In una casa di campagna
Serie: In una casa di campagna
- Episodio 1: In una casa di campagna
- Episodio 2: In una casa di campagna
- Episodio 3: In una casa di campagna
- Episodio 4: In una casa di campagna
- Episodio 5: In una casa di campagna
- Episodio 6: In una casa di campagna
- Episodio 7: In una casa di campagna
- Episodio 8: In una casa di campagna
- Episodio 9: In una casa di campagna
- Episodio 10: In una casa di campagna
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STAGIONE 1
STAGIONE 2
La vacanza trascorreva serena fra pranzi, passeggiate e lunghi periodi di ozio. Olly ebbe modo di esibire le sue abilità canore allietando i pomeriggi dei villeggianti, accompagnata al pianoforte dalla madre. A volte le veniva concesso di cantare la sera, dopo cena: l’atmosfera pacifica di Parkside veniva allora scossa dal grande evento, gli ospiti si agghindavano a festa prima di raggiungere la stanza del pianoforte e la piccola diventava la protagonista di quel mondo privato. Lucy, incoraggiata dalle parole della madre, proseguì a lottare per ricavarsi i suoi spazi. Spariva, quando le sembrava più opportuno, per intrufolarsi furtiva nel bosco. Tuttavia, anche quando riusciva nell’intento, raramente provava le sensazioni di completo abbandono che caratterizzavano le sue fughe negli anni passati. Si rendeva conto, infatti, che soddisfare i suoi bisogni significava reprimere quelli di Martin, e questo pensiero non le permetteva di sperimentare appieno la pace. Come un rumore che infastidisce l’esecuzione di una sinfonia, s’insinuava sgradito nella sua mente e distruggeva i castelli in aria che la giovane amava costruire quand’era in vacanza.
Dexter Longville e i signori Cartbridge sembravano, con grande soddisfazione dei padroni di casa, coloro che più ricavavano piacere dalla permanenza a Parkside. Longville, in particolare, era sempre entusiasta, sempre con il sorriso rubicondo a illuminarne il viso gioviale, le punte dei baffi alte fin sotto gli zigomi. Novello Bacco in abiti borghesi, si atteggiava a paladino del far nulla, nume tutelare del buon vino e del prestigioso sigaro delle Indie Occidentali. Tutti erano piacevolmente sorpresi dal suo comportamento, che tanto diverso appariva a Londra quando aveva a che fare con giudici, giudizi e scartoffie varie. In particolare la signora Frazer che, tanto sola nei mesi che precedevano l’estate, sempre impegnata a badare alle necessità della casa, non disdegnava di ricevere dall’avvocato qualche attenzione in più del necessario.
Bayling, ora che aveva tante persone attorno che potevano apprezzare il suo lavoro, curava il giardino con un impegno ancora maggiore di quello profuso nel resto dell’anno. Rifilava con delicatezza i contorni squadrati delle siepi, dispensando amorevolmente acqua e nutrimento alle creature del mondo vegetale. Albert, come al solito, lo seguiva dappertutto, talvolta subissandolo di domande, talaltra concentrato nella mansione che gli era stata data da svolgere. La sera rientrava in casa spossato e, quando la sua attenzione non veniva stuzzicata dalla sorella, cadeva nel sonno subito dopo cena.
Fanti ed Elisabeth sovrintendevano al buon svolgimento della vacanza, ognuno attenendosi alle proprie sfere di competenza: tutto sembrava andare a meraviglia.
Al termine della prima settimana i signori Cartbridge ripartirono per Londra. I membri della famiglia Fanti, Martin e Longville si riunirono in cortile per dare loro un sentito commiato. I due giramondo presero la via del ritorno non senza rammarico, carichi di ricordi felici e ristorati nell’animo. La sera della partenza, Dexter Longville tentò di colmare il vuoto lasciato dalla loro mancanza imbastendo racconti sul mondo dell’avvocatura ma, preso atto dello scarso interesse suscitato, preferì lasciare il campo alle esibizioni di Olivia, ritirandosi poi con il capofamiglia nella penombra dello studio a sorseggiare whisky e parlare di politica, società e opportunità commerciali.
A prendere il posto dei Cartbridge fu un caro amico di Boardman, Walter Thomson.
Arrivò una domenica mattina al volante della sua decappottabile rossa, parcheggiò in cortile e suonò il clacson più volte per attirare l’attenzione. La signora Frazer uscì trafelata dalla porta al centro della vetrata e scese le scale per dargli il benvenuto. Dopo averlo accompagnato in terrazza, gli chiese cortesemente di aspettare lì finché i padroni di casa non fossero stati pronti a riceverlo. Thomson si sedette al tavolino di ferro battuto e prese a guardarsi intorno. Osservò i muri color crema di Parkside, il pavimento ruvido della terrazza e la balaustra a colonnine che si affacciava sul cortile. Sporse il collo per ammirare la prospettiva del vialetto appena percorso, apprezzando la regolarità delle siepi che lo delimitavano fino al cancello, poi accavallò le gambe aderendo al sedile con la schiena e, riflettendo sull’opportunità di accendersi un sigaro, attese.
La prima ad accoglierlo fu Elisabeth Fanti. Emerse dall’ombra dell’atrio, perfettamente agghindata nel suo fresco vestito estivo, e anticipò che suo marito e Martin stavano per sopraggiungere, adducendo come scusa della loro mancata presenza il fatto che l’aspettavano per un’ora più tarda. Walter Thomson, affascinato dai modi della padrona, si scusò a sua volta e cominciò a prodigarsi in complimenti sull’abitazione e su tutto ciò che aveva potuto ammirare durante il tragitto percorso. Disse che aveva calcolato di impiegare più tempo per raggiungere la tenuta e che per la prima volta visitava la campagna. Mentre parlava, osservava distrattamente le mani della signora Fanti, adagiate sopra ai rilievi del tavolino e considerava di non aver mai visto dita così perfette sbucare da braccia tanto esili e delicate. Pochi istanti più tardi giunse il signor Fanti, che rinnovò gli onori di casa, e poi Martin, assieme a Lucy. La compagnia si trattenne per qualche minuto in terrazza, dopodiché Fanti chiamò Bayling e gli ordinò di condurre Thomson alle sue stanze.
Nel pomeriggio, lasciati Albert e Olivia con i domestici, i villeggianti si concessero una gita a cavallo. Ritirate le cavalcature al maneggio le avviarono lungo il sentiero che costeggiava la tenuta, si addentrarono nel bosco e l’attraversarono per sbucare ai margini dei campi coltivati.
Procedevano a coppie, occupando la superficie polverosa del tracciato. Fanti illustrò a Thomson i suoi possedimenti e lo scortò lungo il sentiero per il tempo necessario ad assolvere ai suoi doveri di padrone di casa, quindi condusse la cavalcatura a fianco di quella di Longville, in testa al gruppo, e lasciò il nuovo arrivato alle attenzioni di Elisabeth.
Martin e Lucy, che seguivano in coda, facevano progetti per la serata.
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