La bellezza di poter ascoltare

L’udito, come sanno tutti, è uno dei cinque sensi ed è forse quello più bistrattato. Sì, perché l’essere umano ha l’abitudine di dare per scontato le piccole cose e, solo quando le perde, si rende conto di quanto siano importanti. Per fortuna non mi trovo nella condizione per comprendere a fondo questo dono, perché per farlo dovrei perderlo; però, nel mio piccolo, ho una mia teoria.

Immaginate una donna incinta al nono mese di gravidanza, le si rompono le acque e, com’è ovvio che sia, si reca in ospedale. Una volta giunta in sala parto, il medico farà di tutto per il bene del bambino e della mamma, farà sì che tutto vada per il meglio e sarà proprio in quella circostanza che l’udito farà qualcosa di straordinario.

Il bambino, sin da quando è un embrione, non può usare altro senso che l’udito e, anche se nella pancia i suoni sono come li sentisse con la testa sott’acqua, un suono su tutti rimane invariato ed è quello che lo aiuta a calmarsi. Appena nato, impaurito da tutte quelle novità, si aggrappa con forza all’unica cosa che conosce. Non potendo vedere perché ha gli occhietti ancora chiusi, forse infastiditi dalla luce che non aveva mai visto prima, e non potendo usare l’olfatto perché ha il nasino otturato, ma soprattutto non potendo usare né il gusto né il tatto, usa l’udito. Sì, perché sin dalla pancia, sente il battito del cuore della mamma e solo con quello si calma. Infatti il bambino appena viene dato alla mamma, che lo appoggia sul suo petto, smette di piangere come per magia.

Crescendo, gli altri sensi si affinano e purtroppo quel bambino, che era così attento a usare un dono così importante, comincerà a darlo per scontato. Quando andrà al mare, non apprezzerà più il suono delle onde che s’infrangono sugli scogli e quando andrà a letto, non si fermerà un attimo ad ascoltare il dolce suono del silenzio, dando riposo alle sue orecchie stressate da tutti i rumori fastidiosi. Insomma, non si fermerà più ad ascoltare, ma si limiterà a sentire. Sentirà tutto, ma non potrà mai apprezzarlo veramente. Alla fine, quando capirà e se capirà, si godrà tutti i suoni del mondo e forse, come un bambino che per la prima volta, dopo anni di sordità, ascolta il suono della voce della mamma, si emozionerà e capirà quanto è stato fortunato.

Non date mai niente per scontato.

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Discussioni

  1. Ciao Antonio, purtroppo al giorno d’oggi ci concentriamo troppo sulla vita frenetica che conduciamo, e ormai ignoriamo le piccole cose che ci circondano, e non ascoltiamo più. È vero, penso al rapporto di oggi con gli adolescenti: spesso loro non ascoltano i genitori, e i genitori a loro volta non ascoltano le esigenze o le emozioni dei figli. La tua lezione sul non ascoltare si lega perfettamente alla mancanza di comunicazione che caratterizza il nostro tempo. I tuoi racconti sanno sempre offrire uno spunto per soffermarsi e riflettere, e questo è un gran bene, una cosa che mi piace tanto. Alla prossima?!

    1. Ciao Antonino,
      Ti ringrazio per le belle parole. Per me sono fonte di vanto poiché sto riscontrando che i miei racconti stanno colpendo nel segno, andando a toccare quelle corde che potevo solo sperare di raggiungere.

  2. Ciao Antonio. Hai ragione, spesso e volentieri diamo per scontate delle cose e ci accorgiamo di quanto siano importanti solo quando le perdiamo. Mi è piaciuta anche la tua riflessione sul non saper più “ascoltare”, pensando che a volte accade proprio con chi ci sta accanto.

    1. Ciao Micol,
      Mi fa piacere che ti sia piaciuto e che il mio messaggio sia passato forte e chiaro. Spero che questo mio lavoro dia spunti di riflessione.