Il Tempio di Ezra

“Se non possiamo vivere in pace, almeno moriamo in pace.” Reverendo Jim Jones

Sofia, restauratrice di fama, giunge al monastero di Glenmore, un’imponente struttura in pietra immersa nelle brughiere scozzesi. L’aria è umida e frizzante, il vento ulula tra le rovine circostanti, creando un’atmosfera cupa e suggestiva. Il priore, un uomo anziano dagli occhi penetranti, la accoglie con un’aria di mistero.

“Gli affreschi sono un tesoro inestimabile, figlia mia,” le dice, “ma custodiscono anche segreti che potrebbero turbare l’anima.”

Sofia sorride, nascondendo la sua crescente inquietudine. Inizia a lavorare, immersa nel silenzio del monastero. Giorno dopo giorno, mentre rivela i colori vivaci e le figure enigmatiche degli affreschi, un senso di oppressione la avvolge.

 I Segreti del Monastero

Tra le figure sacre e i simboli esoterici, Sofia inizia a notare delle ripetizioni: un simbolo solare, un serpente avvolto intorno a un albero, una figura incappucciata che osserva il tutto. Consulta antichi testi e mappe trovate nella biblioteca del monastero, ma non trova nulla che possa spiegare il significato di quei segni.

Una notte, mentre esplora le cripte del monastero, inciampa su un passaggio segreto. Al suo interno, scopre un altare antico, circondato da candele spente e un grande libro rilegato in pelle umana. Le pagine sono riempite di formule arcane e disegni inquietanti.

L’Arrivo di Ezra

Fratello Ezra, il carismatico leader della setta “Il Tempio di Ezra”, ex legionario del tercio spagnolo, fa il suo ingresso nel monastero. È un uomo alto e magro, con occhi penetranti e un sorriso enigmatico. I suoi sermoni sono potenti e ipnotici, e i monaci lo ascoltano con devozione.

Ezra rivela a Sofia che il monastero è un luogo sacro, un portale verso un mondo superiore. Gli affreschi, secondo lui, sono una mappa per un rituale antico che permetterà all’umanità di liberarsi dalle sue sofferenze.

Sofia è sconvolta. Capisce che Ezra sta manipolando i monaci, spingendoli verso un destino tragico.

La Sfida

Sofia, con l’aiuto di Thomas, un monaco dissidente e disilluso delle teorie escatologiche di Fratello Ezra decide di sfidare apertamente Ezra. Durante una delle messe, mentre Ezra declama le sue profezie apocalittiche, Sofia si alza in piedi. La sua voce, ferma e decisa, rimbomba nella chiesa.

“Tu stai manipolando queste persone, Ezra!” grida, indicando i monaci terrorizzati. “Gli affreschi non predicano la morte, ma la vita! E tu stai per distruggere tutto ciò che è bello in questo mondo!”

Ezra sorride, un sorriso freddo e calcolatore. “Ignorante donna,” la apostrofa. “Non capisci la grandezza del mio piano. L’umanità è un cancro per il pianeta, e io sono il medico che lo curerà.”

Inizia un acceso dibattito, durante il quale Sofia svela i suoi ritrovamenti, i simboli nascosti e la verità sul rituale. Ma Ezra è un oratore carismatico, e molti monaci continuano a credergli.

 La Fuga

Capendo che la sua vita è in pericolo, Sofia e Thomas decidono di fuggire. Ma Ezra ha previsto ogni loro mossa. I corridoi del monastero si trasformano in un labirinto mortale, pieno di trappole e guardie armate.

Dopo una fuga rocambolesca, riescono a raggiungere le cripte. È lì che si trova l’altare antico, pronto per il rituale. Ezra, seguito dai suoi fedeli, li insegue.

 Il Confronto Finale

Inizia uno scontro epico. Sofia e Thomas combattono per la loro vita, mentre Ezra invoca le forze oscure. L’altare trema, le candele si accendono da sole, e un’aura sinistra avvolge la stanza.

Proprio quando sembra che tutto sia perduto, Sofia ha un’intuizione. Ricorda una frase letta nell’antico libro: “La luce bandirà le tenebre”. Afferra una delle candele e la punta verso l’altare. La fiamma si ingrandisce, illuminando la stanza e creando un’esplosione di energia.

L’incantesimo di Ezra viene spezzato. I suoi seguaci, accecati dalla luce, si disperdono nel panico. Ezra, sconfitto e solo, si dissolve nell’ombra.

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Discussioni

  1. “La mancanza di autoironia è peggio di una zoppia”
    Frase che eleggo sopra tutte, anche al di sopra del tuo racconto/esperimento. Non ci dici però se il risultato ti soddisfa. Chi vince la sfida?

    1. Grazie mille Cristiana, sto cercando una quadra tra IA e post umanesimo. E cerco di immaginarmi una “letteratura artificiale” in cui le macchine scriveranno per le macchine, ma ancora si è nel periodo transitorio. È bastato un ventennio del nuovo secolo/millennio per liquidare gran parte del Pensiero del 900. D’altronde è proprio quello che è successo co le avanguardie letterarie dei primi 900 che hanno sradicato il Romanzo Ottocentesco che pareva inviolabile ed intoccabile . Per quanto riguarda l’autoironia mi pare che nel panorama culturale/letterario nostrano siamo messi male. Ego tronfi di elio senza supporto di biografie consistenti e capacità voglia di rischiare. Ma detto inter nos la cosa non mi riguarda ed interessa più di tanto. Si rischia lo snobismo e l’elitarismo allora meglio davvero l’alcoolismo.

  2. insomma, fra una sceggiatura e un racconto, ma non un riassunto, secondo me. Piuttosto una sorta di parodia – significativa nella sua voluta sbrigatività- di temi e situazioni già molte volte proposte e riproposte. Bravo.

  3. Ecco, ci sono cascato. Stava partendo un criticone, il cui succo sarebbe stato che questa mi sembra la trama di un bel racconto, ma ci dici tutto prima e così ci rovini il finale. Insomma, mi sono sentito derubato di una bella storia gotica che avresti potuto sviluppare in una serie. Poi ho letto l’acuto commento di Francesca e ho capito. Bravo.

    1. Ottimizzare è la parola d’ordine, altro che slow food o slow reading. Anche il trailer di un film va oltre la capacità ADHD sindrome globale di cui siamo portatori in-sani. Questa non è altro che una modestissima inserzione folkloristica con qualche rimando. Tipo una ricetta da cucina fusion. Grazie Giancarlo