In una casa di campagna
Serie: In una casa di campagna
- Episodio 1: In una casa di campagna
- Episodio 2: In una casa di campagna
- Episodio 3: In una casa di campagna
- Episodio 4: In una casa di campagna
- Episodio 5: In una casa di campagna
- Episodio 6: In una casa di campagna
- Episodio 7: In una casa di campagna
- Episodio 8: In una casa di campagna
- Episodio 9: In una casa di campagna
- Episodio 10: In una casa di campagna
- Episodio 1: In una casa di campagna
- Episodio 2: In una casa di campagna
STAGIONE 1
STAGIONE 2
A dispetto di ciò che dimostrava in campagna, Elisabeth non era per nulla taciturna. Con il tempo lei, che da ragazza era stata sfuggente, alle volte scontrosa, aveva imparato le maniere della buona società londinese e ne era diventata protagonista. La sua bellezza altera era ben nota negli ambienti mondani della capitale, così come i suoi modi gentili, fonte d’ispirazione per le figlie delle sue numerose amiche, d’invidia per le madri e vanto per il suo fortunato marito. Non c’era festa a cui non venisse invitata, ricevimento in cui non spiccasse sugli altri per le sue doti. Eppure, una volta in campagna, si concedeva il lusso di una quotidianità anonima, vissuta dietro le quinte, le braccia pallide illuminate dalla luce che tracimava dalla finestra accanto a cui lavorava e la mente consegnata altrove. Nonostante il suo agire schivo, tuttavia, nessuno degli ospiti di Parkside avrebbe potuto immaginare un’estate in campagna priva della sua presenza. Lei, mai causa diretta di nulla se non della scelta delle pietanze per la cena, rendeva l’incanto di Parkside reale.
Protetta dal placido sferragliare delle bacchette che teneva in grembo, sembrava reggere i fili della salubrità dell’aria, ognuno legato a uno degli ospiti che avevano superato il cancello in fondo al viale dei platani per soggiornare là dentro. Così, Albert poteva restare lontano dalla madre per un giorno intero e seguire Bayling nei suoi impegni, ma la sera doveva tornare a verificare che Elisabeth c’era e si preoccupava per lui. Olly si staccava da lei solo qualche minuto per poi tornare accanto alla sua sedia, come legata a un elastico. La signora Frazer trovava scuse per chiedere il suo aiuto, consigli che le rendessero necessario trascorrere un po’ di tempo con la padrona di casa. Il signor Fanti, semplicemente, non si sarebbe recato lì l’estate se Elisabeth non fosse venuta; sarebbe restato in città a mandare avanti la sua azienda come gli altri mesi dell’anno. Parkside sarebbe stata venduta.
Poco prima, Lucy era entrata nella stanza del pianoforte e si era accostata alla sedia della madre. «Mamma,» le aveva chiesto. «Come hai scoperto che eri innamorata di papà?»
Elisabeth aveva posato i ferri in grembo e l’aveva osservata. Coi suoi occhi azzurri aveva scrutato gli occhi della figlia, dal taglio simile ma neri come carbone, e in essi aveva visto inquietudine.
«L’ho sentito.» era stata la sua risposta, e poi le aveva spiegato, cercando di riassumere le emozioni di allora: «Era un sentimento che non si affievoliva a causa dei litigi, né con il passare del tempo.»
Poi Lucy le aveva chiesto: «Non ti capitava mai di voler restare senza di lui?»
«Senza di lui?» aveva ripetuto Elisabeth.
«Da sola, per un po’ di tempo. Magari soltanto per un’ora; solo il tempo necessario per… riflettere,» aveva precisato Lucy, agitata, una disposizione d’animo profondamente in contrasto con quella della madre.
Elisabeth, allora, le aveva sorriso.
«Un’ora è una richiesta più che ragionevole,» aveva risposto. «E’ normale sentire il bisogno di un po’ di libertà.» Poi aveva aggiunto: «E il tuo compagno, se ti ama, te la deve riconoscere.»
Lucy, rincuorata, si era concessa a sua volta un sorriso.
«Però i Cartbridge stanno sempre insieme: loro non sembrano avere bisogno di libertà!» aveva obbiettato la ragazza.
«I Cartbridge sono così uniti, qui a Parkside, perché nella vita sono spesso divisi!» le aveva risposto Elisabeth.
Lucy l’aveva ringraziata, le aveva dato un bacio e, silenziosa come al suo arrivo, era sgattaiolata fuori dalla stanza. Elisabeth aveva ripreso i ferri in mano e si era rimessa a lavorare.
Ora, il pensiero tornava al colloquio avuto con la figlia. Non erano le parole di lei, quelle a cui stava ripensando: dubbi leciti di una giovane sposa, che presto sarebbero svaniti, ma le risposte che le aveva fornito. Le aveva spiegato cos’era l’amore e aveva risposto in modo sincero. Non cambiano con il tempo i sentimenti che due innamorati provano l’uno per l’altra, questo le aveva detto. Eppure, rifletteva adesso, le persone cambiano, con il passare del tempo.
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