
La brama
Serie: LO SCRITTORE
- Episodio 1: L’arrivo
- Episodio 2: L’incontro
- Episodio 3: La brama
- Episodio 4: Epilogo
STAGIONE 1
NELLE PUNTATE PRECEDENTI: Lo scrittore, dopo le prime ore di ambientamento, pensa di aver trovato l’ispirazione giusta, ma una giovane fanciulla attira la sua attenzione.
La traccia usciva fluida dalle sue dita quando lo scrittore si bloccò improvvisamente. Proprio mentre il bagnino con il salvagente sculacciava l’animatore ciccione vestito da bambino capriccioso entrava in scena Pamela Anderson… vabbè, non proprio lei, ma Vanessa col costume rosso intero scosciato non avrebbe sfigurato di fronte alla donna che aveva disturbato i sogni di tutti gli adolescenti della sua generazione. Lo scrittore smise di scrivere e fissò la ragazza mentre si adoperava a soccorrere un finto affogato fra il pubblico e correva al rallentatore su e giù per il palco, fino al gran finale in cui da dietro Fabio il bolognese, nel ruolo di David Hasselhoff, per simulare l’effetto di un’ondata, le versava addosso il contenuto di un enorme secchio di acqua che a giudicare dalla reazione dei suoi capezzoli sotto al costume doveva essere bella ghiacciata. Con Vanessa in piedi al centro del palco, completamente bagnata e visibilmente inturgidita, fra un palpabile imbarazzo del pubblico femminile e malcelati ammiccamenti di quello maschile, un deciso applauso accompagnato da gridolini e svariati BRAVA! urlati a gran voce, decretò la fine dello show serale.
Lo scrittore rimase impietrito per qualche secondo. Non sapeva se essere più sconvolto dallo squallore della rappresentazione alla quale aveva assistito o dall’ effetto che aveva fatto sulla sua mente e sulle sue budella la visione di quella fanciulla meravigliosamente e inconsapevolmente provocante. Il desiderio che iniziò a provare nei suoi confronti gli tolse ogni dubbio. Vanessa quella sera doveva essere sua a tutti i costi.
La trovò una mezz’oretta dopo al bancone del bar. Vanessa si era cambiata e indossava pantaloncini jeans e la solita immancabile maglietta rossa d’ordinanza con il logo del resort ed era circondata da ragazzine adoranti e maschi di mezz’età ammiccanti con il marsupio. Si sedette dalla parte opposta del bancone in una posizione studiata strategicamente per mettersi ad una distanza tale da rimanere sullo sfondo ma al tempo stesso perfettamente all’interno del campo visivo di lei. Infatti Vanessa fra una battuta e l’altra con i suoi ammiratori sbavanti alzò lo sguardo verso di lui e lo notò. Lui, guarda caso, incontrò il suo sguardo e alzò il bicchiere di Mojito nella sua direzione facendo un breve movimento come per brindare. Dopo un minuto chiacchieravano amabilmente di recitazione e di serie televisive degli anni ’80. Lui cercò di sfoggiare tutte le sue presunte armi di seduttore navigato, ricorrendo anche a quelle della sua breve fama in campo letterario (ignorata totalmente da lei) sperando di far colpo agli occhi curiosi ed ingenui della ragazza. Cominciò poi ad adularla utilizzando una serie di patetiche citazioni cinematografiche e musicali di repertorio che lei non colse, credendo quindi che fossero farina del suo sacco, iniziando con “vivo di emozioni che tu, non sai nemmeno di darmi” passando a “ti sei accorta di me quasi per caso, quasi per caso hai deciso poi di commettere un piccolo peccato”. Sulla frase “mi fai venire voglia di essere un uomo migliore” lei capitolò.
Venti minuti dopo erano nella stanza di lui. Lo scrittore seduto sul letto e Vanessa in piedi di fronte a lui, completamente nuda, pronta a commettere un piccolo peccato e a renderlo un uomo migliore.
…
Erano solo le prime luci dell’alba quando Vanessa si rivestì e sgattaiolò via furtivamente dalla stanza. Lui la guardò fingendo di dormire mentre lei copriva le grazie che fino a poche ore prima aveva avuto il piacere e il privilegio di ammirare e assaporare. Si emozionò per quella visione meravigliosa e si compiacque con sé stesso per la conquista tanto facile quanto insperata.
Qualche ora dopo lo scrittore arrivò in spiaggia puntuale per prendere il largo per la gita organizzata prenotata il giorno prima, accompagnato dal suo fidato notebook sotto al braccio. Il suo sguardo fiero trasmetteva ancora la soddisfazione per la conquista della sera prima, ma era destinato a spegnersi di lì a poco. Vanessa era lì sul bagnasciuga, già sveglia e pimpante, rideva e scherzava nel bel mezzo di un chiaro corteggiamento da parte di un paio di trentenni palestrati e abbronzati. Lo scrittore le passò vicino volontariamente e le rivolse un distratto ma intenzionale sguardo per cogliere almeno un gesto di complicità, un segnale di intesa da parte sua, ma lei non lo notò neanche presa come era dalle avances dei suoi spasimanti di turno che la ammaliavano con tartarughe addominali e tricipiti tatuati. Non uno cenno, un gesto, neanche un accennato e timido sguardo di intesa per l’intimità vissuta fino a poco prima. Un’indifferenza così ostentata da fargli pensare che forse la ragazza non aveva dato poi così peso, o almeno molto meno di lui, all’avventura notturna con il misterioso scrittore sconosciuto, tanto da fargli rivalutare le sue doti di conquistatore e, allo stesso tempo, le virtù morali della giovane animatrice. Era stata lei ad ammaliarlo e a prendersi gioco di lui… altroché citazioni cinematografiche e musicali ad effetto, era lui ad essersi fatto un gran bel film sulle sue capacità di seduttore.
Ora, voglio dire, Diego non era mai stato né un adone né un gran conquistatore, ma gli piaceva pensare di essere un tipo con del fascino, con qualcosa da dire. Si era sempre valutato una persona che a prima vista poteva destare interesse per la sua aria assorta e distaccata. Poteva far pensare a qualcuno con della vita da raccontare. Il suo metro e ottanta conteneva un fisico trascurato da quarantacinquenne un po’ sgualcito e ad uno stadio perennemente intermedio di forma; viveva di rendita per tutta l’attività sportiva che aveva fatto fino ai trent’anni e adesso si manteneva con qualche esercizio fisico la mattina e qualche corsetta pigra la sera… giusto per tenere sotto controllo il senso di colpa più che la pancia. Ora, guardandolo, si percepiva, nel suo ventre un po’ rilassato e nelle pieghe appannate della sua muscolatura, la memoria di tutta quell’attività, ma giusto la memoria. La pigrizia era il motivo per cui aveva smesso di stare dietro alla sua forma fisica e, probabilmente, la ragione per cui si era accomodato in un lavoro che gli dava la scusa di non preoccuparsene troppo. Si era fatto crescere un po’ di barba per compensare la stempiatura incipiente e dei lineamenti che lo avevano fatto sembrare sempre un po’ più giovane, mentre lui aveva sempre preferito dimostrare qualche anno in più. Ora la sua capigliatura brizzolata e la sua barbetta incolta erano accessori che servivano a dare forza alla sua immagine. Uno sguardo marpione che attraeva la preda ed un eloquio che la teneva calamitata per cercare di scoprire man mano quel carattere chiuso e severo, ma al tempo stesso colto e gentile, completavano il quadro delle sue armi di conquista.
Ecco, in quel momento la vista di Vanessa divertirsi a fare la preda circondata da giovani aitanti e la constatazione di un improvviso disinteresse nei suoi confronti lo ferì e lo fece precipitare per un attimo nella consapevolezza che infondo era un uomo di mezza età, solo, con tanto tempo ancora da vivere ma nessuno con cui condividere la sua vita e la sua quotidianità.
…continua…
Serie: LO SCRITTORE
- Episodio 1: L’arrivo
- Episodio 2: L’incontro
- Episodio 3: La brama
- Episodio 4: Epilogo
Ho letto i tre episodi uno dopo l’altro, una lettura davvero scorrevole, ora sono curioso di sapere come andrà avanti, se ci sarà qualche twist spiazzante 🙂
Inaspettata questa “conquista notturna” del protagonista.
Il suo ritorno con i piedi per terra sembra proprio aprire ad un nuovo scenario nella storia.
…e al preludio dell’epilogo…
Credo che un po’ tutti vorrebbero come essere Diego (ma prima della delusione). Il bello è che oggi un autore che si chiama così compie gli anni, e credo sia stato tradotto in Spagna
Ciao Kenji, le delusioni a volte aiutano a prendere consapevolezza di se stessi, ma aiutami a ricordare l’autore a cui ti riferisci.
Non so se lo conosci, si chiama Diego Matteucci e abita in Emilia-Romagna. Voleva che scrivessi qualcosa per la sua collana ma ho declinato