Il valzer dei fiori

Serie: Erasmus


«Vuoi davvero uscire così bro?» chiese Ian alzando appena gli occhi dalla televisione.

Andrea si guardò. Sui pantaloni grigi poggiava la base di un maglione blu acceso dalla cui sommità sbucava il colletto di una camicia a quadri dai colori freddi.

«Che c’è che non va?» chiese perplesso Andrea.

«Sembri mio nonno» rispose Pierre. «Cecchino nel mulino, Ian, vado a stanarlo» continuò rivolto verso l’americano.

«È Deathbreaker quando giochiamo» puntualizzò Ian.

Pierre si era lasciato convincere a giocare a Call of Duty da Ian. Quella sera, I’americano aveva organizzato un evento con il suo team virtuale e aveva trasformato il soggiorno di Andrea in una postazione per giocatori professionisti.

«Sì beh, comunque non fate troppo casino.»

Andrea aveva il suo primo appuntamento con Arja. Era il suo primo appuntamento in assoluto con una ragazza.

«Yo, pensi che scoperete?» chiese Ian.

Andrea si agitò.

«Perché, già al primo appuntamento? Potrebbe succedere? Io…non sono preparato insomma, non ho nemmeno i preservativi.»

«Bro rilassati, è solo sesso» disse Ian mentre mitragliava una staccionata dove si nascondeva un giocatore con l’avatar di Hello Kitty.

«È sopravvalutato poi il sesso, meglio un pompino, magari mentre sto giocando, sarebbe il massimo.»

Andrea iniziò a camminare nervoso attorno alla stanza.

«Sentite, se dovesse accadere, insomma, come…come si fa?»

I due ragazzi fermarono le mani sui joystick e guardarono increduli Andrea.

Per la prima volta nella sua lunga carriera da giocatore, Ian sputacchiò tre lettere al microfono delle cuffie e uscì dalla partita.

«AFK, yo bro, questa è veramente pazzesca, vuoi dire che…lo sei veramente?»

Andrea imbarazzato allargò le braccia.

«Sì sono vergine, e allora?»

«È abbastanza strano essere vergini a vent’anni, persino io non lo sono più da tempo» rispose Pierre.

«Yo davvero? Pensavo che tu fossi il meno attivo di noi tre» intervenne Ian.

Pierre lo guardò con sguardo gelido.

«Ho bisogno di una Red Bull ora, riccio-bro ti allunghi veloce?»

«Ian, sono gay, non una specie di disadattato.»

L’americano restò immobile.

«Sì ok, mi prendi la Red Bull? Sono completamente disidratato.»

«Avete capito cosa vi ho detto?» disse Pierre rivolto ad entrambi.

Infastidito più del solito si allungò al lato del divano e dal frigo portatile prese una lattina.

«Bro, non me ne frega nulla dove intingi il pennellone» disse Ian prendendo la bibita e stappandola.

«Anche a me Pierre, non cambia nulla» intervenne Andrea.

Pierre, anche se non lo diede a vedere, si tranquillizzò.

«Yo raga, in sostanza l’unico ad aver visto una passera sono io qui dentro? Assurdo» sdrammatizzò Ian dopo una lunga sorsata. Gli altri due si misero a ridere.

Andrea, dopo una rapida e volgare educazione sessuale impartita da Ian, prese un piccolo mazzo di fiori ed uscì per andare a prendere Arja al suo appartamento, nella torre di dieci piani.

Entrò e salì le scale fino al quarto piano. Avanzò dentro un corridoio e bussò alla porta di Arja.

Una bellissima ragazza bionda aprì la porta.

«Ma tu sei…scusa non ricordo il nome» disse Karo.

«Andrea, ci siamo conosciuti al benvenuto.»

«Ah, è vero! Ora ricordo» disse Karo. Sul suo viso triste, comparve un sorriso malinconico.

«Sei il ragazzo misterioso di Arja, giusto?» disse ritrovando un pizzico di malizia.

Andrea annuì impacciato ed entrò dopo l’invito di Karo.

L’appartamento era simile al suo, ma più grande e proporzionato per tre inquilini.

Oltre a Monika, la ragazza lituana, evidentemente la terza coinquilina era Arja che sbucò incantevole con il suo sorriso decorato appena da un velo di rossetto.

«Sei…bellissima» disse Andrea ammirandola. «Oh, questi sono per te, ecco» e le diede i fiori.

Arja annusò il mazzo compiaciuta.

«Lui sì che ci sa fare» disse Monika con una risata sguaiata. «Dalli a me, li metto nell’acqua» e prese i fiori.

Sotto lo sguardo curioso delle due studentesse Erasmus, la coppia uscì e si incamminò verso il teatro cittadino. Quella sera veniva messo in scena un balletto, “Lo Schiaccianoci” di Ciajkovskij. Andrea adorava le musiche mentre Arja non aveva mai sentito nulla di catalogabile alla voce “musica classica”.

Entrarono nella platea e cercarono i loro posti. Una volta seduti, lo spettacolo partì.

Andrea non si intendeva di balletto, ma giudicò l’orchestra buona. La marcia iniziale fu ben eseguita, come tutto il primo atto, ma fu nella seconda parte, che Andrea vide con la coda dell’occhio Arja completamente immersa e coinvolta nelle danze. Al valzer dei fiori, la ragazza ascoltava rapita la dolce melodia degli archi, guardava con occhi sognanti i ballerini e nel maestoso crescendo del finale si portò le mani al petto adorante.

Ci fu uno scroscio di applausi, per gli standard finlandesi, ma Andrea volle aggiungere un po’ di passione meridionale. Urlò dei “bravi” numerose volte e applaudì con forza, sotto lo sguardo divertito di Arja.

All’uscita, tornarono verso il campus mano nella mano.

«Si vedeva che ti annoiavi» disse ironico Andrea.

«Assolutamente, una noia mortale» proseguì la ragazza con lo stesso tono.

«La prossima volta concerto metal.»

«Chi dice ci sarà una prossima volta?» lo punzecchiò.

Andrea non capì se fosse ironica e alzò le spalle.

«Sto scherzando, Andrea» disse la giovane notando il suo spaesamento.

A volte, la differenza culturale, ancor più che linguistica, rendeva complicato capire l’esatto significato delle parole l’uno dell’altra.

Andrea aveva notato che Arja, anche se parlava in inglese, tendeva a mantenere un tono piatto della voce, mentre lui, esattamente come in italiano, tendeva a dare diverse tonalità in base se stesse facendo una domanda, una esclamazione o stesse facendo del sarcasmo. Per questo motivo tutti dicevano, quando lo sentivano parlare in italiano, che sembrava cantasse e che la sua lingua fosse estremamente melodica. A volte Andrea avrebbe voluto sentire l’italiano con orecchie straniere per capire cosa intendessero.

«Mi è davvero piaciuto tanto» disse Arja mentre entravano nel campus.

«Anche a me»

I due camminarono silenziosi e arrivarono davanti casa di Andrea.

«Posso accompagnarti?» chiese il ragazzo.

«Sei arrivato mi pare» disse Arja, scrutando tra le finestre buie.

«E sembra non ci sia nessuno» continuò mordendosi le labbra.

Andrea si girò.

«Lo spero bene, altrimenti butto quei due fuori a calci.»

«Proviamo a vedere?» chiese Arja, dandogli per la seconda volta un chiaro segnale delle sue intenzioni.

«Oh non ti preoccupare, se vuoi ti accompagno prima.»

Arja rise divertita. Andrea gli faceva così tenerezza nella sua infinita bontà d’animo.

«Prendo le chiavi» e la ragazza si avvicinò ad Andrea, infilò la mano nella tasca dei pantaloni e cercò le chiavi.

Andrea si irrigidì all’istante, trattenne il respiro e provò in tutti i modi a ritirare l’attenti del suo pene. Il suo profumo leggero e dolce lo fecero impazzire dal desiderio.

Arja prese le chiavi e aprì la porta con disinvoltura. Dentro era buio, e, cosa incredibile, i ragazzi avevano riordinato.

Per i loro standard.

Andrea richiuse la porta dietro sé e, guardandosi in giro, mentalmente si appuntò di pulire il giorno dopo.

«Scusa per il disordine, do una sistemata veloce…» non finì la frase che Arja gli si buttò al collo e lo baciò sulle labbra.

«Oppure lo faccio domani» disse Andrea riemergendo dalla bocca di Arja con un sorriso idiota.

La ragazza lo trascinò in camera e tornò a baciarlo mentre lo spogliava.

«Arja aspetta…devo dirti una cosa» disse Andrea titubante.

«Per me è la prima volta.»

Arja gli accarezzò la guancia e tornò a baciarlo.

«Lascia fare a me» gli sussurrò all’orecchio.

Rimasti in intimo, la ragazza portò Andrea a letto. Toccò i suoi muscoli da nuotatore con desiderio mentre lui ammirava il suo piccolo seno.

Nudi, Arja si mise sopra Andrea e gli prese il pene quasi già al colmo dell’eccitazione.

Andrea gemette di piacere, mentre, come un attento discepolo, si lasciava guidare da Arja per le vie dell’amore.   

Serie: Erasmus


Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ora sono ancora più in ansia per il destino di Arja. Non so perchè (forse perchè sono vecchia), ma leggendo questo episodio mi è tornato alla mente il famoso tormentone di Lorenzo il Magnifico (non Jovanotti): “Quant’è bella giovinezza, che si perde tutta via. Chi vuol esser lieto sia, del doman non c’è certezza”. Quanta verità in questi versi… dovremmo tenerli sempre a mente.

    1. Questa cosa l’ho sentita in giro ma soprattutto dalla professoressa di inglese, è stata lei a farmi notare moltissimo come in italiano noi gioco forza dobbiamo usare toni diversi e quindi “musica” diversa per far capire cosa intendiamo. Prendi per esempio la frase: Marco è a casa. In italiano la stessa identica frase può essere: affermazione, domanda, esclamazione ecc. Solo con l’intonazione della voce fai capire cosa intendi. Nelle altre lingue, almeno in quelle più comuni, già dalla costruzione della frase si capisce se è una domanda o no, per esempio (cambiando l’ordine del verbo, in inglese e francese). In generale quindi l’italiano è sentito come una lingua molto più melodico

  2. L’attrazione fa vibrare le corde dell’amore. Per Andrea è la quarta corda che vibra per la prima volta con Arja. I fiori – di Bach – lo provano.
    Bravo Carlo e bravo Andrea.

  3. Bravo! Ci sono sempre degli elenti che suscitano tenerezza nei tuoi racconti. Una naturalezza che sorprende. Non manca l’ ironia, l’ aspetto goliardico e quello romantico. Riesci sempre a spaziare, a rendere piu` varie le tue narrazioni, visitando nuovi campi della musica, dello spettacolo…
    Il valzer dei fiori e’ veramente un bel titolo.😉

    1. Grazie Maria Luisa! Quanti complimenti davvero poco meritati 😂 scrivo perché mi piace e mi piace perché mi diverto a scrivere. In questo episodio poi mi sono divertito troppo con Ian e Pierre e ancor di più con gli approcci di Aria 😂 Il titolo non poteva non essere che quello, non c’ho pensato due secondi!

  4. “prese un piccolo mazzo di fiori ed uscì “
    Meno male che Ian non lo ha influenzato troppo con le sue lezioni e Andrea ha mantenuto un po’ di romanticismo👏 😂 Come vedi attendo con trepidazione i nuovi episodi