In una casa di campagna

Serie: In una casa di campagna


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Arrivano gli ospiti

«Avete fatto buon viaggio, spero,» esordì Elisabeth e il suo ospite, l’avvocato, diede subito filo al discorso. Martin, diversamente, ammutolì all’improvviso. Il signor Fanti si unì alla compagnia e tolse il giovane dall’imbarazzo.

«La vostra tenuta è… meravigliosa,» esclamò Martin melenso e sullo stesso tono proseguì il discorso.

Fanti osservò il giovane con benevolo distacco. Considerava il futuro genero un ragazzo ingenuo: le rare volte che l’aveva seguito in una conversazione non aveva trovato nei suoi argomenti spunti d’interesse né bagliori di genio. C’era una caratteristica, però, che lo distingueva, e per questo l’aveva scelto per sua figlia: la determinazione. Il ragazzo, pensava Fanti, si era indubbiamente fatto da solo. Era un mulo, non un cavallo di razza ma, in fondo, per il bene della famiglia l’importante era che la merce arrivasse sana al porto.

«Non ho mai visto un giardino più curato del vostro,» stava continuando Martin sotto lo sguardo distratto del capofamiglia. Fanti meditò di accendersi un sigaro e mise mano al panciotto, ma la moglie lo rimproverò. «E’ quasi ora di cena,» disse, gli occhi azzurri splendidi nella luce del tramonto.

Le proteste di Olivia, provenienti dalla siepe più distante dal gruppo, lambivano lo spiazzo. Lucy, china sulla testolina di capelli neri della bambina, tentava di dirimere un battibecco appena nato fra i suoi fratelli, quando fu interrotta da una voce che la chiamava entusiasta.

«Lucy!» cinguettò dalla base della scalinata e poi una mano si levò in suo saluto. Lauren Cartbridge, la forma aggraziata, elegantemente vestita, le andò incontro. «Lucy, che bello vederti!» disse ancora la donna, stringendo le spalle della ragazza e poi prendendole il volto fra le dita.

Lucy osservò il viso raggiante della sua madrina, gli occhi grandi e i capelli acconciati alla moda, parzialmente contenuti dal cappellino estivo.

Lauren la strinse a sé e le sussurrò all’orecchio: «Sei sempre più carina,» poi si scostò di un passo, e di nuovo cingendo la ragazza per le spalle, esclamò: «Ma guardati! Sei diventata una donna!»

Lucy trovò finalmente spazio per salutare la sua ospite. «Sono felicissima che siate potuti venire,» disse, sincera, e porse contemporaneamente la mano a Ernest Cartbridge che, avvicinatosi, gliel’aveva sollevata mentre accennava un inchino.

«Una donna da marito,» precisò il signor Cartbridge ammiccante, e Lucy, per la seconda volta, si sentì invadere da un eccesso di pudore.

I tre colloquiarono amabilmente nella penombra frizzante del crepuscolo, presto raggiunti da Martin. Per un attimo, prima che il senso del dovere la riportasse all’ordine, Lucy ebbe un fremito di fastidio dovuto alla nuova interruzione. Si ricompose appena prima di notare che il padre, dalla base della scalinata, la stava osservando.

Bayling aveva finito di scaricare la vettura: issò in spalla gli ultimi bagagli e concesse ad Albert, che smaniava al suo fianco, di tenere un manico della valigia meno pesante per aiutarlo a trasportarla. Salirono la scalinata, il piccolo ciondolante per i contraccolpi causati dal bagaglio, e scomparvero oltre il margine della terrazza. Elisabeth fece un cenno alla figlia maggiore per invitare lei e i suoi ospiti a seguirla, mentre si apprestava a salire le scale assieme a Dexter Longville e al signor Fanti.

Continua...

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