Il serpente
Serie: L'incubo
- Episodio 1: Festa di compleanno
- Episodio 2: La Viking Sally
- Episodio 3: Akseli
- Episodio 4: Casa
- Episodio 5: L’angelo
- Episodio 6: Jenni
- Episodio 7: L’incontro
- Episodio 8: Il pavimento della scuola
- Episodio 9: Tentata fuga
- Episodio 10: Il serpente
STAGIONE 1
Rimasto nuovamente solo con la madre, Akseli preparò la cena: petto di pollo e verdure in padella. Aila, seduta a tavola di fronte a lui, osservava il piatto senza mangiare. I suoi occhi erano fissi nel vuoto e la sua espressione era la più triste che lui avesse mai visto.
Si sentì stringere il cuore al pensiero che parte di quella tristezza fosse stata causata proprio da lui che, invece, avrebbe voluto aiutarla. Era uno schema che si ripeteva spesso nella sua vita: agiva impulsivamente con le migliori intenzioni, ma finiva sempre per peggiorare le cose.
«Mamma, devi mangiare.»
Lei lo guardò, come risvegliandosi da un sogno. Afferrò la forchetta e portò alla bocca un pezzo di pollo, ma dopo pochi minuti tornò a fissare il vuoto.
Dove sei? si domandò lui, provando a immaginare il luogo che imprigionava la mente di sua madre.
Sei schiava di un ricordo? O questa orribile malattia te li ha portati via tutti? Dove ti trovi adesso?
Dopo cena, Akseli accese il televisore nella camera accanto, poi tornò in cucina a lavare i piatti. Aila rimase come ipnotizzata davanti al programma in cui un prete, ogni sera, commentava alcuni passi della Bibbia. Se ne stava seduta sul divano ascoltando attentamente le sue parole e spesso rispondeva, come se stesse parlando con lei. La parte che preferiva era quella in cui partiva la musica: in quei momenti lei si sentiva in paradiso.
Ma la serenità non durava mai a lungo.
Akseli si voltò e vide sua madre nuovamente in preda all’agitazione; si era alzata dal divano e stava andando verso la porta.
«Mamma, dove vai?»
«Devo andare a casa, i bambini non hanno ancora mangiato.»
Lui si asciugò in fretta le mani e corse a fermarla per impedirle di uscire.
Lei cercò di divincolarsi, così Akseli la afferrò con più forza e la trascinò verso il divano. La costrinse a sedersi e non riuscì più a trattenere la rabbia: «Cazzo, mamma! Non ci sono bambini, non devi andare da nessuna parte. Rimani seduta qui, almeno per dieci minuti!».
Quando vide i suoi occhi riempirsi di lacrime, si accorse di aver alzato troppo la voce e di essere stato duro con lei, ma quella situazione stava diventando insostenibile. Forse Kirsi aveva ragione, dopotutto. L’avrebbe chiamata l’indomani per decidere il da farsi.
Sforzandosi di mantenere il controllo, accompagnò Aila in camera da letto; la baciò su una guancia e le augurò la buonanotte. Mimi saltò sul letto e, stiracchiandosi, posò le zampe anteriori sulle sue gambe. Lei lasciò che le salisse in grembo e iniziò ad accarezzarla: questo bastò a farle dimenticare la storia dei bambini che non avevano ancora mangiato.
Anche Akseli si preparò per la notte; prima di mettersi a letto, prese tra le mani la foto di suo figlio che teneva sul comodino. Adesso avresti tredici anni, pensò.
Ma, per quanto si sforzasse, non riusciva a immaginare Onni se non all’età di due anni. Improvvisamente si sentì travolgere da una nostalgia lancinante e desiderò ardentemente un contatto con lui. Si guardò intorno e, proprio sul punto di pronunciare il suo nome, rinunciò.
Si mise sotto le coperte e spense la luce.
Stava quasi per addormentarsi, quando sentì bisbigliare in corridoio.
No, ti prego, non di nuovo.
Si coprì il viso con la trapunta, sperando che Aila tornasse a letto spontaneamente, ma non fu così. Si alzò e andò a vedere.
La trovò in piedi, a parlare animatamente, come se stesse discutendo con qualcuno; Mimi era lì accanto e sembrava interessata anche lei alla bizzarra conversazione.
«Mamma, che fai? Vai a letto.»
Lei si voltò sorridendo, imbarazzata per l’interruzione: «Stiamo parlando».
«Ma con chi?»
«Lui», rispose indicando davanti a sé, «mi stava dicendo di stare attenti».
«“Stare attenti” a cosa?»
Aila si fece seria e quasi irritata. Lo guardò negli occhi e disse: «Ai serpenti!»
«Non ci sono serpenti qui, puoi stare tranquilla. Dai, torniamo a letto adesso.»
E la riaccompagnò in camera.
Quando anche lui tornò a letto, il sonno era totalmente svanito. Si rigirò per più di mezz’ora: a destra no perché avvertiva una fastidiosa pressione al ginocchio; a sinistra nemmeno, a causa del braccio intorpidito. Poi iniziò a prudergli la schiena e dopo averla grattata, il prurito si spostò al gomito destro, poi all’orecchio, infine a entrambe le caviglie.
Poi, finalmente, il miracolo: la posizione perfetta. Nessun prurito, nessun dolore, niente che gli impedisse di dormire. Chiuse gli occhi, sospirò e si lasciò andare.
Nel momento esatto in cui passò dalla veglia al sonno, sentì strisciare qualcosa sulle sue gambe. Spalancò gli occhi, sperando che si trattasse di un incubo, ma la sensazione non svanì; anzi sentì il peso e la consistenza di un serpente che dalle gambe stava salendo verso l’inguine. Dopo un primo istante di terrore che lo immobilizzò, reagì lanciando un urlo; poi afferrò un angolo della trapunta e scoprì il suo corpo, temendo di vedere ciò che finora aveva solo percepito.
Con il cuore che gli esplodeva nel petto, accese la luce e si rese conto che non c’era niente. Si alzò per controllare meglio: osservò ogni centimetro del letto, ma nessuna traccia di serpenti.
Un incubo. Orribilmente realistico, ma pur sempre un incubo.
Tornò sotto le coperte, ma stavolta lasciò la luce accesa. Solo così riuscì a prendere sonno.
L’indomani mattina, si alzò frastornato; andò in bagno e controllò i messaggi. Aila dormiva ancora.
Scese le scale, arrivò in cucina e rimase immobile a fissare la scena che gli si presentò davanti: un serpente morto, disteso sul tavolo, e Mimi, con il muso sporco di sangue, seduta dietro la carcassa, orgogliosa del regalo che stava offrendo al suo padrone.
«Miao.»
Serie: L'incubo
- Episodio 1: Festa di compleanno
- Episodio 2: La Viking Sally
- Episodio 3: Akseli
- Episodio 4: Casa
- Episodio 5: L’angelo
- Episodio 6: Jenni
- Episodio 7: L’incontro
- Episodio 8: Il pavimento della scuola
- Episodio 9: Tentata fuga
- Episodio 10: Il serpente
Colpisce per come intreccia quotidiano e inquietudine: la fatica del prendersi cura scivola piano nell’angoscia, e il finale con il serpente rende fisico ciò che fino a un attimo prima sembrava solo mentale. Una tensione sottile, tenuta bene fino all’ultima riga.
Brividi. Sei riuscita a farmi immaginare la scena e sentire il dolore di Akseli, il senso di colpa per aver alzato la voce. Brava!
Ciao Arianna, a parte la tenerezza e un vortice di emozioni che mi trasmette questa storia, sono curiosa di scoprire qual mistero di nascosto dietro le vicende di Aula e Akseli. Aspetto con ansia il prossimo episodio 👏👏
Grazie mille ❤️
“Sei schiava di un ricordo? O questa orribile malattia te li ha portati via tutti? Dove ti trovi adesso?”
❤️ ❤️ ❤️
❤️
Forse la malattia apriva ad Aila le porte di altre dimensioni. Mi sono rivista in Akseli quando hai descritto la sua ricerca della posizione giusta per dormire: mancava solo il serpente! 🙄 Bravissima, Arianna!❤️👏👏
Ciao Concetta, grazie ❤️
Ciao Arianna, un episodio molto intenso. Mi ha colpito questo passaggio: “Dove sei? si domandò lui, provando a immaginare il luogo che imprigionava la mente di sua madre. Sei schiava di un ricordo? O questa orribile malattia te li ha portati via tutti? Dove ti trovi adesso?” È una riflessione profonda e sensata, un cercare di vedere la malattia dall’interno. La scelta della parole è molto precisa.
Molto credibili anche i passaggi successivi, dove Akseli è combattuto tra l’esasperazione che lo portano ad essere brusco con la madre, il senso di colpa e i dubbi.
Un altro passaggio che ho apprezzato molto è come descrivi il modo in cui Akseli non riesce a prendere sonno, tutte le sensazioni fisiche che trasmetti.
L’ultima parte è incredibile; dall’impressione di Akseli di avere davvero un serpente nel letto alla scoperta in cucina, ancora più stupefacente e angosciante.
Si capisce che questo episodio mi è piaciuto moltissimo? 😉 Tantissimi complimenti!
Mi fa davvero tanto piacere, grazie mille ❤️
Ciao Arianna. che episodio da brividi! Fino all’ultimo sono stata convinta si trattasse di suggestione, che in qualche modo le “visioni” di Aila avessero contagiato Akseli, e alla fine un serpente è spuntato davvero. Molto brava nel mescolare realtà e suggestione!
Ciao Irene, grazie ❤️
“Era uno schema che si ripeteva spesso nella sua vita: agiva impulsivamente con le migliori intenzioni, ma finiva sempre per peggiorare le cose.”
quanto lo capisco…capita sempre anche a me 😅
😅❤️
Racconto estremamente affascinante in quanto introduce archetipi ricorrenti, quali la rilettura della malattia cerebrale come spostamento della mente in una dimensione limbica ignota ed i gatti come guardiani spirituali.
Bravissima Arianna
Ciao Gabriele, grazie mille 🙂
Grazie a te Arianna