
Il serial killer del Cretaceo
Si era svegliato male.
Tanti incubi, tanti risvegli e poi di nuovo il sonno.
Non ce la faceva più.
Andò a caccia. La saliva gli colava dalla mascella, non voleva mangiare, voleva sangue e morte.
Li avrebbe ottenuti.
Vide un dilophosauro. Lo assalì e lo sgozzò con le proprie zanne, come voleva lui. Ne assaggiò il sangue, ma non era abbastanza.
Gli altri dilophosauri erano fuggiti nel panico, li inseguì.
Forte delle zampe muscolose li raggiunse e ne fece strage: chiuse e richiuse la mandibola sui corpi degli erbivori che lanciavano gemiti come se fossero vittime sacrificali.
Erano vittime sacrificali.
Fece un massacro: ne aveva uccisi almeno una mezza dozzina, ma per lui era troppo poco. Schioccò i denti e si preparò a un nuovo assalto. In lontananza, sulla riva di un lago, un branco di diplodochi si stavano abbeverando.
«Hai sentito cos’ha fatto il nostro… “amico” Ragragr?».
«No. Cos’ha fatto?».
«È impazzito. Ha iniziato a uccidere per il gusto di uccidere… E sai che cosa vuol dire?».
«A esser sincero… no».
«Che così può rovinarci la selvaggina, non ci pensi? Se provoca questi massacri, come potremo continuare a cacciare!».
«Penso che tu abbia ragione, Argar. Ma cosa proponi?».
«Aspetta un momento, ora arrivano gli altri, ne parliamo».
Quando Argar ottenne l’attenzione generale, disse: «Ho avuto un’idea: dobbiamo allearci per neutralizzare Ragragr».
«Ottima idea. Ma come faremo?» protestò uno degli astanti.
«Seguitemi».
Tutti i tirannosauri lo seguirono, si insinuarono nella giungla stando sulle tracce di Ragragr. Ad Argar non interessava perché fosse diventato folle, bastava soltanto che lo eliminassero.
Lo sorpresero che stava provocando un’altra strage.
Argar si fece avanti: «Fermo!».
Ragragr schioccò le zanne, lo derise. «Cosa pretendi da me?».
«Fermo, ho detto. Non ti rendi conto che stai provocando tanti problemi…».
«Non mi interessa». Li guardò con malvagità. «Adesso andatevene, non mi interessa parlare con voi».
«E allora vuoi proprio sfidarci». Digrignò i denti, lo assalì.
Scoppiò un corpo a corpo con zampate e morsi, Argar stava per soccombere, gli altri stavano a guardare, troppo vigliacchi per intervenire, ma arrivò un dilophosauro che diede una testata a Ragragr.
Inciampò e Argar lo morse alla gola, straziandogliela.
Era tutto finito.
Il dilophosauro era scappato per la paura, ma Argar gli ruggì dietro: «Grazie».
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Wow, tirannosauro serial killer. Bravo Kenji.
Grazie 🙂 Adesso leggo i tuoi librick
Morale della favola: non c’è pace senza giustizia.
No justice, no peace! Grazie del commento