Il sogno di Marta
Serie: L'eredità di Giacomo
- Episodio 1: La casa in valle
- Episodio 2: Solo una leggera inquietudine
- Episodio 3: Trasformazioni
- Episodio 4: Non si viaggia mai col fumo in tasca
- Episodio 5: Tasselli al loro posto
- Episodio 6: Il desiderio di sognare
- Episodio 7: Lettera dall’aldilà
- Episodio 8: Bel pippone ti sei tirato
- Episodio 9: Gita nell’aldilà
- Episodio 10: Sbucciare le patate per guadagnarsi il pasto
- Episodio 1: Quattro chiacchiere col morto
- Episodio 2: La vita, il bello e il bene
- Episodio 3: Modulo Umano Standard
- Episodio 4: L’intrusione
- Episodio 5: Capire il passato per vivere il futuro
- Episodio 6: Rimpianti, domande e speranze
- Episodio 7: Tutti abbiamo qualcosa da farci perdonare
- Episodio 8: Ceres? Come la birra?
- Episodio 9: Condanna all’oblio
- Episodio 10: Il macigno di Piero
- Episodio 1: Spiragli
- Episodio 2: Le anime non hanno sesso
- Episodio 3: Domande, risposte e richieste
- Episodio 4: Una cosa che mi scalda il cuore
- Episodio 5: Coda di paglia è sceso a Bolzano
- Episodio 6: Viaggio con Jurgen – Rivelazioni
- Episodio 7: Il diario di Giacomo
- Episodio 8: In pace con se stessi
- Episodio 9: Due chiacchiere tra amici
- Episodio 10: La ragazza per le vacanze
- Episodio 1: Il pranzo
- Episodio 2: Chiacchiere nel pomeriggio
- Episodio 3: Garibaldi in Trivena
- Episodio 4: La cena – 1
- Episodio 5: La cena – 2
- Episodio 6: Ceres torna umano
- Episodio 7: Il sogno di Marta
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Marta arrivò nel tardo pomeriggio del venerdì, come aveva promesso.
Fermò la Mini davanti alla porta d’ingresso e scese, bella e radiosa come una serena alba estiva.
«Ho qualche valigia» si scusò sorridendo «pensate di aiutarmi o faccio da sola?»
Jűrgen, approfittando di una mia momentanea paresi emozionale, mi anticipò nell’abbraccio, ma non nel bacio, riservato a me, un bacio lungo che sapeva di buono, come uno yogurt ai frutti di bosco a colazione.
Volle che portassi le valigie nella camera in cui aveva dormito e non nella mia, ma ciò non mi disturbò, con lei avevo pazienza da vendere e debiti da colmare.
Cenammo a casa e cucinai, io, un risottino ai funghi seguendo passo passo la ricetta che mi aveva dato Marisa, apprezzarono.
Finito di cenare, Jűrgen, con la sua consueta discrezione, accennò a un romanzo che doveva assolutamente terminare quella stessa sera e salì nella sua camera lasciandoci soli.
«Penso che sarai stanca,» dissi, sciacquando un piatto che mi aveva passato «ma devo raccontarti alcune cose che voglio tu sappia prima di prendere qualsiasi decisione per il tuo… per il nostro futuro.»
«Mi preoccupi! Hai forse ammazzato qualcuno?» scherzò.
«No, tranquilla. Ma ci sono dei fatti inconsueti che sono accaduti» balbettavo «e credo che sia giusto tu conosca.» cercai le parole «Potrei anche tacere, ma sei troppo importante, sei la compagna che voglio al mio fianco, quella che, pur sapendo tutto di me, mi ama comunque.» Mi commossi nel dire quelle parole e simile effetto fecero a lei. Mi prese il viso con le mani ancora bagnate e mi fissò negli occhi: «Sono qui per le stesse ragioni che muovono te. Ascolterò qualsiasi cosa tu voglia dirmi e sono abbastanza sicura che nulla potrà farmi cambiare idea».
Le raccontai tutto nei minimi particolari: dai sogni iniziali, alle mie gite nell’aldilà, ai colloqui con mio padre morto e alle visite di Ceres. Rimase in silenzio per qualche lunghissimo minuto e pensai, in quel lasso di tempo, a quanto avrei riso se mi avessero raccontato, solo poco tempo prima, una storia del genere.
«Sono sicura che non mi stai mentendo, non ne avresti alcuna utilità, a meno che tu non voglia spaventarmi per liberarti di me, ma allora non avrebbe senso tutto ciò che hai fatto per avermi qui» alzò gli occhi sui miei. «Lo sento che mi ami, e raccontarmi questa storia tanto strana da far pensare alla pazzia ne è ulteriore prova.» Quasi a rassicurarmi aprì una delle borse e cominciò a riporre le sue cose nella cassettiera accanto al letto. Riprese a parlare con voce calma: «Sei un uomo migliore rispetto al ragazzo di un anno fa, meno egocentrico e più attento a chi ti sta a fianco e mi fa arrabbiare pensare che ti avrei voluto accanto così quando ho perso il bambino. Sono felice di questa nuova possibilità che ci siamo dati e credo che questa tua riscoperta sensibilità mi aiuterà a guarire le ferite e, spero, a comprendere, senza alcun pregiudizio, ciò che hai vissuto» sorrise.
«Sto meglio ora che sai tutto. Avevo paura di ciò che avresti potuto pensare, ma non mi hai riso in faccia e non mi ritieni pazzo. È andata meglio di quanto temevo e ti ringrazio» conclusi.
Stette pensosa qualche attimo, poi si innervosì e fece il suo affondo, la sua voce mutò diventando più acuta: «Anch’io, comunque, ho vissuto cose inconsuete, molto più terrene e dolorose: potrei essere madre e non lo sono». Non c’era più dolcezza sul suo viso «Io sono la stessa di un anno fa, un po’ meno sognatrice, ma sono qua, Thomas, consapevole di ciò che faccio. Questo però non vuol dire che abbia dimenticato quel brutto periodo e basta una parola storta per far riaffiorare quel risentimento che credevo di aver sopito. Dovrai avere pazienza, non sono ancora pronta a gettarti le braccia al collo, non sempre almeno». Non lo disse con acrimonia, ma era un chiaro invito a tener conto di ciò che aveva vissuto lei.
C’era poco da obiettare, incassai e basta.
«Ora devo rilassarmi e dormire, domani andrà meglio, spero.» Evitò di guardarmi nel liquidarmi così e io, anche se avrei voluto chiederle quali parole le avevano causato quel mutamento d’umore, non replicai. La baciai sulla fronte, le augurai la buonanotte e uscii.
* * *
«Hai parlato con Marta ieri sera?» Jűrgen me lo chiese con noncuranza, tra un sorso e l’altro del caffè.
Marta tardava a scendere.
«Si, le ho detto tutto, ma ho ancora atteggiamenti sbagliati, ragiono come fossi l’unico protagonista e lei se ne accorge e protesta. Ed è giusto così» risposi mestamente.
Lui rise per il mio tono dimesso.
«Ma oggi te ne rendi conto» fece un gesto vago, quasi impaziente, con la mano. «Ti ho visto cazzeggiare in Piazza Grande quando lei era in ospedale e ti ho considerato, senza dirlo a Giacomo, uno scemo irrecuperabile. Sbagliavo. Non se ne è andata Thomas, ci tiene. Sistemerete tutto.»
Dopo pochi minuti sentimmo i suoi passi scendere le scale di legno. Si sedette al tavolo, viso dolce e rilassato, nulla a che vedere con l’evidente risentimento di poche ore prima: «Ho fatto un sogno, stanotte,» scostò il ciuffo dagli occhi, ma tenne il capo chino «quello che mi hai raccontato ieri sera deve avermi suggestionato. Sogno spesso e ancora nel sonno mi ripeto: “questo me lo devo ricordare”, ma al risveglio, sempre, le immagini si disperdono lasciando tracce evanescenti che poi, nel corso della giornata scompaiono del tutto.» Si fermò un attimo, poi continuò: «La cosa strana è che questo lo ricordo benissimo.» Nel dirlo due lacrime scesero sulle sue guance.
Spostai il mio sguardo dal suo viso a quello di Jűrgen: un sorriso sornione disegnava il suo volto. Mi venne automatico pensare a Ceres, ma non dissi nulla.
«Vuoi raccontarcelo?» le chiese dolcemente.
«No, per ora voglia sia solo mio. L’ho anche scritto per paura di perderlo.»
Serie: L'eredità di Giacomo
- Episodio 1: Il pranzo
- Episodio 2: Chiacchiere nel pomeriggio
- Episodio 3: Garibaldi in Trivena
- Episodio 4: La cena – 1
- Episodio 5: La cena – 2
- Episodio 6: Ceres torna umano
- Episodio 7: Il sogno di Marta
“«Anch’io, comunque, ho vissuto cose inconsuete, molto più terrene e dolorose: potrei essere madre e non lo sono». Non c’era più dolcezza sul suo viso «Io sono la stessa di un anno fa, un po’ meno sognatrice, ma sono qua, Thomas, consapevole di ciò che faccio. Questo però non vuol dire che abbia dimenticato quel brutto periodo e basta una parola storta per far riaffiorare quel risentimento che credevo di aver sopito. Dovrai avere pazienza, non sono ancora pronta a gettarti le braccia al collo, non sempre almeno»” questa battuta è potentissima. Il personaggio di Marta è incredibile. Mi piace tanto per la sua umanità, per il desiderio di riscatto che traspare dalle sue parole e azioni.
nooooo…. hai chiuso l’episodio sul più bello. Sei un grande! Alla prossima
Qualcuno avrà annunciato a Marta, in sogno, una prossima gravidanza. Sono curiosa.🤔