La bussola per tornare a casa 

Serie: Lascia che passi la notte


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Annalisa, soffocata dal suo ruolo di moglie e madre, accetta una proposta di lavoro che la porterà in Giappone per dei mesi. Convincere il marito Sebastiano non è stato troppo difficile, ma sua madre Ornella ha cercato in tutti i modi di farle cambiare idea.

Gennaio 2022

La notte prima della partenza, Sebastiano non riuscì a dormire. Fissava le strisce di luce proiettate dalla strada al soffitto, le mani strette sulle lenzuola e il respiro calmo e regolare di Annalisa a riempire la stanza. Provò quasi rabbia.

Come riusciva a dormire tranquilla sapendo che l’indomani sarebbe volata dall’altra parte del mondo senza il marito e il figlio? Non l’aveva giudicata fino a quel momento, aveva messo da parte il suo benessere per lei, con la speranza che quel viaggio l’avrebbe aiutata a ritrovarsi. Ma ora che il tempo era finito, la paura gli rimbombava in testa e gli chiudeva la gola. Gli sembrava di sentire delle mani intorno al collo, lo stringevano e gli rubavano un po’ alla volta l’ossigeno. Avrebbe smesso di respirare dopo aver visto sparire Annalisa al gate?

Alle tre meno dieci, sollevò il piumone e posò i piedi a terra, sfiorando le ciabatte. Annalisa non si mosse, il suo corpo non registrò l’allontanamento del marito. Lei era già altrove, libera e indipendente, incurante del vuoto che avrebbe lasciato nella sua famiglia.

Sebastiano entrò nella camera di fronte e accese la lampada a forma di mongolfiera. Stelle dorate comparvero sulla parete e su parte del soffitto.

Si sedette sulla poltroncina accanto al letto vuoto, con in mano il coniglietto di pezza di Valentino. Avrebbe avuto bisogno di abbracciare il suo bambino, di sentire il suo profumo delicato, ma quella notte era rimasto per la prima volta a dormire dai nonni. Sarebbe stato più semplice accompagnare Annalisa all’aeroporto, più semplice per lei, almeno. Nessun figlio in lacrime da salutare, solo un marito che l’avrebbe abbracciata e incoraggiata a partire tranquilla, a godersi l’esperienza.

Sebastiano si strinse al petto il  coniglietto, gli occhi chiusi e una gran voglia di piangere. Ripensò alle parole della suocera, alla telefonata di qualche giorno prima. Era appena sceso dalla rampa che portava al garage, quando sullo schermo dell’auto era comparso il messaggio di una telefonata in entrata.

“Ciao Ornella” aveva risposto dopo una lieve esitazione.

La voce della donna gli era sembrata troppo forte. “Ciao gioia mia, ti disturbo?”

Sebastiano aveva iniziato a massaggiarsi la fronte, intuendo già il motivo della chiamata. “No, tranquilla. Dimmi tutto.”

Lei era andata dritta al punto. ”Sei proprio sicuro di farla partire? Guarda che né io né Mauro siamo d’accordo.”

“Lo so, ma è un’opportunità troppo importante per la sua carriera” aveva risposto lui con tono paziente.

“È una cavolata bella è buona!” La voce di Ornella si era alzata di un tono, rimbalzando nell’abitacolo. “È una donna sposata, ha delle responsabilità. Come può pretendere di lasciarti da solo con Valentino?”

“Non sarò solo e Vale è un bambino tranquillo, ce la caveremo bene” aveva cercato di rassicurarla lui, con addosso la sensazione di recitare un copione.

“È quello che mi ha detto Annalisa, ma significa poco. Una donna seria non si comporta così!”

Sebastiano aveva stretto le mani sul volante e preso un respiro più lungo, pronunciando la battuta successiva. “Anna ama il suo lavoro e si è impegnata molto per arrivare dove è ora. Non è fatta per dedicarsi solo alla famiglia.”

“Santo cielo, nessuno le impedisce di andare in ufficio, ma il Giappone! A quante ore di aereo sono?”

” Diciotto.”

“Appunto! Non è mica dietro l’angolo.”

“Ornella, abbiamo valutato i pro e i contro di questa decisione e insieme abbiamo deciso che si poteva fare.” Non era andata proprio così, ma sua suocera aveva bisogno di quelle parole.

“Tu sei un angelo, Sebastiano” aveva sospirato la donna. “Ti fidi troppo di lei. A me piange il cuore dirti questo, ma non hai pensato che potrebbe avere un altro?”

A Sebastiano era quasi venuto da ridere, ma non c’era niente di divertente. “Non c’è nessun altro, te lo garantisco.”

Il cuore di Annalisa era occupato, sì, ma da un fantasma. Nessun rivale sarebbe stato più difficile da battere.  Sebastiano si era illuso che il tempo avrebbe sbiadito il ricordo, poi aveva sperato nella nascita di Valentino e ora in quel viaggio. L’ennesima speranza che si sarebbe frantumata, eppure dovevano fingere di crederci entrambi. Sperare che quei mesi di lontananza li avrebbero tenuti a galla. 

Sebastiano non si considerava un marito straordinario, non si riconosceva nei complimenti della suocera. Si sentiva un vigliacco, piuttosto. Annalisa non era mai stata sua, ma lui l’amava e l’avrebbe scelta altre mille volte. Era disposto a condividerla con un fantasma, sapendo di essere un ripiego, la seconda scelta. Eppure erano sposati, avevano messo al mondo un figlio, facevano l’amore. Quella felicità era concreta o era solo un bellissimo castello di sabbia?  L’unico modo per resistere alle onde era continuare a essere un marito perfetto.  

Sebastiano si massaggiò le palpebre, continuando a stringere il coniglietto di Valentino. In lontananza arrivò la sirena di un allarme.

Si chiese se Annalisa avesse messo qualcosa del figlio in valigia, un peluche o un vestito, giusto per poter respirare il suo odore e non dimenticarlo. Glielo avrebbe chiesto l’indomani. Lei aveva bisogno del profumo di Valentino, sarebbe stata la bussola per ritrovare la strada di casa.

Serie: Lascia che passi la notte


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Discussioni

  1. Ciao Melania! Straziante questa notte di Sebastiano. Ora finalmente ci mostri il lato colpevole dell’uomo. Una colpa comune a tanti, una specie di inettitudine affettiva che costringe molto a diventare consapevolmente il ripiego di qualcuno. E anche in questo caso la colpa si diluisce nell’illogicità dei sentimenti. Questo episodio è quello che più mi è piaciuto della serie, soprattutto perché arriva nel momento giusto. La tua è una scrittura per scene, e sei molto brava a scegliere quelle più efficaci, tagliando via i tempi morti👏🏻

  2. Nel complesso, penso che il brano catturi il conflitto interiore di Sebastiano e soprattutto, è scritto con autenticità. I personaggi e le situazioni sono reali.

  3. Madonna che magone! Sono contento di non averlo letto quando lo hai pubblicato che ero già a terra per l’addio a JJ. Sei riuscita a farmi immedesimare in Sebastiano e a lui va tutto il mio amore fraterno. Sono solidale con le donne che hanno idee chiare e tento di non cadere in facili giudizi ma la ricerca di una tua via non deve mai fermare quella di chi ti sta attorno e questo vale per chiunque, uomo o donna che sia. Brava Melania, ottima scrittura che non cade mai nel patetico. Ammirazione!!! 🌹

  4. Ce l’ ho fatta. Sono arrivata fin qui, ben lieta di aver letto e conosciuto meglio un’ autrice talentuosa che finora avevo un po’ trascurato e me ne scuso. Dedico alla lettura quasi tutto il mio tempo libero; senza rinunciare alla mia sana dipendenza per i libri degli scrittori che amo e da cui avrei tanto da imparare. Su Open sono costretta a fare delle scelte. Quando inizio una serie, se la trovo interessante, mi dispiace non seguirla per intero, ma seguendone tante in contemporanea, rischio di fare una grande confusione. Oggi avevo giornata libera e sono contenta di averti colmato alcune ore di questa mattinata in modo piacevole e proficuo, in compagnia della tua storia.

  5. Il paragrafo finale esprime tutto, è un po’ il cuore di questa storia.
    Continui a tracciare i personaggi e gli eventi con pennellate decise, ma delicate, con la sicurezza di chi ha in mano la vicenda.
    Aspetto il prossimo capitolo!

  6. Fastidiosetta sta suocera, eh…la stai costruendo proprio bene, è un tipo di personaggio che purtroppo è molto diffuso nella realtà, e tu ne stai riportando i tratti alla perfezione!
    Mi hanno colpito molto le considerazioni di Sebastiano. Non si reputa un marito all’altezza, eppure è capace della forma d’amore forse più difficile e coraggiosa: amare qualcuno e lasciargli la libertà di andare (e farci male…)
    Bravissima come sempre Melania!

  7. “A me piange il cuore dirti questo, ma non hai pensato che potrebbe avere un altro?””
    Bella suocera, complimenti!! 😂
    A parte questi scherzi di poco conto, un bell’episodio Melania. L’ho letto con grande piacere, complimenti!! 👏👍

  8. “Lei aveva bisogno del profumo di Valentino, sarebbe stata la bussola per ritrovare la strada di casa”
    Perfetta conclusione di un capitolo in cui viene data voce a colui che forse ancora non ha avuto modo di esprimere il proprio punto di vista, per quanto sempre ‘contaminato’ da una forma di amore incondizionato nei confronti della propria compagna. A specchio, lei dorme, probabilmente serena e, come si dice nel testo, già lontana dalla propria famiglia, altrove. Come sempre il tuo tono è pacato e le parole ben misurate e, come sempre, sei lontana anni luce da ogni forma di giudizio. Bravissima.

  9. Secondo me, il vero motivo per cui Annalisa scappa in Giappone, è la madre. Descrivi un bel quadretto di una famiglia, dove giustamente c’è chi vuole un po di spazio per sé, chi si fa anche i fatti di tutti, e chi soccombe.Brava

  10. Ho espresso il mio disappunto verso Annalisa in quasi tutti gli episodi, ma tra moglie e marito non mettere il dito. Almeno non in questa maniera! 🙂 Niente male il contrasto tra chi dorme e chi non ci riesce. Tra chi partirà tranquilla perché il bambino è dai nonni e chi abbraccia un coniglio di peluche. La storia che stai scrivendo è intrigante proprio perché i lettori si approcciano facilmente ai protagonisti.