In una casa di campagna
Serie: In una casa di campagna
- Episodio 1: In una casa di campagna
- Episodio 2: In una casa di campagna
STAGIONE 1
Il signor Fanti, un borghese di origini italiane che aveva fatto fortuna commerciando liquori, aveva ricevuto Parkside in eredità da una vecchia zia dieci anni prima. Inizialmente, aveva pensato di venderla, reputando la tenuta una spesa inutile. «E’ troppo distante da Londra!» aveva obiettato, dove per ‘Londra’ intendeva ‘i miei affari’. Tuttavia, incoraggiato dalla moglie, aveva deciso di recarvisi per dare un’occhiata.
Era piena estate e Parkside era stata una scoperta.
Lucy, che allora aveva nove anni e, gironzolando fra gli alberi del bosco, aveva trovato il suo rifugio segreto, si era imposta di combattere per il destino di Parkside fornendo al padre la scusa per rivedere le sue posizioni. A quei tempi Bayling aveva da poco superato i trent’anni e la signora Frazer aveva ancora i capelli del suo primo colore; Olivia era stata appena concepita e Albert sarebbe nato solo quattro anni dopo.
Le visite si erano susseguite con infallibile frequenza a seguito di quella: ogni estate, per nove estati, la vettura giunta dalla capitale aveva percorso il sentiero di ciottoli bianchi e si era fermata davanti all’ingresso per scaricare le valigie. Piccole rughe si erano affacciate sui volti dei due custodi con lo scorrere degli anni, ma tornavano ad accogliere sorridenti i padroni di casa ai piedi della scalinata che portava all’ingresso, li accompagnavano alle loro stanze e li aggiornavano sugli accadimenti trascorsi dall’ultima visita, custodi dei segreti di Parkside.
Per la famiglia Fanti, quella rappresentava un’isola di serenità cui approdare per ristorare l’anima. Poche ore di marcia separavano quell’angolo di paradiso dalla città, ma erano sufficienti ad aprire i cuori dei villeggianti e alimentare emozioni sopite, spazi rubati alla consuetudine che rende tutto banale. Così, lasciare Londra per venire a Parkside per la famiglia Fanti era diventato necessario. Una volta installati nella grande casa, si isolavano in una rilassata clausura, abbandonati al piacere di un ozio condiviso soltanto dagli ospiti che invitavano ogni estate.
Nelle prime ore del pomeriggio una figura si affacciò furtiva sulla terrazza. Riaccostò i cardini della porta che occupava il centro dell’ampia vetrata e scese le scale rapida, tenendo la gonna alzata sopra le caviglie per non inciampare. Giunta in cortile svoltò a destra, seguì il contorno della casa fino all’angolo e attraversò lo spiazzo che la separava dai primi alberi. Imboccò il sentiero che s’inoltrava nel bosco, l’ombra sul terreno intrusa da macchie di sole; superò, alla sua sinistra, il rustico in cui alloggiava Bayling e proseguì fino a raggiungere una piccola radura nascosta dagli alberi.
Lucy abbracciò i contorni della radura con gli occhi e sorrise come se avesse ritrovato una persona a cui voleva bene e di cui si fidava. Com’era bello ritrovarsi ancora lì, e come sarebbe stato triste recarsi in quel luogo e non sentire alleviarsi il peso dei grandi interrogativi che affliggevano la sua esistenza.
Avanzò verso il centro della radura circolare e ne percorse il perimetro con lo sguardo. Il sole, alto nel cielo, disegnava un cerchio di luce che accendeva l’erba del prato e la faceva risaltare contro il contorno ombroso del bosco.
Lucy si stese supina nel mezzo del cerchio di luce, allargò le braccia e le gambe e osservò le nuvole che punteggiavano il cielo estivo. Per lunghi minuti assaporò il piacere dell’abbandono senza pensieri, un privilegio che raramente riusciva a concedersi in città. Piegò la testa di lato; i fili d’erba le solleticavano il viso. Chiuse gli occhi e si concesse a un limbo in cui restare sospesa, fluttuante, immersa in un buio che non faceva paura. Vagò rilassata in quell’immensità vuota che divenne presto cielo azzurro, campagna e distese di prati come quelli che aveva osservato dal finestrino la mattina, in viaggio verso Parkside. Restò a crogiolarsi in quell’immagine per lunghi istanti, poi si addormentò, pochi minuti ma sufficienti a darle l’impressione di una rinascita quando riaprì gli occhi sulla radura.
Pian piano, pensieri più razionali cominciarono a invaderla. Ripensò agli anni passati, come faceva ogni anno la prima volta che si recava lì, al suo primo ingresso e ai periodici ritorni.
Quegli alberi e quell’erba avevano visto Lucy crescere, a essi lei aveva confidato i pensieri che caratterizzano l’adolescenza.
Aveva scoperto la radura per caso mentre vagava nel bosco in esplorazione nove anni prima; ora ne aveva da poco compiuti diciotto: gli alberi non le sembravano più così giganteschi come quand’era piccola né la radura così vasta, ma una cosa era rimasta uguale a allora, il motivo per cui Lucy amava ritornare in quel luogo: era un angolo segreto di Parkside che nessuno tranne lei frequentava.
A dire il vero, un’altra persona condivideva quel segreto: Bayling, ovviamente. Il maggiordomo e giardiniere era al corrente di ogni minimo dettaglio dei possedimenti attorno a Parkside, così come la signora Frazer ne conosceva le stanze: era stata Lucy stessa, preoccupata di vederselo balzare fuori dalle piante dissacrando il suo giardino segreto, a comunicargli la scoperta e a pregarlo di tenere la radura in ordine durante la sua assenza.
Serie: In una casa di campagna
- Episodio 1: In una casa di campagna
- Episodio 2: In una casa di campagna
Mi piace molto come Parkside smetta presto di essere soltanto un luogo e diventi memoria, rifugio, quasi una presenza viva. La radura di Lucy racchiude benissimo quel momento fragile in cui l’infanzia è appena finita ma continua ancora a proteggerci. E proprio questa quiete così luminosa lascia la sensazione che qualcosa, prima o poi, verrà a turbarla.
Bella la tua prosa narrativa curata, classica, molto visiva, con un tono da romanzo d’ambientazione inglese♥