Joanna

Serie: I PASSANTI IN VIA DEI MATTI


E' ora di scoprire cosa chi si cela davvero dietro all'immagine della TOP model capricciosa che conosciamo come Joanna

Il viso di quel ragazzo sulla pubblicità di nuovo autore emergente le era famigliare. I riccioli che gli ricadevano sulla fronte disordinati le portarono alla mente una piccola fantasticheria a cui si era abbandonata qualche mese prima, quando stanca, accaldata e totalmente spaesata non aveva avuto altro da fare mentre aspettava che un taxi la passasse a prendere.

Aveva appena finito il lavoro, voleva andare a casa ma entrò lo stesso in quel piccolo negozio di libri per cercarne all’interno quel volto, trovandolo in versione molto più ridotta sulla copertina di un libro abbandonato di fretta. 

“La Finestra in via dei matti” lesse lei a mezza voce guardando il fronte della copertina. Rivoltò il libro per vedere di nuovo quella foto e leggere la trama. “Brevi racconti di vite che passano davanti ad una finestra anonima”. Aveva questa abitudine di leggere sempre qualsiasi cosa a voce alta o almeno sussurandola. Le piaceva il suono della sua voce molto più di quello della sua mente. Non sapeva spiegare perché ma le due suonavano terribilmente diverse.

In ogni caso, se quel ragazzo era lo stesso che ricordava lei, quella finestra era tutt’altro che anonima. Era stata la sua piccola distrazione: una meravigliosa finestra d’epoca, evidentemente originale dell’edificio che aveva subito in modo evidente innumerevoli modifiche. Ma quella finestra era rimasta lì, imperterrita, via di comunicazione silenziosa tra mondo esterno ed interno.

Ancora col libro in mano, si guardò intorno e individuò una poltroncina libera su cui accomodarsi per vedere se tra i passanti che avevano catturato lo sguardo dell’autore non ci fosse per caso anche un’ombra di lei. I suoi occhi scorrevano i capitoli, prima chiusi in sottili fessure come se la cosa l’aiutasse a concentrarsi meglio, per poi spalancarsi in un’espressione incredula.

Mentre sperava di trovare “un’ombra”, si era invece ritrovata di fronte un enorme riflettore. Quella Joanna era sicuramente lei. I tempi, le dinamiche, la scena della telefonata… era assolutamente lei. Aveva letto velocemente per capire se quello sconosciuto stesse davvero scrivendo di lei, troppo velocemente. Ora stava ritornando a inizio pagina, laddove quella ragazza “che, sì era bella, ma non poi così tanto.”

“Ma chi si crede di essere? Mr Darcy del ventunesimo secolo?” sbottò, facendo trasalire una coppia che si era fermata lì accanto a valutare quale libro per bambini comprare. Nella sorpresa, il marito aveva inavvertitamente premuto il tasto con cui far partire la canzoncina di sottofondo del libro. Così, dopo aver abbandonato il libro ed essersi allontanati in fretta da quella ragazza così ‘psicolabile’, Helena (perché quello era il vero nome della nostra Joanna) si ritrovò da sola a continuare a leggere mentre “E’ un mondo piccolo” suonata col classico tono metallico andava in sottofondo, giusto per farle saltare i nervi definitivamente.

Scattò in piedi e si diresse con decisione alla cassa. Sbatté il libro sul bancone e senza nemmeno ascoltare la cassiera che le diceva il prezzo, appoggiò la carta sul lettore. Se ne andò, lasciando la cassiera a sventolare una borsa di carta al vento.

Dopo qualche passo, si rese conto che quel ragazzo l’aveva proprio descritta bene in fondo: impulsiva, autoritaria… sola. Sola contro un mondo pieno di invidie e di cattiverie. Non era una modella, ma lui era comunque andato poco lontano dal motivo per cui si era ritrovata a vagare davanti a quella finestra.

Rallentò il passo e poco prima di arrivare alla macchina, decise di fare retro front. Non era ancora ora di andare a casa, non più. Adesso voleva andare avanti a leggere e decise che sarebbe stato meglio farlo davanti ad una tisana calda nel piccolo bar che aveva scoperto poche traverse più in là una giornata in cui non aveva avuto nemmeno 20 minuti di tempo per la pausa pranzo.


Ordinò una tisana contenendo il tono, come se si sentisse ancora osservata da qualcuno che poi avrebbe scritto un resoconto di ogni suo comportamento. “Buffo” pensò “e pensare che credevo di essere io tra i due quella che giudicava l’altro”.

Si accomodò al suo tavolo preferito, vicino alla vetrata da cui poteva osservare i passanti e capire qual era il momento migliore per tornare in ufficio. Aspettò che le arrivasse la tisana fumante prima di riprendere in mano il libro. Un po’ leggeva, un po’ pensava e beveva la tisana, pesca e mango. Quando nel libro arrivò al punto della domanda “Thè alla pesca o al limone?” sorrise. Definitivamente Pesca.

Quando finì la parte che la riguardava, chiuse il libro, lo voltò e rimase a fissare la foto di Tommaso. Chissà cosa gli avrebbe detto se si fosse davvero avvicinato. Forse lo avrebbe mandato via in malo modo. O forse sarebbe andata proprio come aveva scritto lui. Peccato che lei era un’agente immobiliare strana: non portava con sé i biglietti da visita.

Serie: I PASSANTI IN VIA DEI MATTI


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Discussioni

  1. È bello leggere storie ragionate come le tue, si percepisce chiaramente la presenza di un’architettura senza rivelarla del tutto, come quando scosti piano piano il velo che ricopre le forme di un’opera nuova

  2. Ciao ShanLan; finalmente. Ho voluto rileggere Irina, per poter cogliere meglio il senso di questa serie. I tuoi racconti sono sempre gradevoli e hanno in comune alcune caratteristiche. La vera identita` dei personaggi non si svela mai completamente o comunque non da subito. Lasci al lettore la facolta` di farsi in’ idea, come se stesse osservanso i passanti attraverso i vetri di una finestra. Spero di poter leggere presto il terzo della serie.

    1. Ciaooo!! Eh si, purtroppo è stato un anno intenso e ho dovuto lasciare da parte la scrittura.. ma le storie sono ancora tutte vive nella mia mente. Grazie per avermi “aspettata” e grazie per i tuoi commenti sempre positivi!