In una casa di campagna
Serie: In una casa di campagna
- Episodio 1: In una casa di campagna
- Episodio 2: In una casa di campagna
- Episodio 3: In una casa di campagna
- Episodio 4: In una casa di campagna
STAGIONE 1
Un’automobile nera sostava nel mezzo dello spiazzo ai piedi della scalinata; attorno a essa si erano riuniti i membri della famiglia Fanti, intenti ad accogliere gli ospiti che li avevano raggiunti da Londra.
Albert e Olivia seguivano passo passo i movimenti di Bayling e della signora Frazer, impegnati a scaricare i bagagli, mentre i genitori salutavano gli amici reduci dal viaggio.
Dexter Longville, dopo aver fatto un cenno al signor Fanti, si stiracchiò in solitudine sul lato della macchina rivolto al bosco. Osservò con sguardo interessato gli alberi che gli stavano davanti, le mani infilate nel voluminoso panciotto di cotone, poi alzò gli occhi al cielo e seguì il tratto delle nuvole fino a posarli sul cornicione in cima alla casa. Calò le palpebre e inspirò profondamente, poi espirò in un soffio rumoroso i fantasmi della vita cittadina. Quando riaprì gli occhi, il suo volto era più rilassato: anche lui, come tutti coloro che si recavano a Parkside, era stato colto dall’incantesimo che liberava dall’ansia della vita di tutti i giorni.
«Lucy!» salutò Longville alzando il braccio sopra la testa pelata. Il viso dell’avvocato, sul quale spiccava un paio di baffi vistosi, si compose in un sorriso affettuoso e la mano, parzialmente nascosta nel taschino, ne uscì per levarsi verso la ragazza, che giungeva in quel momento dal margine del bosco.
«Buonasera, avvocato,» salutò lei con gentilezza mentre gli andava incontro. «Ha fatto buon viaggio?»
«Ci è mancata la tua compagnia, Lucy cara!» rispose Longville sornione.
Dexter Longville, avvocato di successo, che oltre agli interessi condivideva con il signor Fanti il giorno e l’anno di nascita, tornava a Parkside per la terza volta negli ultimi quattro anni. Era una persona schietta e bonaria, un caro amico di famiglia che non aveva mai fatto mistero di quanto amasse trascorrere l’estate in campagna. «Come sono felice di vederti!» disse il distinto giureconsulto alla ragazza. Lei, vedendolo adattarsi alla quiete di Parkside, non poté trattenere un sorriso. Longville le strinse la mano e l’abbracciò calorosamente. Si scambiarono le prime impressioni sul ritorno a Parkside, complici della nuova attitudine che li accomunava, ma vennero interrotti quasi subito da una voce proveniente dal lato nascosto della vettura.
Martin Boardman oltrepassò la macchina per raggiungerli.
«Lucy, amore!» esclamò il giovane, il volto di un adolescente dall’aria spaesata che dimostrava meno dei suoi venticinque anni nonostante vestisse come i banchieri della City. Aprì le braccia per accoglierla.
Lucy mosse un passo frettoloso verso il futuro marito e gli diede un rapido bacio sulla guancia.
«Che viaggio, Lucy! Sulla strada per Parkside si nascondono più buche che su un campo di battaglia!» si lamentò Martin. «Per fortuna la vettura è solida,» continuò, appoggiando una mano sulla carrozzeria.
«E’ una buona automobile,» confermò Longville, e strizzò l’occhio alla giovane.
Lucy, che non era abituata a mostrarsi in effusioni in pubblico, si sentì improvvisamente avvampare. Imbarazzata, sottrasse la mano da quella di Martin e prese commiato dalla coppia. Il giovane cercò di stemperare l’imbarazzo proseguendo il discorso con Longville, ma l’avvocato non sembrava avere molto da dire a riguardo. Si volse allora verso la base della scalinata per cercare Lucy, trovò invece il volto radioso di Elisabeth che, attenta a non incespicare sull’acciottolato, stava per raggiungerli.
Serie: In una casa di campagna
- Episodio 1: In una casa di campagna
- Episodio 2: In una casa di campagna
- Episodio 3: In una casa di campagna
- Episodio 4: In una casa di campagna
In questi capitoli, mi è piaciuto soprattutto il modo in cui costruisci Lucy dall’interno prima di rimetterla subito dentro il mondo che la sta soffocando.
Nella radura emergono benissimo i suoi dubbi, il bisogno di libertà e quella sensazione di vivere una vita già decisa da altri; poi l’arrivo di Longville e soprattutto di Martin rende tutto concreto.
Molto efficace il contrasto tra il bosco, che per lei rappresenta uno spazio di respiro, e Parkside, dove tornano immediatamente aspettative, ruoli e convenzioni.
Una storia davvero bella che prende forma e, ammetto, ho un debole per l’immagine di copertina 🙂