Incompresa

Serie: Lascia che passi la notte


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Annalisa si sente stretta nel suo ruolo di madre e moglie, per questo decide di partire per un viaggio di lavoro in Giappone, mettendo davanti al fatto compiuto suo marito Sebastiano.

Dicembre 2021

 

Sua madre non l’aveva mai capita. Fino a un certo punto ci aveva provato, aveva cercato di instaurare un dialogo e dispensare consigli non richiesti, poi era diventato più facile guardare la figlia da lontano, disapprovando in silenzio ogni sua scelta. 

Per Sebastiano aveva fatto un’ eccezione. Lui sì che era un ragazzo a modo, uno da non farsi scappare, mica come Alex, pieno di tatuaggi e di idee strane per la testa. Ornella l’aveva capito subito che quel tizio sarebbe finito male, tanto che aveva cercato di allontanarlo da Annalisa. Impedire qualcosa a sua figlia, però, era il modo migliore per fargliela fare. Per quella relazione, era andata a fondo e rischiato di non risalire. 

Sebastiano era stato un dono del cielo, quanta pazienza aveva avuto con Annalisa dopo l’incidente. Era stato lui a farla riprendere a mangiare, a lavarsi, a uscire di casa. 

Ornella pensava di aver trasmesso a sua figlia dei valori, di averle insegnato la gratitudine, ma non era così e quello che aveva appena saputo era la prova lampante. Ma stavolta non sarebbe rimasta zitta.

“Cosa vuol dire che Sebastiano è d’accordo?” Ornella, in piedi contro il lavandino con un grembiule a fiori e le mani immerse nell’acqua calda, aveva smesso di insaponare i piatti per guardare la figlia.

“Quello che ho detto” replicò con voce tranquilla Annalisa. “Ha capito che è un’occasione troppo importante per me.”

“Ma non siete più solo voi due, avete un bambino piccolo!” Ornella si voltò verso il marito ancora seduto a tavola, lo incitò con lo sguardo a dire qualcosa. Mauro alzò in modo impercettibile le spalle e riprese a sbucciare l’ultimo spicchio di mela senza aprire bocca. Era semplice istinto di sopravvivenza, aveva imparato da tempo a non schierarsi con nessuna delle sue donne. Tanto non si poteva farle ragionare, né sperare che fossero in sintonia su qualcosa.

“Seba potrà contare anche sul vostro aiuto.” Annalisa continuava a rimanere imperturbabile, prevedendo già le successive obiezioni di sua madre.

Dalla tv sopra il frigorifero, il viso sorridente di Antonella Clerici venne sostituito dai titoli del TG Uno.

“Tu hai già risolto tutto, eh? Te ne vai bella bella dall’altra parte del mondo e deleghi agli altri i tuoi doveri.” Ornella tirò fuori le mani dall’acqua e le passò stizzita sul grembiule. “Sei un’egoista! Come pensi che un uomo possa occuparsi del lavoro, di una casa e di un figlio piccolo?”

“Sono cambiati i tempi, mamma. Ora le donne possono pensare anche alla carriera e non sacrificarsi solo per la famiglia.”

Mauro spinse indietro la sedia rumorosamente, guadagnandosi un’occhiata infuocata dalla moglie. Si alzò, raccolse con calma le bucce di mela e puntò il bidone sotto il lavandino.

Ornella scrollò la testa. “Puoi fare questi discorsi perché hai un santo come marito. Pensa ad averne uno come tuo padre, che non sa neanche dove tiene i calzini.”

Mauro tornò a sedersi e si decise a dire qualcosa con voce pacata. “È vero che i tempi sono cambiati e se Sebastiano è d’accordo, noi non dobbiamo metterci il becco.”

Ornella gli diede le spalle e si rimise a lavare i piatti. “Guardati il telegiornale, che è meglio.” 

Lui non se lo fece ripetere, appoggiò un gomito al tavolo e si girò verso la tv. “Anna, metti su il caffè?”

La figlia annuì con un sorriso impercettibile sulla labbra. Anche quella semplice richiesta avrebbe irritato la madre.

“Ma ci rendiamo conto? La strana sono io che mi preoccupo per mio nipote e mio genero!” Ornella continuava a strofinare con veemenza lo stesso piatto, sollevando schizzi di schiuma. “Non ci pensi che potrebbe trovarsi un’altra? Te lo meriteresti!”

Annalisa chiuse la moka e la mise sul fornello più piccolo. “Non credo che ne avrà il tempo. Dovrà pensare al lavoro, alla casa, a Vale. Arriverà a sera sfinito.”

“Non fare la furba, Annalisa. Non c’è niente su cui scherzare.” Un lampo passò negli occhi di Ornella, come se una consapevolezza improvvisa l’avesse colpita. “Aspetta, non è che vuoi partire perché sei tu ad avere una tresca con un collega?”

Mauro si schiarì la voce imbarazzato e Annalisa abbozzò un sorriso. “Secondo le voci in ufficio, la tresca l’avrei con il mio capo. Se mi ha scelto per andare in Giappone ci sarà un motivo, no?”

“Non so per cosa spreco fiato.” Ornella riprese a borbottare scrollando la testa. “Sappi che anche con i tuoi suoceri farai una pessima figura. Pensi che non si faranno le mie stesse domande?”

Annalisa aprì un’anta e tirò fuori la zuccheriera in vetro e tre tazzine a fiori. “Credo che Rita e Piero abbiano di me un’idea migliore.”

“Oh brava, non sei tu il problema, è tua madre che è cattiva e non riesce a capirti. Ma va bene, non mi devo stupire, è sempre stato così.” Ornella aprì l’acqua e iniziò a sciacquare un bicchiere con foga. “Fai quello che credi, manda pure all’aria il tuo matrimonio, lascia un bambino piccolo per dei mesi senza mamma. Dimostra che sei una donna moderna e indipendente. Ma quando ti ritroverai sola con la tua bella carriera per le mani non venire a piangere da tua madre.”

La moka fischiò, Annalisa spense il gas e prese la prima tazzina. “Non ti preoccupare. Ho smesso di piangere tra le braccia di qualcuno molto tempo fa.”

Serie: Lascia che passi la notte


Avete messo Mi Piace8 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Melania! Beh: la signora Ornella è avanti anni luce😆 In pratica le ha azzeccate tutte! Episodio molto piacevole, grazie alla tua capacità di trasmettere al lettore un’atmosfera famigliare e rassicurante. Hai una scrittura che dà vibrazioni positive🤗

  2. Dopo le ultime parole di sua madre, avendo mantenuto il proposito di partire, Annalisa ha dimostrato un grande bel coraggio, non c’ é dubbio. Sull’ egoismo di cui viene accusata, e su quella che appare incoscienza – tenendo conto dell’ età del figlio – mi astengono dal giudicare. E continuo ad apprezzare il tuo modo di raccontare.

  3. “Ho smesso di piangere tra le braccia di qualcuno molto tempo fa.””
    Quanto dolore in questa frase. Rende perfettamente il rapporto di incomprensione e incomunicabilità che c’è tra madre e figlia. Hai reso benissimo i sentimenti di Annalisa. Peggio che non essere compresi né amati per ciò che si è, è proprio questo. Il doversi rassegnare al fatto che per sempre sarà così. Bravissima, come sempre.

  4. Sembra un classico scontro generazionale, con la madre è ancorata a una mentalità obiettivamente retrograda, incapace di vedere che la società si evolve. Ma Annalisa ha mentito: Sebastiano non era d’accordo e il lavoro non è il motivo principale della sua scelta. In questo contesto l’emancipazione femminile va a farsi benedire. Il padre mi ha dato l’impressione (e come tale possibilmente sbagliata) di aver inquadrato più lucidamente la situazione.

  5. La cosa che più spiace è che l’incomprensione arrivi da un’altra donna. Non ha importanza che sia la madre, potrebbe essere chiunque, la cosa brutta è che anch’essa è donna, eppure così radicata in pregiudizi antichi e stantii. E poi c’è sempre quel senso di colpa, che quando giri l’angolo lo trovi lì ad aspettarti e che tentano continuamente di inculcarci, riuscendoci la maggior parte delle volte. Una scena davvero ben condotta: dialoghi e gesti che si intrecciano così autonomamente da sembrare vita quotidiana. Sempre molto brava.

  6. Ciao Melania.
    Ho letto un ottimo dialogo familiare, vero anche nei dettagli e nei piccoli gesti dei personaggi (la madre che si asciuga le mani sul grembiule.. gli impercettibili sorrisi…)
    Brava!