Intro

Serie: Area Cani


    STAGIONE 1

  • Episodio 1: Intro
  • Episodio 2: 1
  • Episodio 3: 2

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: portare il cane all'area cani di un paese di provincia non è cosa per tutti...

Abbiamo sempre avuto cani in famiglia: grandi, piccoli, belli, brutti, sani, malati, arrivati, trovati, mai comperati (non che ci sia qualcosa di male, state sereni, stiamo solo parlando). Abbiamo sempre trattato i cani come cani e loro ci hanno sempre trattati come umani, pare banale ma non lo è: loro facevano lo sforzo di capirci e noi di capire loro e, soprattutto, di farci capire da loro. La cosa ha sempre funzionato in maniera assai naturale e così ci siamo voluti un sacco di bene, nella buona e nella cattiva sorte.

Qualche anno fa mio padre ha dovuto subire un’operazione, pertanto, un giorno, sono passato a prendere il suo attuale cane per portarlo a fare una passeggiata.

Il cane di mio padre si chiama Alfred, è un cane da caccia (un setter inglese, per gli amanti dei modelli esatti) non esteticamente eccezionale, si intuisce che la base un tempo fosse valida, ma lui non si è impegnato a mantenerla, diciamo così, un po’ come quando si googla “Gabriel Garko oggi”, per intenderci.

Alfred è un cane che arriva dal canile, è stato simpaticamente scaricato da un’auto da quegli stronzi dei suoi ex padroni e, non avendo correttamente elaborato il trauma, adesso sale su qualunque auto con lo sportello aperto e si rifiuta di scendere da qualunque auto su cui è salito, quindi per fisico ed attitudine, lo si può equiparare ad uno zingaro, inoltre, per non farsi mancare nulla, ha contratto la leishmaniosi.

Insomma signori, un cane non più giovane, non in splendida forma, psicologicamente instabile e per di più malato (se escludiamo la leishmaniosi, il paragone con Garko converrete che diventa sempre più calzante), può restare tranquillamente in canile per il resto dei suoi giorni ma, buon per lui, è arrivato mio padre che se l’è preso (che occhio!), “visto e piaciuto” potremmo dire (mi spiace per Gabriel, io ho chiesto a papà ma la casa è piccola, proverò a sentire mamma però lei ha già i gatti).

Tornando a noi, il giorno che sono andato a prendere Alfred, ho deciso di portarlo al parchetto dei cani; il motivo principale non era tanto che fosse un’area appositamente attrezzata (che poi non si capisce di cosa mai siano attrezzate queste aree, perché sono solo pezzi di prato recintati, per lo più fangosi e pieni di escrementi) ma semplicemente perché volevo uniformarmi agli usi e costumi locali, non essendo a casa mia. Mi spiego meglio: di mio lo avrei portato a fare un bel giro al parco, senza guinzaglio (ovvio che sto attento e tiro su la cacca, che domande, io ci tengo alle regole sociali), avremmo vagato liberi, sereni e spensierati per un paio d’ore, ma, trovandomi nella mia città natale, che non amo per nulla, non volevo che qualche dolcissima e devota signora mi giudicasse, nascosta dietro ai vasi di crisantemi rubati al cimitero, spettegolando alla vicina «ecco!guardaqueldrogatodelfigliodelR*****cheportailcanepazzosenzaguinzaglioladdovenonéusoportarlo!» Pam! Colpo apoplettico.

Insomma, ho ceduto alla paura delle maldicenze di paese, ho castrato il mio diritto alla libertà e così sono finito all’area cani: me ne sono pentito nel momento stesso in cui ho poggiato la mano sul freddo pomello del cancelletto e questa non è altro che la storia di quel giorno.

Chiuso. Come chiuso?! Ma se vedo gente dentro…

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Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco

Discussioni

  1. “mi spiace per Gabriel, io ho chiesto a papà ma la casa è piccola, proverò a sentire mamma però lei ha già i gatti).”
    Personalmente, dovendo decidere, avrei scelto Alfred come il padre del protagonista 😂 😂 😂