Incontro fortuito

I ciliegi in fiore del Parc des Bastions lasciavano cadere petali rosa sulle panchine di pietra. Era una splendida giornata d’aprile a Ginevra, una di quelle che riempiono i parchi di sole e di persone. Faisal camminava con le mani affondate nelle tasche della giacca, distratto dai suoi pensieri di lavoro, quando la vide.

Era seduta da sola, intenta a buttare briciole di pane ai passeri. Aveva i capelli scuri raccolti e lo stesso identico profilo che Faisal aveva cercato di cancellare dalla mente per sette anni, senza mai riuscirci.

Si bloccò. Sentì un colpo secco al petto. Il manager cinico e imperturbabile, abituato a gestire capitali internazionali, svanì in un secondo; restò solo un uomo ferito. Fece tre passi avanti.

Maryam sollevò lo sguardo. Non ebbe un momento di panico, ma le dita le rimasero sospese a mezz’aria, piene di briciole.

«Faisal», disse, con una voce che sembrava arrivare da un’altra vita.

«Maryam. Non posso crederci… sei davvero tu.» Faisal si guardò intorno, poi indicò il posto libero accanto a lei. «Posso?»

Lei si limitò a spostare la borsa per fargli spazio. Rimasero in silenzio per qualche istante, senza sapersi guardare.

«Ginevra è l’ultimo posto in cui avrei pensato di incrociarti», disse lui, con quella vecchia amarezza che non era mai riuscito a scrollarsi di dosso. «O forse è il posto perfetto per godersi la vita? Spero che i soldi che hai cercato di strappare a qualcun altro dopo di me ti siano bastati per lasciare il Medio Oriente e trasferirti qui.»

Maryam tese le labbra in un sorriso amaro, tornando a guardare i passeri. «Il tempo non ha scalfito le tue certezze, Faisal. Sei rimasto fermo a quel giorno a Riad.»

«E come avrei dovuto reagire? Ti ho chiesto di sposarmi. Ti ho offerto tutto quello che un’intera famiglia, in quel Paese, poteva soltanto sognare. Avevo i mezzi e il potere per garantirti qualunque cosa. Chiedevo solo una firma su un accordo prematrimoniale, una tutela normalissima per il patrimonio dei miei. E tu hai preferito sparire nel nulla piuttosto che rinunciare a una quota dei miei beni in caso di divorzio. Mi hai dimostrato che guardavi il mio conto in banca, non me.»

Maryam voltò la testa verso di lui. Lo fissò con uno sguardo profondo, privo di risentimento, pieno di una pietà che lo ferì più di un insulto.

«Io non ho mai voluto un soldo dei tuoi beni, Faisal. Volevo solo salvare la mia vita e quella dei miei genitori.»

Faisal aggrottò le sopracciglia, spiazzato. «Di cosa stai parlando?»

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Discussioni

  1. Ho aportato la correzione cambiando come ho detto anziché cancellare 8chissà perchè in una precedente versione non mi andava bene dire “privo di risentimento” riferito allo sguardo ed ora sì.. forse è un bene aver sbagliato lì: mi ha dato l’occasione di ripensarci un’altra volta. Ditemi se ora è tutto ok per favore (la cosa più assurda è che io revisiono sempre prima di pubblicare: come mi è sfuggito?Non me ne capacito e grazie ancira!)

    1. cavolo l’ho scritto e riscritto più volte prima di pubblicarlo, scusami tanto: è evidentemente un refuso.. va solo tolto ormai (apparteneva ad una riscrittura che non era definitiva e rasa è un frammento di parola.. ti sarà capitato di avere incidenti del genere. Provvedo (se un bug non mi impedisce anche questa correzione ma credo di no, a togliere del tutto quella parte (eppure io revisiono! Come mi è sfufggita?)

    2. post scriptum: anzi sai che faccio? Ho avuto un’idea migliore: lo trasformo invece di cancellarlo! Lo facio diventare “privo di risentimento” che, per me, ci sta benissimo ed in fondo era in una delle versioni (poi avrò trovato un motivo per toglierlo ma oa mi calza a pennello1 Sì meglio sistemare che t5agliare ^-^)