
Isabel e Gabriele
Serie: ISABEL
- Episodio 1: Isabel e Gabriele
STAGIONE 1
Le ultime ore del pomeriggio passarono lente. Isabel si sentiva stanca.
Mangiò ancora qualcosa di veloce e riprese il lavoro. Si occupava della revisione di romanzi per un’importante casa editrice specializzata in letteratura latinoamericana. Nella sua vita aveva letto di tutto, dalle porcherie a quelli che sarebbero poi diventati best seller.
Era considerata una delle migliori nel suo campo. Le parole le scorrevano sempre nella testa. Se avesse potuto, avrebbe corretto perfino i cartelli stradali e le etichette dei detersivi. La sua fantasia le permetteva di dare un tocco magico e speciale alle parole degli altri, magari anche solo cambiando loro di posto all’interno della frase.
Grazie al lavoro aveva incontrato scrittori e importanti personalità in campo letterario. Aveva partecipato a eventi in varie parti del mondo e si riteneva molto fortunata, il suo lavoro coincideva esattamente con la sua grande passione.
A malincuore, verso le sette Isabel spense il computer e si buttò in doccia. Aveva promesso a Gabriele di accompagnarlo al cinema. La serata era bellissima, calda, ma con una brezza leggera che permetteva di respirare finalmente dopo molti giorni di afa pesante. Trascorrerla in una sala cinematografica le sembrava quasi uno spreco.
Tuttavia, quando Gabriele aveva fatto la proposta, lei aveva subito risposto di sì. Non ci pensava mai troppo quando le chiedeva un favore o le proponeva qualcosa. Trascorrere il tempo con lui le piaceva molto, era sempre allegro e positivo. Sapeva, come lei, trovare il bello in qualsiasi cosa.
La loro amicizia era nata per caso, il pomeriggio in cui Gabriele si era distratto e aveva lasciato i suoi occhiali sul tavolino di un ristorante. Isabel lo aveva inseguito per riportarglieli ed era stata colpita dal suo bellissimo sguardo. Gli occhi verdi e le ciglia lunghe e scurissime l’avevano incatenata e naturalmente era arrossita e aveva fatto la figura della scema. Lui però era riuscito a sdrammatizzare subito la situazione per non metterla in imbarazzo: «Solitamente faccio questo effetto alle donne, quindi non ti preoccupare, ci sono abituato. Dimentico di proposito le cose e poi, quando una bella ragazza mi insegue, la guardo dritta negli occhi e la stendo ai miei piedi».
Isabel era scoppiata nella sua tipica risata infantile e la stessa cosa era successa a lui; erano tornati nel ristorante e avevano chiacchierato fino alla chiusura.
Da quel momento Gabriele non volle più lasciarsela scappare. C’erano molte cose in comune fra loro e negli anni avevano condiviso amicizie, esperienze e anche qualche viaggio.
Non era stato facile la prima volta che lui l’aveva baciata. Isabel si era sentita privilegiata, ma non era innamorata di Gabriele e glielo aveva detto. In modo sereno era stata capace di continuare a offrirgli la sua amicizia, senza ferirlo, e lui l’aveva semplicemente accettata.
Le cose fra di loro erano così, semplici.
Isabel aspettava invece qualcosa di speciale, una botta nello stomaco. Sapeva che prima o poi sarebbe arrivata. Nel frattempo voleva soddisfare la sua curiosità, voleva viaggiare e conoscere. Non era pronta per fermarsi ed era stata sincera con lui, come bisognerebbe sempre fare quando si vuole bene a qualcuno.
Quando si decise a vestirsi, Isabel si accorse che era molto tardi. Indossò qualcosa di carino e si affrettò per raggiungere Gabriele che sicuramente la stava già aspettando.
Risalì le scale della metro e si diresse verso l’ingresso del cinema. Notò da lontano che Gabriele si sbracciava nella sua direzione.
«Sei in ritardo come al solito!», le disse spazientito.
Isabel accelerò il passo.
«Scusami, hai ragione. Oggi non riuscivo a concentrarmi nel lavoro e ho fatto tardi.». Lo guardò meglio «Caspita, come mai sei così carino stasera?»
«Non cambiare discorso e smettila di fissarmi. Lo sai che io quando esco con te mi tiro sempre a lucido».
«Dai, non scherzare. Mi sembri abbronzato. C’è qualcosa di diverso, come se non ti vedessi da settimane».
«Secondo me, stasera sei tu quella strana».
L’abbronzatura d’inizio estate faceva risaltare i verdi occhi di Gabriele e Isabel notava gli sguardi incuriositi delle altre donne. Vicino a lui, si sentiva speciale. Gli prese il braccio e si diressero alla cassa del cinema.
«Cosa guardiamo, stasera?»
«Un film particolare. Di quelli che non fanno mai il pienone in sala».
Isabel prese da un tavolino la programmazione dei film.
«Non mi sembra di conoscerlo dalla locandina, di cosa parla?»
«Non voglio rivelarti troppo. La regista è franco-israeliana e protagoniste sono tre sorelle».
«Ok, ok. Basta così. Lasciami sulle spine».
Si comprarono un paio di bibite e scelsero i posti centrali. La sala era praticamente vuota.
Al termine della proiezione Isabel era entusiasta. Ce n’era di carne al fuoco quella sera per intraprendere una delle solite chiacchierate infinite fra loro. Le piaceva molto discutere con lui, insieme riuscivano a vedere le cose da più punti di vista e a spaziare da un argomento a un altro.
«Ti va una pizza?», le chiese Gabriele all’uscita del cinema.
«Secondo me sei senza fondo ed è anche un po’ tardi per mangiare. Comunque ti faccio compagnia volentieri».
Come al solito, si resero conto che era tardissimo solo quando la cameriera del locale cominciò a dare segni d’insofferenza.
«E’ ora di andare, adesso. Ci guardano male», disse Isabel alzandosi. «In realtà non ho ancora sonno. Potremmo fare una passeggiata e continuare a parlare del film».
«Non preferisci la metro? Mi sembra che faccia un po’ freschino».
«Preferisco a piedi, se non ti dispiace».
Milano di notte non le faceva paura. Era casa sua e si sentiva bene, sempre. Accanto a Gabriele, poi, tutto diventava più piacevole, anche una semplice passeggiata.
Lui le appoggiò delicatamente la giacca sulle spalle e la prese sotto braccio. Camminarono a lungo, ridendo come ragazzini.
Si salutarono sulla porta di casa di Isabel e lei, come sempre, si lasciò baciare. Non era una cosa che faceva male né a lei né a Gabriele. Era al contrario qualcosa di cui i due non sapevano fare a meno. Un’abitudine che agli occhi degli altri poteva sembrare sbagliata, ma a loro andava così, con leggerezza.
“Si lascia mai la casa dell’infanzia?”
Serie: ISABEL
- Episodio 1: Isabel e Gabriele
“Non era pronta per fermarsi e glielo aveva detto. Come bisognerebbe sempre fare quando si vuole bene a qualcuno.”
Sacro santa verità! Concordo appieno con questo passaggio. E’ interessante l’amicizia tra Isabel e Gabriele e rappresenta quello che effettivamente mi piace avere con la mia metà, ovvero lunghe chiacchierate in cui confrontiamo i nostri diversi o simili punti di vista.
Molto vero quello che dici. Ho due figli tra l’adolescenza e l’età adulta e vedo che è molto naturale l’amicizia fra i due sessi. Fortunatamente lo è stato anche X me nonostante fossero tempi diversi. L’importante è sapersi aprire ed essere sempre onesti e rispettosi. Mi fa molto piacere che tu stia proseguendo nella lettura. Tra oggi e domani pubblicherò l’ultimo capitolo. Spero tu abbia voglia di arrivare alla fine. Un abbraccio
La scelta dei nomi che hai voluto dare ai tuoi protagonisti è ispirata. Ritengo che esistano varie forme di amore e quella di cui hai narrato è una delle più belle: il bacio, a parer mio, ci sta. Siamo anime erranti, a volte si ha la fortuna di incontrarsi lungo il cammino di più vite e questo fa la differenza.
Si riferisce al film citato…
Interessante. Soprattutto la domanda alla fine…