Il volo della farfalla e l’attesa del ragno (Capitolo speciale)

Serie: Le novelle della Luna: il canto solitario della Sirena


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Elia e Sirena si sono spostati due anni fa, sembrano essere felici, eppure Elia continua a rimuginare su qualcosa

Perché la vita degli uomini attorno a me sembra tutta uguale? Ci penso spesso, tuttavia non ho mai trovato una risposa. Sono io a sbagliare, o forse sono semplicemente diverso?

Si nasce e si cerca di tirare avanti fra scuola, famiglia, sport e amici. Giunta la pubertà, gli interessi si ampliano. Gli anni dell’adolescenza trascorrono molto in fretta, le nuove esperienze… e così si giunge alla fatidica età del costruire il proprio personaggio nella società. Con il lavoro giunge anche il matrimonio assieme alla ragazza a cui ci si è dichiarati anni prima, così poi figli, lavoro, e questo ciclo continua finché si campa.

Si sa, ognuno in fondo ha la propria storia, tuttavia quella non è la mia. Ammetto di essere sempre stato un ragazzino molto particolare, più timido ed impacciato rispetto agli altri, avevo mille interessi, ma non quelli di tutti. A differenza di molti ho capito già da piccolissimo a cosa aspirassi: volevo un mondo ordinato, in cui vigesse armonia e giustizia, in cui il debole fosse protetto dal più forte, ed è così che sono diventato un poliziotto.

Ho lasciato la mia vecchia città, per quanto vi fossi legato avevo bisogno di altro, del mare, e così mi sono trasferito in questo paesino, anche se piccolo mi sento davvero a casa quando a svegliarmi è il suono delle onde.

Però non sono mai riuscito a capire come la gente si innamori tanto in fretta. I miei coetanei correvano dietro a qualsiasi gonna, cambiavano continuamente maschere per fare colpo su qualcuna, non importava chi, l’importante era non restare soli. Ma per quale ragione? Sono fortemente convinto a questo punto che quello strano sia io, ma credo che l’amore sia prezioso, non posso cederlo a chiunque solamente per timore di restare solo l’indomani. La solitudine spaventa parecchio la gente, per non continuare a tenere il proprio cuore di cristallo decidono di darlo agli altri anche se rischierebbero di farlo riempire di crepe.

Ormai avevo raggiunto i quarantadue anni, non è che avevo smesso di crederci, piuttosto avevo smesso di cercalo. Mi sentivo spesso dire “Elia, se continui così rimarrai solo. A questo punto cerca una qualsiasi e sposala!”. Non ho mai dato retta a queste voci, ho sempre voluto un vero amore, ed infatti, quando meno me l’aspettavo, l’ho trovato.

Certo, non mi sarei mai aspettato che la mia anima gemella fosse una ragazza di appena diciannove anni, una ragazza che aveva già gettato la propria vita, e che sembrava trascorrere le giornate in cerca della morte. Tuttavia ero sicuro che fosse lei, e non mi sono mai pentito di aver aspettato.

Quella ragazza l’ho sposata subito, sono passati ben tre anni dal nostro primo incontro in una sera di Agosto. Devo dire che assieme alla propria amata la vita sembra volare, e questo dovrebbe essere un bene, no? Perché ci si diverte tanto. Non posso che essere grato di averla al mio fianco.

Sono due anni che Sirena abita assieme a me, inaspettatamente mi sono abituato subito alla nostra nuova vita.

Un giorno, in una fresca mattina di primavera, con un leggero venticello e qualche raggio solare che sbucava dalle nuvole, mi svegliai spensierato al cinguettio degli uccelli. Mi preparai per una corsetta, erano appena le sette, intanto il mio amore dormiva beatamente sotto le coperte. Era solita accompagnarmi, ma quella volta la lasciai dormire. Entrai in camera da letto, Sirena era distesa su di un lato, e riposava con un sorriso sereno.

Una ragazza senza una sola passione, se non quella di cacciarsi nei guai, sarcastica e mai seria, spesso ironica e che amava trattarmi come un bambino, di poca cultura, esile e delicata come una mimosa, i capelli biondi, occhi bruni taglienti e una pelle bianca. La bellezza non le mancava, ma per il resto, come ci si fa ad innamorarsi di una tipa del genere? Non saprei, eppure l’avevo fatto.

Mi avvicinai piano e con delicatezza le baciai il capo. Lei farfugliò qualcosa nel sonno, ed io sorrisi. Dopo un solo anno che l’avevo conosciuta le avevo chiesto di sposarmi, Sirena si era trasferita subito da me. I suoi genitori non avevano opposto resistenza, al contrario, sembravano essere felici di non averla più fra i piedi. Ciò mi spezzava il cuore, e nonostante lei desse a vedere che non le importava granché, sono sicuro che anche Sirena soffrisse per questo. Spero di non farle mancare mai niente, e di costruire assieme una famiglia felice.

Credevo fosse una bambolina viziata, ed invece sin da subito si è cercata qualche lavoretto per fare la sua parte. Ha avuto problemi qua e là, finché è stata assunta in una libreria. Una tipa del genere l’avrei immaginata in qualsiasi altro luogo a lavorare tranne che in una libreria, tuttavia a lei piace, le permette di racimolare qualcosa ed è più contenta.

Prima di acconsentire a dirla tutto ho controllato che tipo di zona fosse, i gestori, i clienti, che tipi di edifici vi fossero nelle zone circostanti. Fortunatamente era solo una semplice libreria in una piazzetta tranquilla con un asilo e ristoranti per famiglie. I proprietari erano una coppia di anziani senza figli, ed i clienti erano semplici genitori. Delle volte mi chiedo se sono un po’ troppo possessivo e geloso di lei…

Quella mattina diedi un altro bacio a Sirena e uscii di casa. Prima di cominciare a correre feci il mio solito segno della croce e mi avviai. Intanto che percorrevo la pista sul lungomare tornai ai miei pensieri, solitamente in quei momenti rimuginavo parecchio.

Riconosco che talvolta sono parecchio possessivo: dalla prima volta che l’ho vista lei è sempre stata troppo estrosa nel vestire, e io spesso non le permettevo di indossare abiti corti o trucco eccentrico. Mi innervosisco se penso a quanti uomini la guardino per strada con occhi perversi, più di una volta ho rischiato di pestare qualcuno. So bene il suo passato, il paese è piccolo, e chissà quanti ancora la ricordano per quello che era…

Credo che il primo motivo che mi renda tanto nervoso sia la differenza d’età, e poi, quella volta… Se ripenso al fatto che Sirena poteva essere vittima di uno stupro, mi si gela l’animo, non me lo sarei mai perdonato. Ho il costante timore che potesse accadere di nuovo, di trovarla come quella sera, con gli abiti strappati, il viso pieno di lividi, le lacrime agli occhi e pieni di terrore. Per fortuna un’espressione del genere non l’ho mai più rivista nel suo volto, e spero che non accada mai più.

Quelle tre bestie che hanno toccato la mia Sirena ora sono in carcere, hanno quel che si meritano, grazie anche a qualche “favore” che ho chiesto a cari conoscenti, gli hanno riservato un trattamento speciale. Non odio nessuno, ma spero vivamente che quei tre non escano facilmente.

Vorrei proteggerla da tutto e da tutti, se accadesse ancora una situazione del genere perderei la ragione. Lei è una delle poche cose belle che mi sono accadute nella vita, e nessuno potrà portarmela via, o anche solo tentare di prendersela… Lei è mia.

Feci un respiro profondo, continuando a correre mi voltai verso il mare. Il profumo era diverso, si percepiva che a breve sarebbero tornate le belle giornate di Sole. Nonostante poco prima in cielo non vi fosse una nuvola, ora sembrava che potesse cominciare a piovere. I miei stessi pensieri mi travolgevano così tanto che spesso non mi accorgevo di cosa accadesse attorno.

Abbassando leggermente lo sguardo sul marciapiede notai in un’aiuola le prime margherite spuntare fra l’erba fresca. Su di loro luccicava una piccola ragnatela bagnata dalla rugiada mattutina. Lì una piccola farfalla bianca era stata catturata, ed intanto si stava rampicando sullo stelo del fiore un grosso ragno nero per divorarla… Dev’essere una brutta morte, il ragno dapprima la priva della propria libertà e poi la divora… E se stessi facendo lo stesso con Sirena? L’ho intrappolata e le sto togliendo la vita… Lei cosa ne pensava? Non parliamo spesso di ciò… Lei inoltre non è un tipo romantico, e raramente esprime i sentimenti a parole…

Serrai i denti e per la rabbia accelerai il ritmo della corsa senza rendermene conto. A dirla tutta, per essere felice mi basterebbe vivere ovunque, solo io e lei, vorrei diventare il suo mondo, che lei non si annoiasse mai di me, avrei voluto qualche anno in meno per passare più tempo assieme… Vorrei tanto che questo potesse avverarsi, la parte immatura di me lo vorrebbe tanto, l’altra invece affronta la realtà.

Sirena mi aveva detto che prima di me aveva avuto un solo ragazzo, suo coetaneo, e da quella volta che me l’ha raccontato ho gli incubi che lei si possa innamorare di un giovane, che ha qualcosa di prezioso e che a me è trascorsa già, e non potrò più riavere, la giovinezza…

Quando penso a ciò mi piacerebbe semplicemente sparire per sempre, e portare via Sirena con me.

Serie: Le novelle della Luna: il canto solitario della Sirena


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Discussioni

  1. Ciao Luna, è la prima volta che leggo una tua novella(sono neo iscritto qui) non avevo letto le tue precedenti. Inizialmente l’ho notata per il titolo in comune con il mio primo racconto(anche io parlo di una farfalla..), leggendola mi sono ritrovato nei protagonisti, nel non volersi accontentare di innamorarsi chiunque solo per non restare soli, ma di voler proteggere, forse in modo troppo possessivo, l’unica anima che ti abbia fatto innamorare di lei. Conto a breve di leggere le tue precedenti novelle.

    1. Ciao Carlo, grazie infinite per aver cominciato a leggere le mie storie ❤. Le novelle della Luna sono racconti a tema romantico molto psicologici, spero che ti piaceranno. Ho dato un’occhiata anche ai tuoi capitoli e sembrano interessanti, li recupererò sicuramente 🤗

  2. Ciao Luna, intanto sono felicissimo di scoprire questo epilogo, credevo che la Serie fosse terminata nell puntata precedente. Riguardo al contenuto di questo episodio, il tormento si Elia è comprensibile e fermare questi pensieri così cupi sembra impossibile. La vita gli darà ragione oppure torto. L’unico lodo per scoprire cosa accadrà è andare avanti

  3. Sentimenti pericolosi, quelli che esprimi per mezzo del tuo protagonista. Purtroppo è una realtà che riguarda giovani e meno, il “possesso” è una gran brutta bestia soprattutto se si accompagna all’amore. I rotocalchi sono pieni di tragedie causate da questo “mostro”. Mi unisco ad Alessandro nel dire che trovo interessante rincontrare i tuoi protagonisti, li rende “vivi” e reali e non meri personaggi

  4. Questi pensieri sono molto pericolosi e rivelano una tossicità di sentimenti che spero Sirena possa lenire e che Elia possa modificare. Mi piace leggere il seguito delle vite dei protagonisti delle tue storie, chissà che succederà