In una casa di campagna

Serie: In una casa di campagna


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Prima di cena

Il campanello prese a squillare e gli ospiti di Parkside si riunirono a tavola per la cena. Il signor Fanti e Dexter Longville uscirono dallo studio e si accodarono a Martin e a Walter, appena scesi dalle loro stanze, nell’atrio buio. Martin aprì la porta e tutti insieme entrarono in sala da pranzo.

Lucy, Olly e Albert erano già seduti al grande tavolo che occupava il centro della stanza.

Bayling salutò gli ospiti chinando leggermente il capo, in piedi accanto al pendolo che guardava all’entrata. Elisabeth e la signora Frazer sbucarono dalla porta della cucina reggendo due grandi portavivande d’argento; li posarono fra le file di bicchieri mentre gli uomini prendevano posto, dopodiché Elisabeth, terminati i suoi doveri per la serata, si sedette a sua volta a un capo del tavolo.

I domestici si apprestarono a servire i convitati. Fanti espresse la sua ammirazione per le pietanze esposte in tavola, mentre Longville si accomodava alla sua sinistra e Martin all’altro lato del capotavola. Walter si sistemò di fianco all’amico. Lucy, composta al centro del lato lungo, posò lo sguardo sugli antipasti. Alzò gli occhi e incontrò quelli di Walter, lasciandosi scappare un fugace sorriso. Olly e Albert sedevano ai lati della madre che, in quel momento, trafficava dietro la nuca del figlioletto per annodargli il tovagliolo. Olly fece la lingua al fratellino mentre gli mostrava che era capace di sistemarselo da sola, causando così i lamenti del piccolo.

Il signor Bayling emerse dalla cucina con due bottiglie di vino rosso in mano. Mentre la signora Frazer finiva di riempire i piatti con l’antipasto, incominciò a versare la bevanda nei calici. Dexter Longville svuotò il bicchiere appena il collo della bottiglia si rialzò dal bordo, incolpando la gran sete per aver mancato di rispetto. Allora Bayling tornò sui suoi passi e completò nuovamente la misura del bicchiere sotto le risa del signor Fanti, che prevedeva per l’amico una serata di bevute abbondanti.

Prima di chinarsi sul piatto, Fanti lanciò un’occhiata alla moglie: Elisabeth gli rispose con un sorriso accennato, al ché Fanti sollevò le posate e si concentrò sulle pietanze. «E’ ancora bellissima,» il pensiero gli sfuggì dalla mente come un’oliva sotto la lama del coltello. Perso fra le variabili consistenze delle verdure, si ritrovò a ricordare i giorni di vacanze passati sulla spiaggia, molti anni prima, quando avevano l’abitudine di trascorrere l’estate sulle coste del Sud d’Inghilterra. I bambini non erano ancora arrivati e il denaro che Fanti aveva in tasca era tutto quello che possedevano. Si rifece all’immagine di Elisabeth giovane, soffermandosi sul biondo dorato dei suoi capelli, sul suo sorriso. Ora, stabilì, il suo sguardo si era fatto più intenso. «Ma è sempre meravigliosa,» concluse.

«Sono un uomo fortunato,» avrebbe detto a se stesso se il suo orgoglio gliel’avesse permesso, ma non c’era spazio per la fortuna nei suoi pensieri, tantomeno per considerazioni di tipo sentimentale.

Tornò a condividere i suoi pensieri con gli altri, chiedendo a Walter come si trovasse a Parkside. Il ragazzo rispose positivamente e, dimenticatosi del cibo, si lasciò andare a una serie di complimenti su ciò che aveva visto. Dexter Longville riprese le annotazioni di Walter e aggiunse particolari che solo un ospite di lungo periodo poteva conoscere. Ne seguì un vivace scambio di battute fra i due mentre gli altri, impegnati a mangiare, ascoltavano in silenzio.

In breve, Walter e Longville scoprirono di avere molti argomenti in comune. «Qual è la vostra occupazione?» chiese Longville a Thomson.

Walter mandò giù un boccone e si pulì la bocca col tovagliolo. «Collaboro all’amministrazione dell’azienda di mio padre,» rispose, suscitando l’interesse di Longville e del signor Fanti. «Pulegge,» continuò, anticipando l’ovvia domanda dell’avvocato. «Produciamo pulegge per le colonie,» disse. Seguì una breve conversazione su temi di origine commerciale. Quando il discorso virò sui Paesi riforniti dall’azienda, Walter ammise che sognava, prima o poi, d’imbarcarsi. «La considero un’esperienza formativa,» spiegò.

«Dovreste farlo!» affermò Longville, già alticcio dopo il secondo bicchiere, «Vi fortificherà nel carattere,» dichiarò, stringendo i pugni e alzandoli sopra al tavolo per spiegarsi meglio.

Fanti, consegnato il piatto vuoto al maggiordomo, approvò le parole dell’avvocato e chiese a Martin se avesse mai viaggiato. Il ragazzo si pulì la bocca col tovagliolo e, mentre l’abbandonava nervoso accanto alle posate, rispose che no, non era mai stato fuori dai confini Inglesi. «Però mia madre è di Newcastle,» precisò e, visto lo scarso interesse suscitato nei commensali, si rimise a mangiare.

Lucy, gli occhi sul piatto pulito, ebbe un accesso di sconforto. «Non dice mai nulla di emozionante,» pensò. Poi, come sempre, una voce proveniente da un’altra parte del suo inconscio intervenne in difesa del fidanzato. «D’altronde, non è certo un avventuriero; piuttosto un uomo alla ricerca della stabilità.»

Walter fece una battuta sugli abitanti del Nord d’Inghilterra e Dexter Longville scoppiò in una fragorosa risata. Lucy, che si limitò a sorridere, alzò gli occhi e li posò ancora una volta sul nuovo arrivato.

«Voi sapete che mia moglie ha origini scozzesi, signor Thomson?» disse Fanti, fingendosi ostile.

Walter si scusò, impacciato e, stando al gioco, rivolse un sorriso furbo a Elisabeth. Lei lo fulminò con uno sguardo complice, come una madre ammonisce il figlio colpevole di una bravata da lei stessa compiuta in gioventù.

La signora Frazer e Bayling ritirarono i piatti; tornato in sala, il maggiordomo versò nuovo vino agli astanti.

Longville prese la palla al balzo e chiese a Elisabeth di raccontare una storia sulle Highlands, più volte ascoltata, supportato dal coro dei bambini esultanti. La padrona di casa, senza farsi pregare, acconsentì. «Solo perché Martin e il suo amico non l’hanno mai sentita,» disse, e cominciò a narrare della vita nelle terre del Nord quando aveva quindici anni e nessuna meta più di Londra sembrava lontana dai progetti per il futuro.

Continua...

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