Intimi disagi.
Serie: Caterina
- Episodio 1: Caterina
- Episodio 2: Caterina e Lorenzo
- Episodio 3: Intimi disagi.
STAGIONE 1
«Cosa hai che ti vedo strana, stasera?» chiede sua madre, quando si accorge che Caterina è distratta.
«Niente, è che sono un po’ stanca.»
«Hai mica la febbre?» Le tocca la fronte. «È un po’ calda.» Le accarezza i capelli. «Vatti a riposare che rassetto io, stasera.»
Avrebbe voluto raccontare a sua madre quel sentirsi sottosopra, sospesa tra pavimento e soffitto, ma prima vuole capire cosa esso sia per davvero.
Il braccio che sostiene il lampione, a qualche metro dalla finestra della camera, preso a spallate dal vento strepita, ma non è il motivo dell’insonnia di Caterina.
La radiosveglia segna le due meno dieci, quando decide di non costringersi più a prendere sonno.
«Vuoi sapere perché sono inquieta?» Distende il cappotto vicino a lei. «Ho il cuore che, se continua a battere così forte, mi esce dalla gola! E sai perché?» Abbassa la voce, per far sentire solo a loro due quello che sta per rivelare a sé stessa. «Lorenzo. Mi sono innamorata di Lorenzo!» sospira, partorendo quel sentimento che la travolge. La camicetta piegata sullo schienale della poltrona di vimini ha un sussulto per lo spostamento d’aria provocato da quel grosso sospiro liberatorio.
«Oh, papà! Ti piacerebbe, sai? È un bravo ragazzo. Fidati.»
Avrebbe continuato a parlarne, ma lo scuro viene sbatte contro il telaio della finestra, per cui si deve alzare per fissarlo. Tornata a letto, si rannicchia sotto le coperte, concentrandosi sul fischiare del vento, sperando che le faccia da ninna nanna.
Sono giorni che, all’uscita da scuola, percorre con lo sguardo l’intera piazza, rimanendone delusa: lui non c’è.
Nel pomeriggio il tiepido sole della mattina lascia spazio a un cielo velato di nuvole. Sua mamma è al lavoro, mentre lei si reca in cartoleria per comprare il materiale che occorre per la scuola.
Cammina per le strade dove è possibile transitare con i veicoli, sperando di incontrare Lorenzo alla guida della sua auto. Stenta a crederci quando sobbalza nel sentire il rombo della MiTo.
«Ciao, bella.» Sembra contento di vederla. «Sono giorni che ti penso» le dice, aggiungendo che è dispiaciuto di non avere avuto tempo per cercarla. Caterina è felice di essergli mancata.
«Sali, che andiamo a farci un giro» le propone, sfoggiando un tono suadente.
«Mi piacerebbe, ma non posso. Ho appuntamento con mia mamma.» Guarda l’orologio. «Tra quaranta minuti, vicino alla Porta Vecchia» precisa.
«In quaranta minuti facciamo il giro del mondo. Dai, sali che ti riporto in tempo» insiste.
La fontanella a colonna segna l’inizio della salita per la parte alta del paese, dove troneggiano i resti del castello con il belvedere sulla valle e la pineta alle sue spalle.
Le ruote della MiTo graffiano la strada spinte dal desiderio di Lorenzo di arrivare quanto prima in cima. Mentre guida,
tiene una mano sul volante e l’altra appoggiata sulla gamba di Caterina.
Sul Belvedere alcune coppie di innamorati si scambiano abbracci e baci, trascurando la bellezza del panorama. Lorenzo cerca il posto più appartato per parcheggiare e lo trova a ridosso della pineta. Caterina intuisce ciò che sta per accadere e prova disagio. Si irrigidisce, mentre Lorenzo la bacia a fior di labbra. Cerca di assecondarlo, quando sente la sua lingua, ma quel bacio ha un sapore dolce e amaro: la mano di lui, tollerata tra le cosce, adesso che è salita fino a intrufolarsi tra le mutandine le crea fastidio.
«Scusami, ma non ce la faccio» biascica avvilita, ritraendosi.
«Non ce la fai a fare cosa? chiede lui stizzito, scostandosi.
«Scusami. Non è colpa tua…Tu mi piaci…Ma ho bisogno di tempo, ecco!»
Lorenzo è serio. «Non sei più una bambina. Ormai sei grande per certe cose. O no?»
Lei annuisce, mentre lui avvia il motore della MiTo.
La notte è senza fine: si rigira nel letto senza trovare una posizione stabile. È agitata. Si sente in colpa per come ha reagito all’approccio intimo di Lorenzo. Rivede il suo freddo sorriso di quando si sono salutati, e teme che non voglia più saperne di lei. Lascia il cappotto appeso all’attaccapanni, sebbene ne avrebbe bisogno per scaldarsi, ma certe cose non si possono raccontare al proprio papà.
Lo ha aspettato lungo il viale dei Tigli; è uscita di corsa da casa quando ha sentito rombare la MiTo, ma non è riuscita a incontrarlo.
I vicoli e le viuzze, a mano a mano che si allontanano dal centro storico, diventano vie, slarghi e strade, a seconda di come lo spazio è stato invaso dagli edifici.
Lungo il perimetro della piazzetta le fronde dei platani fanno da ombrello o da parasole alle panchine di granito. La Caffetteria si trova all’inizio del Corso pedonale che scende verso il Duomo e fa angolo con un lato della piazzetta. Caterina è in compagnia di Lisa.
«Ma te la fai con Lorenzo?»
chiede l’amica tra un sorso di cioccolata fumante e un morso al cannolo siciliano.
Caterina arrossisce.
«Allora è vero!» esclama Lisa, vedendo la sua reazione.
«Beh, cosa c’è di male?» si schermisce Caterina, finendo l’ultimo boccone di panna cotta.
«Che sia un bel ragazzo, non c’è dubbio, ma…» Si interrompe per addentare un altro pezzo di dolce.
«Cos’è che non ti va giù di lui?»
«Non lo dico per invidia, anche se mi spiace che uno così non sia alla mia portata, visto come sono grassoccia, ma non mi piace: lo trovo… come dire… ecco, non lo trovo vero.»
«Pensi che non sia sincero?»
«Sì.»
«È perché non lo conosci.»
«Può darsi, ma tu come fai a dire che lo conosci?» ribatte Lisa.
«Io sento che non è come dici tu!»
«Uh, e io sento che è come dico io!» replica, mentre Caterina ha un sussulto di stupore: ha appena visto entrare Lorenzo nel locale.
Serie: Caterina
- Episodio 1: Caterina
- Episodio 2: Caterina e Lorenzo
- Episodio 3: Intimi disagi.
Discussioni