Interruzione 1/2

Serie: Interruzione


Erano le 15.45 del giorno 17 Gennaio 2020 quando arrivò la convocazione nell’ufficio del responsabile delle risorse umane alle 16.00 in punto per l’impiegato di quinto livello Axel Matrici.

Considerando che il boss era un ossessivo compulsivo della puntualità, il lavoratore non aveva più di qualche minuto per concludere quanto stava svolgendo perché non sapeva quanto sarebbe durato questo incontro. Inoltre Axel avrebbe dovuto prendersi qualche istante per un flashback sull’andamento delle sue ultime settimane in ufficio, per trovare una ragione tale giustificare quella insolita richiesta, ma per fortuna non gli sembrò di trovare niente di notabile.

Dopo un breve passaggio in bagno a per sciacquarsi il viso segnato dalla usuale sveglia delle 6.15, con un tesoretto di un paio di minuti di anticipo eccolo annunciarsi alla segreteria delle risorse umane. E finalmente si trovò davanti alla porta del responsabile, bussò.

Il dottor Angeli, delle risorse umane cordialmente lo accolse e lo invitò a sedersi poi molto seraficamente gli disse: «Siamo in un periodo di regressione economica, mio caro Matrici, in cui il calo del lavoro non solo è un dato oggettivo, ad oggi, ma lo corroborano le proiezioni dei volumi d’affari a medio termine».

Axel cominciava ad accalorarsi, l’unica cosa che desiderava era che quel maledetto ragionamento finisse. Gli sembrava infatti di essere alle prese con la traduzione di un’orazione di Demostene quando studiava al liceo classico. Dopo la prima frase puntualmente si perdeva nei meandri della dialettica di quell’antico oratore.

Finalmente dopo una serie di numeri snocciolati per corroborare la sua tesi si concluse il discorso del responsabile delle risorse umane con un sommesso «Mi spiace non possiamo prolungare il suo contratto di lavoro oltre il biennio concordato, la ringrazio comunque Dott. Matrici per la professionalità dimostrata. Se del caso avesse bisogno di una raccomandazione, non lesini a contattarci, fornirò personalmente referenze positive sul suo conto».

“Ed eccoci al punto di partenza”, pensò Axel, a 42 anni suonati arrivata l’ennesima delusione lavorativa e avrebbe dovuto ricominciare da capo ancora una volta.

La sola idea gli faceva provare una serie di sensazioni che andavano dalla rabbia passando per la delusione fino alla paura per un futuro che aveva il colore dell’incertezza. Di certo doveva ancora somatizzare quella nuova situazione e sperava che il responsabile delle risorse umane aggiungesse qualche altra parola prima di congedarlo, del genere “C’è comunque la possibilità di essere riassunti tra qualche mese attraverso un’altra ragione sociale” o qualche altro sotterfugio giuslavoristico, ma le uniche parole che aggiunse furono in modo del tutto sommesso «La prego caldamente di non usufruire delle ore residue di ferie e di permessi, mi aspetto da una persona seria come lei la disponibilità ad onorare il suo contratto che scadrà tra 60 giorni».

La scrivania di Axel non era distante dall’ufficio di Angeli. C’era solo da percorrere un corridoio di una decina di metri, affacciato sulla strada principale attraverso un’enorme finestra e scendere una rampa di scale. Quel breve tratto di cammino lo fece svogliato, e più volte si accorse che barcollava, quasi a perdere l’equilibrio, ebbro com’era, di quella nefasta notizia.

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