Incontri fortuiti
Serie: Un destino (S)critto male
- Episodio 1: Inciampi del destino
- Episodio 2: Incontri fortuiti
- Episodio 3: Il Patto di Moirania
- Episodio 4: Protagonista involontaria
- Episodio 5: Una vita da prima pagina
- Episodio 6: Dove il tempo si spezza
- Episodio 7: Trame di vita – prima parte
- Episodio 8: Trame di vita – seconda parte
- Episodio 9: Duelli di sguardi
- Episodio 10: Deviazioni non previste
- Episodio 1: Qualcosa è cambiato
- Episodio 2: Il prezzo del lieto fine – prima parte
- Episodio 3: Il prezzo del lieto fine – seconda parte
- Episodio 4: Crepe
- Episodio 5: Partecipi dello stesso sogno
- Episodio 6: Il tempio dell’apparenza
- Episodio 7: Incontri e deviazioni
- Episodio 8: Conseguenze – prima parte
- Episodio 9: Conseguenze – seconda parte
- Episodio 10: L’eco della colpa
- Episodio 1: Oltre la soglia
- Episodio 2: La sentenza delle tessitrici
- Episodio 3: Sangue divino
- Episodio 4: Certezze effimere
- Episodio 5: Il peso della verità – prima parte
- Episodio 6: Il peso della verità – seconda parte
- Episodio 7: Catene invisibili
- Episodio 8: Rivelazioni sepolte
- Episodio 9: Un amore ribelle
- Episodio 10: L’eredità dei sogni
- Episodio 1: L’oracolo di Apollo – prima parte
- Episodio 2: L’oracolo di Apollo – seconda parte
- Episodio 3: La profezia di Tiresia
- Episodio 4: Ritorno all’Elicona
- Episodio 5: Il canto delle Muse
- Episodio 6: Il sogno e la parola
- Episodio 7: La Rinuncia delle Moire
- Episodio 8: Ordine e caos – prima parte
- Episodio 9: Ordine e caos – seconda parte
- Episodio 10: Ordine e caos – terza parte
- Episodio 1: Ordine e caos – quarta parte
- Episodio 2: Ordine e caos – quinta parte
- Episodio 3: La ruota del destino
- Episodio 4: Epilogo
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
STAGIONE 5
“Anche gli dei piangono le disgrazie degli uomini.”
Euripide, Andromaca
Anche una Musa, ogni tanto, sente il bisogno di immergersi nei drammi umani per sfuggire ai propri. Così, dopo l’ennesima discussione con Calliope sul vero significato della vocazione divina, tornai sulla Terra.
Avevo bisogno di allontanarmi dalla sua presenza ingombrante — e sapevo, lo ammetto, che la mia discesa l’avrebbe infastidita ancora di più.
«Chi si crede di essere? Potrebbe occuparsi di Orfeo invece di tormentare me.» Con un tono un po’ più alto aggiunsi il resto. «Tanto lui ci casca sempre: basta una cetra e quattro versi tristi, e addio buoni propositi. È un po’ che non lo vedo — forse la sta evitando anche lui.» Un commento che mi uscì di getto. Il danno era fatto. Mi sistemai una ciocca di capelli dietro l’orecchio e proseguii la passeggiata fingendo indifferenza.
«Dove sono finita? Non sento il profumo del mare.»
Avevo programmato di andare a Nafplio — ma è risaputo: quando le emozioni mi governano, sbaglio strada. Finii a Roma, in un parco a sud del centro urbano.
Chiusi gli occhi e inspirai a fondo.
Terra bagnata. Resina di pino. Tiglio in fiore. Fragranze che si mescolavano in armonia. Un cigolio lento e regolare mi raggiunse prima di ogni altro rumore — un’altalena oscillava poco lontano da me.
Quando riaprii gli occhi, la vidi.
Una bambina che non poteva avere più di dieci anni, sola in un parco al tramonto. Una scena che Melpomene avrebbe definito «inopportuna e da evitare»: lei avrebbe intonato un’aria funebre e composto tre odi tragiche. Io, invece, volevo scoprire cosa si nascondeva dietro quella visione inconsueta.
Il sole tramontava alle sue spalle. Aveva il capo chino e la schiena rigida — stava piangendo, o almeno così sembrava. Dondolava con lo sguardo perso nel vuoto, come se la mente si fosse svuotata di ogni pensiero e si rifiutasse di elaborarne di nuovi. Capelli raccolti in due trecce, un vestito nero di ottima fattura, ballerine coordinate.
«Avrà discusso con i genitori. Le do un’ora di tempo e torna a casa.»
Mi sarebbe bastato un tocco per confermare la mia ipotesi, ma non era il caso di presentarmi così: difficile credere che una bambina potesse apprezzare la visione di una Musa.
Decisi di assumere un aspetto più adatto all’occasione.
La trasfigurazione era una delle poche capacità che, a differenza delle mie sorelle, dominavo con sicurezza: bastava immaginare una forma e la mia essenza divina la plasmava. Semplice. Naturale come respirare.
Scelsi l’aspetto di una bambina della sua età: viso ovale, occhi verdi, lunghi capelli castani raccolti ai lati con due fermagli rosa che Afrodite avrebbe senz’altro approvato.
Mi sedetti sull’altalena accanto alla sua e iniziai a dondolare con disinvoltura. Le sfiorai la mano — e in quell’istante capii che mi ero sbagliata: la sua storia era diversa da come l’avevo immaginata. Mentre rimuginavo sull’errore, lei si voltò verso di me.
Io sorrisi; lei rimase impassibile.
«Ci conosciamo?» disse con tono distaccato.
Scossi la testa. «Disturbo le tue riflessioni?» chiesi, con il tono più ingenuo che potessi simulare.
«No.»
Ci muovevamo all’unisono.
«Mi chiamo Sofia. Tu?»
«Clara.»
Abbozzai un sorriso. «Hai un bel nome.»
«Grazie.» Poi il suo sguardo scivolò sul mio ciondolo. «Bel medaglione.»
«È un regalo dei miei genitori. Cambia colore con la temperatura del corpo.»
Silenzio
Se avessi parlato con l’Oracolo di Delfi, la conversazione sarebbe stata più vivace. Era la prima volta che mi riusciva tanto difficile dialogare con un essere umano — ma non mi arresi.
«Le mie sorelle mi verranno a cercare a breve. Si è fatto tardi. Tu che fai, resti?»
Clara sospirò. Dopo un attimo aggiunse: «Dovrei rientrare anch’io. Non voglio che i nonni si preoccupino.»
«Vivi con loro?»
«Sì.»
«Ora mi spiego il vestito. È un po’… da vecchi.»
«Già. Mamma non me lo avrebbe mai fatto indossare.»
«È… morta?»
Annuì appena, fermando l’altalena con i talloni.
«Nonna dice che è salita in cielo con papà e che mi guardano da lassù. Ma… non so. L’unica cosa certa è che non li rivedrò mai più.»
La sua voce non tremava. Era già passata oltre il pianto.
«Mi dispiace, Clara — però devo correggerti: non sei sola, hai i tuoi nonni.»
«Non è la stessa cosa. Solo la mamma mi faceva stare bene quando prendevo un’insufficienza a scuola. Quando Anna e le altre urlavano che ero brutta, papà mi consolava. Mi difendevano sempre — con i maestri, con i nonni. Ora è tutto più complicato.»
«Anna si sbaglia. Non sei brutta. Ma quel vestito deve sparire.»
Sorrise per la prima volta.
«Non piace nemmeno a me.»
«Posso risolvere tutti i tuoi problemi, se vuoi» dissi in uno slancio di entusiasmo. «Non mi sono mai piaciute le storie tristi.»
E in quel momento, lo sentii. Un calore che saliva dal petto, una certezza istintiva: potevo farlo. Non dovevo solo ispirarla — o consolarla con un sogno. Potevo sistemare le cose nella realtà, per aiutarla ad affrontare la sua tristezza. Non sapevo come. Ma la sensazione era potente, quasi travolgente.
I suoi occhi castani si velarono di lacrime. «Sei gentile, ma non puoi aiutarmi.»
Forse aveva ragione. Forse mi stavo solo illudendo.
Scese dall’altalena mentre io mi dibattevo tra i miei dubbi. «È tardi. Dobbiamo andare a casa. I miei nonni e le tue sorelle saranno in pensiero.»
«Ne dubito. Sono arrabbiate con me.»
Rise piano. «Sei fortunata. Ho sempre voluto una sorella o un fratello.»
«Non ti perdi niente. Ne ho nove. A volte vorrei eliminarle tutte.»
Sgranò gli occhi.
«Scherzo. Più o meno.»
«Ma di sicuro i tuoi genitori saranno preoccupati?» aggiunse con tono incerto.
«Dubito anche di quello. Non si interessano a me.» Con un salto scesi anch’io dall’altalena. «Ho una vita complicata. Comunque, prima parlavo sul serio. Posso aiutarti.»
Ero decisa: avrei esaudito il suo desiderio, trasformato il sogno in realtà.
«Devi solo stringere la mia mano più forte che puoi. Focalizza l’immagine dei tuoi genitori nella mente e, quando sei pronta, apri gli occhi.»
Clara rise, ma assecondò il mio invito. «Sei davvero un tipo strano.»
Stavo per realizzare il mio proposito quando il tempo intorno a me si bloccò. Tutto rimase sospeso in quell’istante. Persi anche la forma umana, come se la maschera che avevo creato non fosse mai esistita.
Serie: Un destino (S)critto male
- Episodio 1: Inciampi del destino
- Episodio 2: Incontri fortuiti
- Episodio 3: Il Patto di Moirania
- Episodio 4: Protagonista involontaria
- Episodio 5: Una vita da prima pagina
- Episodio 6: Dove il tempo si spezza
- Episodio 7: Trame di vita – prima parte
- Episodio 8: Trame di vita – seconda parte
- Episodio 9: Duelli di sguardi
- Episodio 10: Deviazioni non previste
Ciao @Tiziana.M ho deciso di leggerti dall’inizio (anche se ho molto da recuperare 😅) per riuscire a raccapezzarmi un po’.
Questi due episodi, mi hanno convinto a continuare… 👏🏼👏🏼
Sono strafelice Corrado spero che ti piaccia anche il resto.🙏😉
Ciao Tiziana! Rinnovo i complimenti per questa serie👏🏻 Molto originale, prima di tutto, ma anche profondamente umana – pur essendo narrata dal punto di vista di una semidivinità (una specie di decima Musa, a noi mai pervenuta?). D’altra parte, non esiste nulla di più umano delle divinità greche, coi loro vizi e le loro pulsioni😊
Grazie Nicholas, con la decima Musa posso dare sfogo alla mia creatività senza rischiare di fare brutte figure. Sempre molto gentile ♥♥♥
Quest’idea che hai avuto è magica, proseguo con entusiasmo!
Grazie Roberto, buona lettura😊
“Abbozzai un sorriso. «Hai un bel nome» dissi per adularla.”
Ho abbozzato un sorriso (metterei tutto al presente)
Grazie per il suggerimento, ma l’episodio è prevalentemente al passato, la scelta originale (“abbozzai”, “dissi”) è più appropriata.
“Un commento che mi era uscito di getto, e lei di sicuro aveva sentito, ma ormai il danno era fatto e non potevo ritrattare. Mi sistemai una ciocca di capelli dietro l’orecchio, fingendo indifferenza.”
Un passaggio perfetto, scandito con il giusto tempo che permette al lettore di immaginare la scena quasi fosse un frame di un film.
Grazie! 🙏🙏
Mi è piaciuto tantissimo questo incontro tra la ninfa e la bambina, e il modo in cui la ninfa cerca di aiutare la piccola mi ha davvero commossa. Speravo davvero le esaudisse il desiderio…
Forse non è di consolazione, ma ha trovato un’amica speciale. Strana e a tratti un snob, ma con il tempo si trasformerà in una parte importante della sua vita
Un legame molto particolare tra una bambina umana e una ninfa. Mi piace anche come il tutto sia inserito all’interno di una routine moderna e vivace, piena di piccoli sogni innocenti che finiscono per prendere una piega inaspettata. Promette bene e incuriosice anche perché scrivi e gestisci il tutto molto bene. Ci rileggiamo al terzo.
Un racconto insolito, leggero e piacevole. Sono curiosa di scoprire come procederà questa storia, tra mito e realtà. In attesa del prossimo episodio cercheró di sapere qualcosa di piú su queste muse sorelle.
Nel prossimo capitolo te ne presento tre😉
Mentre leggevo di loro che dondolavano all’unisono una accanto all’altra, mi sono così immedesimata in quel dialogo da dimenticarmi che una delle due era una musa. Mi sembrava di avere di fronte niente più che due bambine, con la loro visione sognante della vita e della morte, dei rapporti fra le persone. Il dialogo è fresco, accattivante e giustamente ‘semplice’ vista la giovane età. Tutto, anche i problemi più grandi e apparentemente insormontabili, vengono affrontati con quella leggerezza che contraddistingue i bambini.
Ma poi, alla fine, la musa realizza veramente il desiderio di Clara o semplicemente ‘svanisce’? Non lasciarmi a metà… 🙂
Non svanisce, è certo! Insieme vivranno una bella avventura, e spero di riuscire a dare forma alle idee che mi ronzano in mente.
Non ci sono dubbi ☺️
Una musa che finisce a Roma! Ma che meraviglia 😍 Meraviglioso il dialogo con Clara❤️
Grazie Arianna😘❤️
Ciao Tiziana, molto bello e intenso questo secondo episodio, mi è piaciuto ancora più del primo. C’è sempre leggerezza, ma si intravede anche qualcosa di più. Molto brava!
Grazie 🙏🙏
“una scena che Melpomene avrebbe definito “inopportuna e da evitare”. Lei avrebbe intonato un’aria funebre e composto tre odi tragiche, io invece volevo scoprire cosa si nascondeva dietro quella visione.” Bellissimo questo passaggio😂
È una espressione che ho preso in prestito da una mia amica 🤭🤭🤭
Bello, bello. Sono curiosa di leggere il seguito.
Grazie🙏🙏🙏
Molto divertente. Continua.
Grazie Rocco🤗