In otto sotto terra.

Serie: Terrore sotto terra

Atto primo: Introduzione

Erano passate ore da quell’infausto momento. Mark aveva osservato i tre uomini incappucciati salire sul pullman ed estrarre i mitra. Un colpo prese in pieno petto il conducente. Scaraventarono l’uomo sanguinante a terra. Uno dei tre si mise a manovrare il volante mentre gli altri due si diressero verso i passeggeri. Erano in totale otto persone. Mark deglutì mentre i due prelevavano i dispositivi elettronici iniziando a bendare e legare i passeggeri.

L’oscurità riempì i campi visivi dei malcapitati. Le ore passarono e presto il pullman si fermò di colpo. Furono fatti scendere ed iniziarono ad avanzare per un periodo di tempo che sembrò interminabile. Si udivano rumori di porte che sbattevano ogni tanto e suoni agghiaccianti. I rapitori tolsero le bende al gruppo. Si trovavano in un cunicolo sotterraneo scavato nella roccia. Mark osservò i tre rapitori allontanarsi per parlare tra di loro. Si guardò attorno, erano ancora otto, non vi era traccia del conducente, che fosse deceduto?

Atto secondo: Mark

Erano passate ore. Dal cunicolo furono portati a delle celle sotterranee. Mark osservò le sbarre. L’uomo accanto a lui sembrava tranquillo stranamente, si chiamava Jack.

Jack: Sembrano preparati, come se avessero pianificato il tutto.

Lo osservò, Jack aveva carnagione scura e capelli cortissimi neri. Mark deglutì. Vide il proprio riflesso nelle sbarre, aveva occhi verdi e capelli castani, lineamenti delicati ed una leggera barbetta.

Mark: E cosa potrebbero volere da noi?

Jack: Questo dobbiamo scoprirlo.

Avevano avuto modo di conoscersi ben o male. Jack era un ex militare sospeso per qualche motivo segreto, Mark invece un detective privato.

Mark: Sapevano i nomi di coloro che avrebbero preso il pullman, abbiamo prenotato i posti d’altronde.

Jack: Prenotati non direi. Siamo stati estratti come vincitori di un tour lungo il gran kenyon.

Mark: Potrebbero aver fatto in modo di far vincere chi intendevano rapire.

Jack: Prima di farsi sparare ho sentito il conducente sussurrare qualcosa ai rapitori, voleva più soldi.

Mark: Potrebbe essere stato un complice dunque.

Atto terzo: Emily

Nella cella accanto si porgevano le medesime domande. Emily si legò i capelli biondi. Davanti a lei vi erano Greg e Liz, il primo era un architetto di Los Angeles, la seconda invece un avvocato. Emily si osservò i polsi senza manette, era stressata. Improvvisamente la porta si spalancò ed i rapitori entrarono.

Rapitore: Tu. – indico Emily – Ci serve un chirurgo, ci segua dottoressa.

Atto quarto: Sam.

Mark deglutì. La porta si aprì, un uomo dalla carnagione pallida con occhi di ghiaccio li osservò. Si presentò come Sam, aveva capelli a spazzola castani ed un fisico snello. Disse di essersi liberato ed aver messo fuori gioco i rapitori. Mark si alzò in piedi, lo aveva visto sul pullman, si ricordava di quell’uomo.

Jack: Non seguirlo. – fermò l’altro.

Mark rimase allibito.

Jack: Sono troppo preparati per farsi mettere fuori gioco da un unica persona, chi sei Sam?

Sam: Un semplice medico.

Jack: Dove si trovano gli altri?

Sam: Tu sai chi sono dunque? – sorrise.

Jack: Si.

Mark vide Jack raggiungere Sam e sbatterlo al suolo. Lo legò con dei nastri che trovò nel corridoio di piera fuori dalla cella.

Mark: Cosa sta succedendo?

Jack: Ero in missione per catturarlo, Sam è un cyber terrorista.

Mark: Ma non credo sia loro complice, sennò sarebbe già accorsi.

Jack: Fidati, c’è lui dietro a tutto.

Atto quarto: Lo sguardo dall’alto.

L’uomo osservò i filmati. Sam si era fatto catturare come d’accordo, i rapinatori stavano conducendo Emily alla sala operatoria. Tutto stava andando secondo i piani eppure nessuno sapeva della sua esistenza. Karl sorrise.

Fine episodio.

Serie: Terrore sotto terra
  • Episodio 1: In otto sotto terra.
  • Episodio 2: Domande
  • Episodio 3: Menzogne
  • Episodio 4: Confusione
  • Episodio 5: Gli otto sfortunati rapiti.
  • Episodio 6: Il progetto
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    Commenti

    1. Raffaele Di Poma

      Questo testo mi ricorda il trattamento cinematografico (un passaggio intermedio tra il soggetto e la sceneggiatura che viene scritto in una forma narrativa simile al racconto) con l’unica differenza che hai utilizzato come tempo il passato. Io in un testo del genero penso che sia più indicato il tempo presente: ovviamente è un mio personalissimo parere; poi ognuno fa come vuole.
      Ad ogni modo questo primo episodio mi è piaciuto e sono invogliato nel proseguire la lettura.

    2. Micol Fusca

      Ciao Ginevra. Il titolo di uno dei racconti che hai pubblicato ieri mi ha particolarmente colpita, così ho iniziato da quello scoprendo che in realtà fa parte di una serie. Intrigante, molto cinematografico: ho letto il primo episodio fingendo fosse un “film” 😉 Sono curiosa di saperne di più.

      1. Ginevra Ceccarini Post author

        Ciao Micol! Felice di vedere che ti abbia colpito, devo ammettere che mi sono ispirata a Lost, serie TV di qualche anno fa.

    3. Sara

      Ciao, mi piace questo librick, originale, riesci a trasmettere la tensione, dialoghi ben calibrati, non ti perdi in parole superflue, sei essenziale nella narrazione. Continua? Sarei curiosa di leggere ancora perchè mi pare ben strutturato.

      1. Ginevra Ceccarini Post author

        Mi si è inviato il commento a metà.
        Dicevo
        Mi fa piacere che ti piaccia.
        Si, continuerà a breve 🙂