Il Telescopio

Sapeva sempre cosa cercare, quando passeggiava allegramente fra i mercatini, alla ricerca di rarità e oggetti con un passato glorioso. 

E anche quella domenica soleggiata, con un tepore primaverile che metteva il buon umore, era partito con la seria intenzione di portarsi a casa qualche chicca che avrebbe arricchito la sua storica collezione. E arrivò, puntuale, divertito come accadeva di solito ancor prima di iniziare la ricerca. 

Perchè di quello si trattava. 

Una ricerca spensierata di qualcosa a cui donare nuova vita. 

Passeggiando avanti e indietro nei viali colmi di bancarelle colorate, con gente festante a offrire le proprie cose, amava osservare quanta ricchezza potesse provenire dalla vita delle persone ed era solito apprezzare anche il minimo dettaglio di ciò che veniva offerto su quei banchi. 

Non aveva lo spirito dell’affarista, dello speculatore, di colui che sminuisce appositamente il valore di un oggetto al fine di appropriarsene per pochi spiccioli. Aveva rispetto. 

Ad un tratto si fermò di fronte a un banchetto piuttosto spoglio. “Probabilmente avrà venduto tutto questa mattina presto”. Poche cose restavano e l’attenzione venne attratta da un telescopio di strana fattura. Chiese al venditore di cosa si trattasse e la risposta fu piuttosto scarna…“è un telescopio, antico forse, ma non so dirti altro”. A lui piaceva, l’istinto gli diceva di comprarlo e così decise di chiudere la trattativa. 

Terminato il giro tornò a casa e iniziò subito ad esaminare lo strano oggetto. Mancavano le lenti ma, stranamente, riusciva a ingrandire ugualmente gli oggetti. Lo puntò fuori dalla finestra e si accorse che funzionava regolarmente nonostante la mancanza. 

La curiosità aumentò e decise di attendere la sera per verificare che funzionasse anche per lo scopo per cui era stato costruito : osservare il cielo. La fortuna fu dalla sua parte, poichè era una domenica di cielo sereno e meravigliosamente stellato. 

Lo appoggiò sulla finestra e si mise ad osservare. 

“Funziona” pensò, “com’è possibile ?”. Continuò ad osservare il cielo stellato per ore senza mai stancarsi, spostandosi da una parte all’altra. 

Ad un tratto una voce lo fece trasalire. C’era un uomo dietro di lui. Pallido in volto e dai capelli bianchissimi. Lasciò il telescopio e si allontanò in preda allo spavento. “Esci da qui”, gridò, “come hai fatto a entrare”. Il misterioso personaggio dall’aspetto albino rispose con estrema tranquillità “mi hai fatto entrare tu”. 

Guardò il telescopio, poi scrollò il capo. “E’ proprio così” disse l’anziano, “ero lì dentro ad attendere che qualcuno mi liberasse” indicando il telescopio. 

“Nessuno era mai riuscito nell’impresa, perchè la falsità, la cupidigia, la prepotenza lo hanno sempre impedito”. Sembrava incredibile quello che stava accadendo, ma l’uomo continuò…“ora sei tu il proprietario, hai l’animo buono e gentile. Posso riposare adesso. Tocca a te. Aiuta le persone a vedere un cielo stellato oltre la fredda nebbia che ne avvolge il cuore”. 

Un suono dolce e ritmico lo fece addormentare…al risveglio non c’era più nessuno. Anche il telescopio era scomparso. Era rimasto solo l’eco delle parole dell’anziano uomo. 

Passarono i mesi e una fredda domenica invernale, passeggiando fra i viali ghiacciati, vide su un banchetto un telescopio, sorrise e passò oltre.

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