In prima linea

Serie: Guerra Euro-Cinese


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il NuFoS continua a combattere in Russia

Pico incassò la testa fra le spalle. L’equipaggiamento pesante dal gibernaggio alla tuta mimetica adatta al clima freddo degli Urali lo fece sentire goffo.

Sputò a terra per la frustrazione, la vita da trincea non faceva per lui. Preferiva gli attacchi a rotta di collo, le manovre rapide e dinamiche, le incursioni dietro le linee avversarie con la sensazione di stare in mezzo a tanti nemici. Ma la trincea no, non la poteva sopportare, gli sembrava di essere tornato a più di un secolo prima, nelle linee del Carso.

I cinesi stavano bombardando, i russi davano il loro sostegno con attacchi suicidi e le mitragliatrici italiane li falciavano come se fossero steli di grano.

Ma con la neve, il grano non cresceva.

E loro morivano.

«Plotone Psi, equipaggiarsi per l’offensiva».

Solo a sentire quelle parole, Pico sobbalzò. «Era ora!». Si armò, il plotone anche, e se era per quello pure il battaglione tedesco che gli faceva compagnia nella fortificazione.

Là fuori era un inferno di ghiaccio e fuoco, il sangue era ovunque e i frammenti di cadavere sembravano pezzi di un albero tagliato e a cui aveva badato un falegname.

«All’attacco!» gridarono i tedeschi.

I NuFoS si unirono a loro e lo Psi diventò la punta di diamante dell’assalto.

Cinesi e russi continuarono il bombardamento, intorno a Pico c’erano soltanto geyser di neve che si scioglieva e gli spostamenti d’aria poco ci mancava che causassero dei tornado.

Pico continuò a correre e sparò con l’AR100. Dalla sua posizione, controllava le squadre di fucilieri. I granatieri della quinta squadra non tiravano bombe ma si limitavano a sparare con le PM13PDW.

Forse, quel giorno Pico avrebbe detto addio alla località di Zolotanka e sarebbe giunto a quella dopo, magari arrivando fino a Ekaterinburg.

Corse finché non arrivò a un particolare assembramento di cavalli di Frisia. Vide che erano attaccati degli stracci, poi gli sfuggì un verso d’orrore capendo che non si trattava di stracci ma cadaveri.

Pensò che le informazioni ottenute dal generale che aveva catturato il giorno prima erano servite a qualcosa.

Sparò e uccise un paio di russi, poi saltò dentro la trincea.

Adesso poteva succedere tutto, se non nulla.

Russi e cinesi si stavano ritirando in favore delle postazioni d’artiglieria, avevano abbandonato la fortificazione, i NuFoS perlustrarono la linea bonificandola di ogni minaccia che era molto poco: solo qualche russo deciso a vendere la pelle a grosso prezzo.

Pico controllò che tutto stesse andando per il meglio quando arrivò il maggiore che comandava il battaglione tedesco:

«Tenente Dori, bene, abbiamo sfondato il fronte».

In effetti, anche a nord si vedevano le truppe europee dilagare. Pure a sud.

«Adesso vi attendono alcune incursioni in Siberia» continuò l’ufficiale teutonico.

Pico sospirò: Tornerò in Siberia.

Serie: Guerra Euro-Cinese


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

    1. Grazie per il complimento, a me piacciono le armi tedesche, ma i panzer, sotto la corazzatura, hanno gli equipaggi che sono fatti di carne e hanno delle anime e pure io ho un’anima