque, pronto ad assumerti questa nuova e gravosa responsabilità, a conoscere quando sarà il giorno?
Sono pronto.
Il giorno sarà … quando ne avrò voglia.
Come?
O forse mai.
Tu?
Sì, sì, penso mai, proprio mai.
Dov’è mio padre?
Stai calmo.
Dov’è mio padre? Dove sono gli altri?
Ah! Ti vedo un po’ sconvolto. Sai, mentre tu facevi l’eroe, qui le cose sono cambiate.
Ti ho detto di dirmi dov’è mio padre!
Sono radicalmente cambiate, direi, ma non ti preoccupare eccessivamente, per il momento almeno tu mi servi vivo.
Come hai fatto? Come hai fatto?
Mai sottovalutare l’avversario.
Tu non ti rendi conto di cosa comporta tutto questo.
Al contrario, perfettamente. Scusami per questo piccolo scherzo che ti ho fatto, ma, tu lo sai, ho sempre amato burlarmi degli altri, soprattutto di voi.
Perchè?
Ora ti devo lasciare, ho fretta, mi aspettano molte attività impegnative. Cambiare il corso della storia è divertente, ma richiede molto lavoro. Non vorrei proprio essere nei panni di quegli insulsi esseri a cui voi inspiegabilmente tenevate tanto.
Non è possibile.
Sono spiacente, ma nel posto dove ti porteranno dovrai aspettare per un bel po’di tempo. Se vuoi ti faccio portare dei pezzi di legno, così non ti annoi.
Cosa hai fatto? Come hai fatto?
Te l’ho detto, mai sottovalutare l’avversario, mai.
Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Un bel dialogo, con un bel mix di mistero e adrenalina.
E poi è così evocativo: mi è venuta in mente un immagine di due che parlano sopra alla torre di un antico castello, al tramonto, dopo chissà quale misfatto e prima di chissà quale azione…
è davvero bello quando leggendo si provano emozioni tali da far volare pure la fantasia del lettore!
Grazie marco, lieto di avere suscitato il tuo interesse. Ti sconvolgo se ti rivelo che quando l’ho scritto avevo in mente Gesù cristo e satana come personaggi di questo brano?
Ciao grazie ancora