Il sangue e la neve

Serie: Cronache del mondo di fuori


L’uomo cammina lentamente, un passo segue l’altro in un trascinarsi stanco, vuoto. C’è silenzio nel mondo di fuori ed è il silenzio più rumoroso che abbia mai sentito; mille e più voci, gridano, sbraitano, urlano, fanno sanguinare i timpani.

«Smettetela, maledizione. Basta!»

Eppure non c’è nessuno oltre a lui, nessuno ad accompagnare il suo ingresso nel regno dei morti. Nessuno che grida, nessuno che sbraita e nessuno che urla: è solo.

«Lasciatemi in pace, abbiate pietà!»

Lentamente, l’equilibrio viene a mancare ed è un tuffo in un gelido abbraccio. Affonda nella neve che zittisce ogni rumore, ogni silenzio. Alzati! Sii uomo. Ma alzarsi comporta fatica e la realtà si fa vacua, fumosa; le gambe tremano e la promessa del sonno troppo allettante.

”Non farti illusioni. Non ti lascerò scappare, dovessi restare solo.”

Era stato lui a pronunciare quelle sciocche parole?

Poche gocce di sangue fuoriescono dal suo collo, affondano nella neve; il bianco e il rosso, candido e feroce, si incontrano e fanno l’amore.

Si domanda quanto ancora debba soffrire, quanto ancora debba aspettare prima che il Creatore si decida ad aprire i neri cancelli dell’Aldilà.

La sua sarà una lunga, lunghissima attesa. Diverrà parte della bestia, dell’eterna serpe purpurea.

«Perché mi fate questo?!»

Avevi detto che mi avresti vendicata, perché stai scappando papà?

«Ho fatto quello che potevo.»

Mi ha fatto male, papà. Molto male!

«Perdonami.»

Mi ha fatto male e tu non c’eri.

«Perdonami, piccola! Sono debole e ho paura.»

Io non ho paura, non più. Non sono sola.

Non temere, lei non è sola. Siamo in molti nel ventre della bestia e non ci annoiamo mai.

Zitti, zitti, zitti!

Col calare delle tenebre tutto tace, fuori e dentro la sua testa. Gli sembra di scorgere una sagoma in lontananza: il serpente attende sul varco.

La morte, la perdizione, il vuoto che inesorabile lo stava attirando a sé, tutto scivola via nell’assordante silenzio del nulla. L’uomo si addormenta e la neve è la sua fredda coperta.

Serie: Cronache del mondo di fuori


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Discussioni

  1. Un’altra bella scheggia di oscurità, impreziosita dalle immagini vivide che riesci a evocare con le tue descrizioni. Il contrasto del sangue sulla neve è molto potente e arriva subito al lettore.

    1. Ripeto Alessandro, sei troppo gentile. Questa serie, la prima che scrissi per EO, nacque dal desiderio di riportare la figura del vampiro a una dimensione meno “Romance”. Più viscerale.

  2. Bella la conclusione con il passo “La morte, la perdizione, il vuoto che inesorabile lo stava attirando a sé, tutto scivola via nell’assordante silenzio del nulla.”. Non mi resta che proseguire e vedere cosa mi riserva il finale! 🙂