
Il sesto senso
Serie: Nascondino
- Episodio 1: La scuola è finita…
- Episodio 2: Nessuna “Tana libera tutti”!
- Episodio 3: Una nuova alba
- Episodio 4: Un gioco senza fine
- Episodio 5: La paura
- Episodio 6: Un passo più vicini
- Episodio 7: Il sesto senso
STAGIONE 1
I quattro bambini sembravano essere ancora più piccoli di fronte al maresciallo Costa.
Si guardavano cercando di farsi forza l’uno con l’altro, ma soprattutto nessuno di loro riusciva a trovare il coraggio per parlare. Ivan e Roberta riponevano le loro speranze su Nico e Filippo, d’altronde era Nico che aveva sempre avuto la certezza che dentro quella catapecchia ci fosse qualcosa, ma era Filippo quello più bravo con i discorsi, soprattutto se si trattava di adulti.
Nico aveva consegnato il volantino appartenuto a Cosimo guardando il maresciallo dritto negli occhi. Ma non aveva previsto che il vocione dell’uomo di fronte a sé gli avrebbe fatto tremare anche la cassa toracica. Il problema, adesso, era ammettere che avevano disubbidito agli ordini che gli erano stati impartiti.
Da quando aveva chiesto loro dove lo avevano trovato era piombato il silenzio, il ronzio del ventilatore e il respiro in crescendo erano gli unici suoni.
L’uomo fissava ognuno di loro per qualche secondo prima di passare al successivo.
Si schiarì la gola. «Allora volete darmi una risposta?»
Nico prese un respiro e aprì bocca per far uscire una manciata di parole, ma Filippo lo interruppe.
«Siamo stati in quella casa, signor maresciallo. Voi non ci avete voluto dar retta e il nostro sesto senso aveva ragione.» Guardò l’uomo per osservarne la reazione. «Questo volantino era di Cosimo, di sicuro lo ha perso lui. Lo portava sempre con sé perché voleva chiedere ai suoi genitori di regalargli un biglietto come regalo di compleanno.»
«Ragazzi, capisco che siate preoccupati per il vostro amico, ma dovete lasciarci fare il nostro lavoro. Capite che così facendo complicate la situazione. Adesso come facciamo a collocare questo volantino senza rischiare di farvi denunciare per violazione di proprietà privata?»
Nico sbuffò e colpì il pavimento con un piede. «Ma se quella casa non viene aperta da anni, e poi noi non abbiamo rotto niente. Non è colpa nostra se i proprietari hanno lasciato la finestra aperta!»
Il maresciallo Costa si asciugò il sudore e si massaggiò la fronte.
«Facciamo così. Rimettete il volantino dove lo avete trovato e più tardi, appena arriva il nipote del proprietario della casa, noi ci faremo un giretto all’interno e lo prenderemo. Così vi chiamerò e mi direte che era di Cosimo. Va bene?»
I quattro ragazzi annuirono alzandosi dalle due sedie su cui erano seduti in coppia lasciando il maresciallo da solo. La giornata era iniziata già male, i Ferretti erano scomparsi, La torre si era perso nel tentativo di ritrovarli e l’ultima cosa che ci voleva era coinvolgere dei ragazzini che cercavano di fare gli investigatori da soli.
La signora Ferretti era ancora sconvolta per il comportamento di suo marito. Lui era un uomo rispettabile, un avvocato, e non aprire alle forze dell’ordine non era un comportamento che avrebbe tenuto se fosse stato lucido. Stringeva la foto di Cosimo mentre fissava il telefono aspettandosi, come ogni istante degli ultimi giorni, una chiamata che tardava ad arrivare.
Dopo che il carabiniere era andato via, suo marito l’aveva abbracciata e le aveva supplicato di avere fiducia in lui, che avrebbe riportato suo figlio a casa. Ma non aveva fatto in tempo ad aprire la bocca per fare tutte le milioni di domande che aveva in testa che il signor Ferretti aveva aperto la porta ed era sparito lasciandola da sola. Non le rimaneva che aspettare e pregare.
«Nico sei sicuro che ricordi con estrema precisione dove hai trovato il volantino di Cosimo?» Ivan faticava a tenere il passo del suo amico.
Nico alzò le mani al cielo sbuffando. «Certo che me lo ricordo!»
«Inutile che sbuffi, ci vuole solo che mi denunciano, poi mi madre mi manda davvero in collegio.» Roberta continuava a mangiarsi le unghie.
Filippo era al fianco di Nico. «Stavolta vengo con te, non puoi andarci da solo. Adesso sappiamo con certezza che Cosimo è stato lì. Quindi è escluso che tu ci vada senza nessuno a farti da spalla.»
«Va bene. L’importante è che vi muovete. Non vorrei che il tizio torni proprio adesso e ci becca dentro casa sua.» Si bloccò di colpo e si girò verso i suoi amici. «E se lui è coinvolto nel rapimento di Cosimo e fa sparire il volantino? È l’unica traccia che abbiamo. Nond eve sparire, altrimenti non avranno niente per trovarlo.»
«Il maresciallo Costa lo sa. Ed è stato lui a dirci di rimetterlo a posto. Se dovesse sparire, lui in qualche modo risolverà.» Filippo scrollò le spalle e si mise in ginocchio per stringere i lacci delle scarpe. «Andiamo Nico.»
Nonostante la giornata fosse ancora luminosa, il mattino aveva lasciato posto al pomeriggio e la signora Ferretti aveva assunto un colorito ancora più cadaverico. La casa era vuota e silenziosa e passeggiava dallo studio del marito alla stanza di Cosimo, per accertarsi che fosse vuota, esattamente come l’ultima volta che aveva controllato. Sulla sua scrivania c’erano gli spartiti dell’ultima lezione di pianoforte, il maestro gli stava dando molto da fare, ma quando era da solo con loro riempiva Cosimo di complimenti per la sua ostinazione a non mollare mai.
Il campanello la fece sobbalzare mentre sfogliava le pagine con le pagine con le annotazione scritte a matita da suo figlio.
Si apprestò ad aprire perché suo marito nella fretta di uscire aveva dimenticato le chiavi di casa.
Ma la figura sull’uscio della porta non era quella che si aspettava. La torre che aveva ancora il dito premuto sul pulsante.
«Buonasera signora Ferretti, c’è suo marito in casa?»
«No, è uscito. Dovrebbe tornare fra poco. Ci sono novità?»
L’uomo scosse la testa abbassando lo sguardo. «Dovreste recarvi in caserma, appena rientra suo marito venite, il maresciallo Costa deve parlarvi.»
La signora Ferretti annuì senza proferire parola salutando il carabiniere con un gesto della mano.
Nico e Filippo avevano lasciato il volantino dove era stato trovato e si erano precipitati fuori in pochi minuti. Ivan e Roberta li avevano aiutati a uscire e insieme si erano allontanati da quella casa che, adesso, gli creava molta angoscia, prima era solo un’altra casa vuota di Mortella che ignoravano. Ma non l’avrebbero dimenticata mai più.
«Spero solo che lo trovino al più presto possibile.» Roberta piagnucolò la solita frase per spezzare il silenzio.
I tre ragazzi la affiancarono stringendosi gli uni agli altri per darsi conforto, perché pensavano tutti la stessa cosa.
«Maresciallo, maresciallo!» La torre irruppe nell’ufficio di Costa. «La signora Ferretti era a casa, gli ho comunicato di venire qui, ma…»
«Ma cosa?» lo interruppe brusco il maresciallo.
«L’avvocato non c’era.»
«E dove era andato?»
La torre fissò la figura del papa dietro la sedia. «Non lo so, non ho chiesto. Ho solo riferito il suo comando.»
Il maresciallo colpì il tavolo con la sua mano facendo svolazzare diversi fogli.
«Hai sbagliato mestiere!» urlò. «Gli avevo detto di non muoversi di casa e lui non solo se ne va dove cavolo gli pare, ma tu neanche chiedi dove diavolo si è cacciato!»
«Mi scusi maresciallo, ma…» ingoiò la saliva e lo guardò di nuovo in faccia. «Non potevo chiedere dove l’avvocato Ferretti!»
«E sentiamo, perché?»
«Perché lui è un uomo molto riservato e rispettato.» La torre concluse l’ultima sillaba a fatica. Il viso del maresciallo era paonazzo. Si alzò in piedi puntandogli un dito contro.
«Tu eri tenuto a chiedere. Perché ci sono indagini in corso e stiamo cercando di trovare suo figlio, ti ricordi?» Si girò dandogli le spalle e riprese a parlare. «Più che un uomo rispettato, in questo paese, viene trattato come il papa!»
La torre si fece il segno della croce e si congedò dal suo superiore.
«La torre!» urlò di nuovo Costa.
«Sì maresciallo?» rispose con un filo di voce.
«Vai ad accertarti che il nipote del proprietario di quella casa sia arrivato.»
«Ai suoi ordini, maresciallo.» Il carabiniere con la testa china sparì dalla vista del maresciallo.
Serie: Nascondino
- Episodio 1: La scuola è finita…
- Episodio 2: Nessuna “Tana libera tutti”!
- Episodio 3: Una nuova alba
- Episodio 4: Un gioco senza fine
- Episodio 5: La paura
- Episodio 6: Un passo più vicini
- Episodio 7: Il sesto senso
Hai reso bene le dinamiche del piccolo paese, quello dove ci si conosce tutti per nome: un tempo i punti di riferimento erano il sindaco, il parroco e il dottore: onorati come papi, al di sopra di tutto e tutti. Sono contenta che tu abbia ripreso la serie, sono davvero curiosa di scoprire cosa è accaduto a Cosimo.
Grazie Micol, sono contenta che hai colto perfettamente ciò che volevo raccontare. Spero anche io di proseguire presto con la storia!
Questa storia mette a disposizione uno storytelling accattivante e cinematografico, tuttavia, pur leggendolo con una certa scorrevolezza, ho fatto fatica a vedere il nucleo della storia, il tema, quello che davvero vuoi narrare
Ciao David mi fa davvero piacere leggere le tue parole. Mi dispiace che non sia tanto chiaro, in realtà il fulcro della storia è il rapimento di Cosimo visto, soprattutto, dal punto di vista dei suoi amici. Ho cercato di ricreare l’ambientazione di un piccolo paese dove una famiglia benestante viene vista meglio di un “semplice” maresciallo di carabinieri.
Spero che andando avanti con gli episodi riesca a delineare meglio la storia!