In una casa di campagna
Serie: In una casa di campagna
- Episodio 1: In una casa di campagna
STAGIONE 1
La vettura signorile laccata di nero attraversava i dolci avvallamenti della campagna del Surrey alzando scie di polvere bianca al suo passaggio. All’interno, i viaggiatori, stipati come sardine chiuse in una scatola foderata di raso, sobbalzavano sui sedili ogniqualvolta le strette ruote inciampavano in una buca. «Smettila di venirmi addosso!» si lamentò Albert, allontanando con le braccia la sorella. «Lasciami stare!» protestò Olivia, che avrebbe volentieri evitato il contatto con il fratello e fin dalla partenza aveva tentato, i muscoli tesi e le dita aggrappate ai sedili, di mantenere uno spazio fra sé e il più piccolo della famiglia. Il proposito risultava impraticabile ora che, in prossimità dell’arrivo, le curve si susseguivano una dopo l’altra, così i due continuavano a battibeccare. «Mamma! Lo fa apposta!» gridò Olivia, dopo un nuovo assalto di Albert. «Hey!» si lamentò Lucy, la sorella maggiore, pigiata contro il finestrino.
Il signor Fanti, infastidito, fermò la vettura per consentire a Lucy e Olivia di scambiarsi di posto. Lucy, rassegnata, prese posto in mezzo ai due fratelli più piccoli, la visione della campagna preclusa e gli scossoni dovuti alle buche ancora più violenti.
«Hai avvisato Martin che i Cartbridge arriveranno a London Bridge e non a Charing Cross?» chiese il signor Fanti alla primogenita.
«Sì, papà,» rispose Lucy. «Spero che riesca a trovare la strada senza perdersi,» aggiunse, pensando al tragitto che separava Londra dalla residenza in campagna.
«Beh, sarebbe un miracolo!» sbottò Fanti, beffardo.
«Non è uno stupido, papà!» ribatté Lucy, il busto teso verso il guidatore. «E’ la prima volta che viene a Parkside!»
Il signor Fanti accantonò i dubbi sull’inettitudine del futuro genero e si dedicò alla guida della sua Wolseley Hornet nuova fiammante: l’aveva appena acquistata, direttamente dalla fabbrica di Birmingham, e per la prima volta ne saggiava le qualità in un viaggio così lungo e accidentato.
Ai lati della vettura, file di alberi caducifogli scorrevano rapide, lasciando spazio per lunghi tratti a scorci di vegetazione estiva. I campi coltivati si susseguivano per miglia segmentando il terreno ondulato fino alle colline. Olivia, accoccolata nella medesima posizione dalla quale Lucy aveva ammirato la sommità delle colline, indugiava con lo sguardo affascinato sui particolari vicini al margine della strada. Albert giochicchiava coi lacci dei pantaloni estivi buttando occasionalmente l’occhio verso la madre che, seduta a fianco del guidatore, scrutava composta la strada che rimaneva da percorrere.
Quando la vettura imboccò il viale alberato d’ingresso alla tenuta, il sole era ormai a picco nel cielo. I bambini fremevano per l’eccitazione e soltanto i richiami di Elisabeth e le braccia di Lucy, che con difficoltà li costringevano al loro posto, impedirono ai piccoli di precipitarsi fuori dalla macchina prima che arrestasse la corsa. Il signor Fanti frenò davanti al portone di ferro battuto, poggiò le scarpe lucidate di fresco sullo sterrato e spalancò le ante, constatando con soddisfazione che erano ben oliate. Olly e Albert, liberati dal giogo di Lucy, si lanciarono oltre il cancello, correndo lungo la porzione di viale che conduceva alla villa, l’uno al centro dell’acciottolato, l’altra radente la siepe che lo limitava sul lato destro, il palmo della mano a sfiorarne le foglie. Elisabeth li controllava guardando attraverso il parabrezza della macchina, il volto impreziosito da un involontario sorriso.
La vettura riprese la corsa e raggiunse il cortile assieme ai bambini. Ai piedi della scalinata che precedeva l’ingresso della villa, il signor Bayling e la signora Frazer, i custodi di Parkside, accolsero i proprietari sfoderando il loro migliore sorriso. Olly si fiondò subito fra le pieghe del grembiule della tata, voluminoso quanto il girovita della donna che l’indossava, mentre Albert, vergognoso, si fermò a metà strada fra la vettura e Bayling, indeciso sul da farsi. Si nascose dietro le gambe del padre e percorse assieme a lui la distanza che lo separava dal maggiordomo. Giunto a ridosso di Bayling lo fissò a lungo, mentre questi parlava con Fanti, come volesse assicurarsi che fosse davvero quello l’uomo con cui aveva tanto giocato l’anno precedente e non un servitore che gli somigliava.
Lucy, scesa dalla vettura, si soffermò a osservare le pendici del bosco, quindi affrettò il passo e raggiunse gli altri. Bayling e la signora Frazer si prodigarono nell’informare i nuovi arrivati degli avvenimenti accaduti durante i mesi della loro assenza. A stento trattenevano la gioia per l’arrivo dei padroni venuti da Londra: dopo un anno trascorso in solitudine, anche loro pregustavano un’estate di festeggiamenti. I bagagli furono scaricati dalla vettura e trasportati nelle stanze. Albert suscitò l’ilarità dei presenti quando, accantonata ogni inibizione nei confronti di Bayling, decise di aiutarlo e cercò di issarsi sulle piccole spalle una borsa dalle dimensioni spropositate. A Lucy, invece, Fanti consigliò di restare in terrazza assieme agli altri membri della famiglia ad ascoltare il resoconto prolungato della domestica. Lei però fremeva: voleva recarsi quanto prima nel bosco e assaporare il suo profumo umido, ritrovare le fronde di quegli alberi magici che sapevano celarla al resto del mondo.
Si era fatto mezzogiorno e i nuovi arrivati, dopo essersi rinfrescati, si recarono in sala da pranzo. La terrazza, gialla di sole, restò vuota e silenziosa, animata solo dai cinguettii degli uccellini e dal rumore delle fronde degli alberi che, di tanto in tanto, venivano scomposte da raffiche di vento improvvise. Parkside, appena scossa dall’arrivo dei villeggianti, sembrava essersi già ripresa i suoi spazi: la siepe che delimitava il giardino antistante la scalinata, adornata dai voli irregolari delle farfalle, la ghiaia bianca del cortile, scavata dal passaggio dell’automobile, il tavolino in ferro battuto che occupava il lato sinistro della terrazza, sulle cui decorazioni evaporava l’impronta da poco lasciata dal tocco dei proprietari.
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- Episodio 1: In una casa di campagna
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