Il Terzo Mistero

Di giorno era meta di pellegrinaggio per stormi di gabbiani tutto intorno al paese; di notte il faro girando spennellava i palazzi storti di una luce opaca, fatta di nebbie taglienti, corpuscoli di un ricordo -la Quiete?

Nella mansarda più alta del paese abitava un Santo. Sembrava vecchio e giovane insieme, perché lo Spirito lo aveva sprofondato nell’umiltà e lo aveva reso edotto di sé stesso.

Dopo un grandissimo dolore scoprì le lunghezze, le altezze e le profondità sconfinate della Fede e trovò conforto nella preghiera alla ricerca di Dio.

Una notte senza luna, alle ombre lunghe di un filo di candela, credette d’impazzire quando si trovò a combattere contro il malopensare, le tentazioni della carne e della mente. Girava tutto intorno ad un inganno, una sorta di apparente logica contraria a Dio ma giusta agli uomini; alle sue spalle, sempre in ombra tra un sussurro e l’altro, c’era il nemico a sbavare veleno riempiendo il calice del suo cuore.

Poiché a quanti bussano sarà aperto, una voce lo chiamò al raccoglimento dall’alto di un comando ineluttabile, e lui rispose:”Eccomi. Dovunque tu voglia condurre questo tuo servo, egli vi andrà…”

E la voce dello Spirito lo portò oltre le immaginazioni e le nebbie che stanno al di là delle cose del mondo, quasi cadde dentro il proprio cuore perforato da una lancia d’Amore e piovve dall’alto come neve sulla Santissima Città: l’Impenetrabile.

E scivolando sulle correnti caldissime sulla luce di un’alba ch’esplodeva in un Empireo sconfinato, ricordò le parole del Maestro “…di questi è il Regno…” mentre toccava coi piedi una soffitta piena di Sole e tornava ad essere un bambino.

La candela si era spenta.

Il fumo gli si arrovellava intorno ai viso e fra i capelli.

Il nemico era stato messo in fuga, e lui s’annodava il Rosario fra le mani al terzo Mistero Glorioso…

Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Amore

Discussioni

  1. Leggendo questo racconto ho ricordato le parole del Cristo: « Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!» La Fede è un lungo cammino fatto di pietre roventi, dimenticare ogni cosa per farsi il tutto

  2. Apprezzatissimo. Una tematica, quella spirituale, che mi sta particolarmente a cuore, particolarmente difficile da gestire perché si può facilmente cadere nella trappola del “giudizio morale”. Qui il rischio è scongiurato e lo stile resta appropriato, sviluppando bene e con la necessaria tensione sia la caduta che l’ascesa.
    Molto interessante anche nei contenuti per i differenti richiami a celebri parabole.
    Piaciuto tanto, complimenti. Molto nelle mie corde.

  3. sono andato a cercare quale fosse il terzo mistero glorioso, perchè non me lo ricordavo 🙂
    “Le tentazioni della carne e della mente”: mi è piaciuto questo passaggio. Quando si immagina un Santo che viene tentato, l’immaginario collettivo tente a pensare a tentazioni materiali. Ma quelle peggiori e più difficili da combattere sono probabilmente quelle della mente, quelle nelle quali la logica umana, e più arrivabile, cerca di mettere in dubbio la logica divina, spesso inintellegibile. Credo che siano quelle che più di tutte possono mettere a dura prova la fede.