Il segreto
Serie: Primavera a Ginevra
- Episodio 1: Incontro fortuito
- Episodio 2: Il segreto
- Episodio 3: L’Epilogo
STAGIONE 1
Riassunto della puntata precedente: Faisal e Maryam, ex fidanzati, si ritrovano dopo sette anni in un parco pubblico di Ginevra, famoso soprattutto per i suoi ciliegi. Nel vederla lui è sorpreso. Convinto che Maryam si sia rifiutata di firmare un contratto prematrimoniale e sia poi sparita perché amava solo i suoi soldi e non lui, Faisal glielo rinfaccia. La risposta di lei, circa il fatto che invece fosse una facenda di vita o di morte, lo lascia al contempo molto sorpreso ed incredulo, chiedendole cosa intendesse dire e lei gli rusponde:
«Tu sei sempre stato intoccabile. La tua famiglia era ricca, influente e legata ai vertici del ministero e del potere religioso. Per te le leggi e i tribunali erano uno scudo, per me erano una ghigliottina. Io sono cattolica, Faisal. E facevo parte di una comunità cristiana clandestina, una chiesa che si riuniva in segreto nelle case. Accoglievamo i musulmani che volevano convertirsi, li proteggevamo. Sai cosa faceva la legge dello Stato a chi veniva accusato di proselitismo e apostasia? C’era una sola condanna: la decapitazione. La spada.»
Faisal scosse la testa e si allontanò di qualche centimetro sulla panchina. Sul viso gli comparve una smorfia, l’ultimo tentativo del suo orgoglio di rifiutare una simile assurdità .
«Una chiesa clandestina? La pena di morte?», disse, e la voce gli si spezzò in gola. «Cosa stai dicendo, Maryam? Ti stai inventando una storia adesso per giustificare il fatto che te ne sei andata? Che sei scappata via?»
Stava per aggiungere altro ma le parole gli morirono in bocca quando guardò gli occhi di lei. Non c’era sfida in quel volto, non c’era l’ansia di chi sta recitando una parte per difendersi. C’era solo la calma piatta di chi ha guardato in faccia la fine. In quel momento, la corazza che Faisal si era costruito in sette anni andò in pezzi.
«Sì, lo so che la polizia religiosa era paranoica e repressiva», sussurrò Faisal, e stavolta la voce gli tremava visibilmente. La rabbia stava lasciando il posto a un vuoto d’aria nello stomaco. «Ma questo cosa c’entra con noi? Con il nostro matrimonio? Io ti amavo!»
«Per la mia fede cattolica, il matrimonio è un sacramento eterno, indivisibile davanti a Dio. Mettere per iscritto le condizioni di un eventuale divorzio, accettarlo anche solo come ipotesi in un contratto aziendale, per la mia anima è un peccato gravissimo. Non potevo firmare quelle carte, Faisal. Nemmeno se fossimo rimasti insieme per sempre. Ma come potevo spiegartelo senza tradirmi? Eravamo fidanzati da un anno, sì, ma tu facevi parte di quel sistema, eri cresciuto con la mentalità dei dominatori. Io vivevo nel terrore. Se avessimo litigato? Se tu, per rabbia o per leggerezza, ti fossi confidato con qualcuno dei tuoi amici potenti? Un solo sussurro durante una cena di lavoro di tuo padre, e la mia vita sarebbe finita. Non potevo affidare la sopravvivenza dei miei genitori alla speranza che tu non parlassi mai, nemmeno per errore o per ripicca dopo una rottura. Ero in trappola: non potevo firmare per non dannare la mia anima, e non potevo dirti il perché per non finire sotto la spada. Così ho scelto il silenzio. Ho preferito che mi credessi avida, e sono fuggita. Ho scelto di vivere.»
Serie: Primavera a Ginevra
- Episodio 1: Incontro fortuito
- Episodio 2: Il segreto
- Episodio 3: L’Epilogo
Un dialogo intenso che riesce a parlare di amore, fede e paura senza perdere credibilità . Mi è piaciuto come, dietro un’apparente storia sentimentale, emerga poco a poco un conflitto molto più grande e drammatico. Il confronto tra i due tiene alta la tensione fino alla fine.
Un racconto interessante, originale e al contempo attuale, per le tematiche religiose contenute. Mi dà la sensazione di una storia vera o ispirata da una triste vicenda accaduta.
Vera in sè non lo è ma sai che è verosimile al 100%?Chissà quante volte nella storia eventi simili sono accaduti… non saranno mai al 100% esattamente come li ho immaginati io ma non è questo che conta. Di certo le persecuzioni dei cristiani accadono ancora adesso in cete parti del mondo ed è vero che in Arabia Saudita si rischia la morte per proselitismo (cioè non rischi in quanto cristiano, rischi se ti beccano a cercare di convertire). Comunque nell’Afrtica Sub-sahariana, in particolare in Nigeria, sono recenti le notizie riguardo a massacro di cristiani (lì non per prosxelitismo, cioè cercare di convetire, lì siamo massacrati proprio in quanto cristiani e basta!). Stai in zona per la terza ed ultima parte che pubblicherò domani o dopodomani. sempre felice che gradiate….
hai elaborato egregiamente il divario culturale tra loro, sono felice che alla fine abbiano chiarito gli antichi rancori aprendo il cuore al perdono e all’accettazione dell’altro
Non ancora finito, fo9rse lo credi quindi è meglio chiariire subito l’equivoco. Avrei potuto finirlo in due partti, è vero (ha 1249 parole, quindi ce l’avrei fatta), ma così facendo avrei perso quello che credevo esere l’effetto Clifanger qui (simile a quello della prima parte). Ora però mi hai messo il grosso dubbio: Se tu l’hhai percepito come finito… allora solo io ci vedo un effetto Cliffanger qui?
No, tranquilla si percepisce che il confronto continua, ho apprezzato il fatto che entrambi stiano finalmente raccontando i loro veri sentimenti. Cosa che invece hanno taciuto durante la rottura. Volevo esprimere questo concetto